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Ita, ecco mosse e subbugli nell’erede di Alitalia

Ita Delta

Cosa è emerso dal seguito dell’audizione del presidente di Ita, Altavilla, in Parlamento. Nel frattempo, sempre Altavilla ha sondato la disponibilità dell’amministratore delegato Fabio Lazzerini ad abbandonare l’azienda, secondo Repubblica.

 

Turbolenze per Ita Airways, la nuova compagnia aerea sorta dalle ceneri di Alitalia, partecipata al 100% dal Mef e operativa dallo scorso 15 ottobre.

La flotta di Ita aumenterà del 50% a 78 aerei entro l’anno e nel 2025 tornerà a 105 aerei. Pertanto proseguiranno le assunzioni. La compagnia stima di aggiungerne altri mille (oltre 300 piloti e più di 600 assistenti di volo) nel 2022. Lo ha detto il presidente di Ita, Alfredo Altavilla, durante il seguito della sua audizione alla commissione Trasporti della Camera.

Ad oggi la compagnia ha assunto 2.235 lavoratori tra gli ex Alitalia, numero inferiore ai 2800 previsti il 15 ottobre. Proprio ieri gli ex dipendenti di Alitalia hanno preso parte ad un presidio in piazza Santi Apostoli in vista delle possibili prossime assunzioni, come riporta il Fatto. (Qui l’approfondimento di Startmag sul Perché Ita picchia sui dipendenti Alitalia?).

Nel frattempo, proprio oggi Repubblica ha rivelato che “Alfredo Altavilla, presidente esecutivo di Ita Airways, ha sondato la disponibilità dell’amministratore delegato Fabio Lazzerini ad abbandonare l’azienda”. Il presidente di Ita sarebbe insofferente quindi alla gestione a due teste per la compagnia aerea.

Tutti i dettagli.

RIGUARDO FLOTTA E ASSUNZIONI

“È vero che la flotta iniziale è stata dimezzata, ma nel corso di quest’anno aumenterà del 50% a 78 aerei, per tornare a 105 aerei entro il 2025”, ha detto Altavilla in audizione. “Questa è ragione per cui le assunzioni stanno andando avanti regolarmente, non tenendo conto della variante Omicron” del Covid-19 “perché le tempistiche di training necessitano un adeguato periodo di formazione”. “Ad esempio dal 31/12 a oggi sono state messe in azienda già 62 persone nuove, quindi stiamo andando avanti con il piano e il budget previsto entro il 2022” ha aggiunto il presidente esecutivo di Ita Airways.

EBIT 2021 IN LINEA CON IL PIANO

Riguardo i numeri del 2021 di Ita, “Pur non avendo ancora avuto l’approvazione del cda sui consuntivi del 2021, l’ebit dell’anno 2021 si attesta in linea con quello previsto dal piano industriale nell’intorno di 170 milioni negativo” ha precisato Altavilla.

“Con metà dei ricavi e un maggior costo del carburante, l’attenzione sui costi dei servizi e delle forniture ci ha permesso di mantenere inalterato il risultato: credo che questo sia indice di una buona performance della società” ha segnalato il presidente.

PARTNERSHIP PER MIGLIORARE LE TARIFFE

Inoltre, alleanze e partnership restano tra le priorità della nuova compagnia aerea.

“Quello che cerchiamo nell’approccio alle partnership è una situazione in cui tutti i benefici dell’eventuale attività verso terzi siano riflessi su noi, con un miglioramento delle tariffe” ha detto il presidente di Ita, Alfredo Altavilla, durante il seguito della sua audizione alla Camera dei deputati.

“L’obiettivo di Ita Airways è garantire tariffe di mercato e livelli competitivi dei nostri aerei. Non intendiamo andare a competere con i giganti stranieri nel campo dell’handling e della manutenzione mettendo a rischio il capitale e i lavoratori”, ha aggiunto.

SULLE ALLEANZE È PRESTO PARLARE DI QUOTE AZIONARIE

Per quanto riguarda le alleanze “è presto parlare di quote azionarie” per Altavilla.

“Se non cominciamo a determinare il valore di Ita è difficile avere un’interlocuzione con qualcuno. Eventuali speculazioni in merito a possibili quote azionarie sono quindi destituite da ogni fondamento perché non abbiamo ancora finito l’elaborazione del piano industriale che determinerà il valore prospettico della compagnia” ha evidenziato il presidente di Ita.

“Abbiamo in corso contatti con molteplici interessati europei ed extraeuropei”, aveva precisato la settimana scorsa nella prima parte dell’audizione. Si parla di tavoli paralleli con il gruppo Lufthansa, con Air France e con Delta Air Lines.

TORNERÀ IL MARCHIO ALITALIA

Riguardo al marchio Alitalia, la società prevede di utilizzarlo “in analogia a quanto accade già per tutti gli operatori full service carrier che hanno più marchi nel proprio portafoglio”. “Abbiamo identificato una missione chiara per il brand Alitalia, che quindi sarà utilizzato” ha precisato Altavilla.

Quanto ai 90 milioni pagati per il marchio, Altavilla ha sottolineato che “per un secondo marchio all’interno del nostro portafoglio ci è sembrata una valutazione congrua rispetto ai 145 milioni che era il net value di Alitalia”.

LAZZERINI: SFRUTTARE FIUMICINO PER GARANTIRE REDDITIVITÀ

Per quanto riguarda gli aeroporti, l’ad Fabio Lazzerini ha spiegato in audizione che “Sappiamo dell’importanza di Malpensa, ma le dimensioni di Ita ci spingono a concentrarci e a incrementare gli sforzi sull’hub di Fiumicino e a non disperdere energie. Già dall’estate però lanceremo la linea Malpensa-Jfk. In questo momento per garantire la redditività dell’azienda bisogna sfruttare al meglio possibile l’aeroporto di Fiumicino”.

TURBOLENZE TRA I VERTICI

Infine, nubi in vista tra i due vertici di Ita Airways, ascoltati oggi alla commissione Trasporti della Camera.

Secondo Repubblica “Alfredo Altavilla, presidente esecutivo di Ita Airways, ha sondato la disponibilità dell’amministratore delegato Fabio Lazzerini ad abbandonare l’azienda. Lazzerini – che gode ancora della fiducia del ministero dell’Economia, azionista unico di Ita Airways – resterà al suo posto, almeno per ora. Ita Airways, la nuova compagnia di bandiera nazionale, ha due comandanti in cabina di pilotaggio. Lazzerini è l’amministratore delegato, certo. Altavilla però non è un presidente di rappresentanza. Non sta lì solo per tagliare i nastri. È un presidente esecutivo con deleghe rilevanti (su strategie e finanza). La guida a due teste può funzionare, a volte. Ma può anche non funzionare, soprattutto quando si tratta di aerei. E Altavilla si è convinto che Ita Airways avrebbe bisogno di un assetto più tradizionale. Per questo ha prospettato a Lazzerini di lasciare”.

“Quando un amministratore delegato lascia l’azienda senza colpa alcuna, come sarebbe per Fabio Lazzerini, l’impresa è solita garantirgli una buonuscita milionaria, di quelle che ti cambiano la vita. E un’offerta economica è stata valutata da Lazzerini, in via informale — scrive Repubblica —. Poi Lazzerini, per quanto convinto che la guida a due teste non vada bene, ha contattato il ministero dell’Economia, proprietario di Ita Airways. Il ministero è stato prudente. Ha dato atto al manager di aver fatto bene il lavoro di amministratore delegato. La fiducia nel suo operato, dunque, c’è ancora”.

 

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