Mobilità

Ipotesi per una nuova articolazione delle patenti d’automobile

di

L’intervento di Davide Biasioli

INTRODUZIONE

Da diversi anni lavoro come istruttore di scuola guida e ho assistito a numerose modifiche delle leggi e delle regole sulle patenti di guida, tutte impostate sul tentativo di sistemare la sicurezza stradale e di creare utenti della strada più diligenti e più consapevoli degli effetti positivi o negativi prodotti da una condotta di guida corretta o scorretta.

Nel corso degli anni, per realizzare questi obiettivi, le patenti sono state progressivamente suddivise in varie articolazioni/fasce. Per esempio, si è suddivisa la categoria A in 3 articolazioni: A1 A2 A3 distinte per fasce d’eta e per cilindrate di vetture, da poter guidare a 16, 18, 21 anni.

Si sono altresì create le categorie C1 , C1E e C e quella D, D1 ,D1E parimenti suddivise per fasce d’età ; si è fatta nascere la specializzazione degli autisti di camion con la comparsa del CQC (corso qualifica conducente) cose e del CQC persone.

Una serie di cambiamenti basati sul presupposto di creare persone piu’ specializzate e competenti nella guida di “mezzi (veicoli)” di diverso tipo.

Ma questi “mezzi/veicoli speciali” rappresentano solo una minima parte minimale della normale circolazione giornaliera, costutuita in prevalenza da autovetture. La stessa considerazione può essere fatta per l’ enorme quantità di incidenti stradali provocati da guidatori con poca esperienza di guida oppure disattenti e superficiali nella guida.

Per questo motivo negli anni ho maturato una mia convinzione, giusta o sbagliata che sia, che potrebbe riguardare una nuova articolazione delle patenti e la ricerca di creare autisti più attenti e consapevoli della loro guida. Per semplificare, ricordo che non tutti gli automobilisti possono essere in grado di guidare una supercar: in poche parole ogni essere umano ha propri limiti e personali capacità, anche come guidatore.

PROPOSTA

Per questi motivi ho ipotizzato che la patente B, come la patente A, potrebbero essere articolate sulla base di alcuni elementi: età del conducente e potenza della macchina da guidare.

Alcuni esempi di nuova articolazione delle patenti:

B1 : patente già presente, che permette di guidare un quadriciclo a motore, capace di sviluppare una velocità di 60 km/h;

B2 : questa patente si otterrebbe al compimento dei 18 anni e consentirebbe di guidare una vettura con una potenza non superiore ai 70 Kw ( come sta già avvenendo ora ) ma questa patente però non dovrebbe consentire la guida né di furgoni né di altri mezzi con potenza superiore a 70 Kw. Non solo ma, per costoro, il limite di velocità autostradale potrebbe essere fissato a 100 Km/ora.

B3: questa patente si potrebbe ottenere al compimento dei 21 anni e consentirebbe di guidare vetture con potenza dai 70 ai 184 KW, nonché i mezzi fino alle 3,5 T (furgoni ). Questa patente consentirebbe altresì di poter acquisire, in seguito, la patente B4.

B4 : patente ottenibile al compimento dei 25 anni ; consentirebbe di guidare vetture con potenza dai 184 Kw in su, senza limite superiore.

DETTAGLI

Per conseguire la patente B2 bisognerebbe sostenere prima il classico esame di teoria e poi quello pratico.

Per conseguire le patenti successive (B2-B3-B4) invece, basterebbe sostenere – di volta in volta – solo gli esami di guida, con passaggio graduale da B2 a B3 a B4.

Con questo schema organizzativo, il soggetto che voglia acquisire una patente superiore dovrebbe, ogni volta, “ rinfrescare tutte le regole di circolazione stradale “. Si potrebbe, così, creare una ECS (educazione continua stradale), con ovvio incremento della sicurezza sulla circolazione.

Uno schema siffatto apporterebbe denaro alle casse dello stato in modo diretto ed in modo indiretto.

In modo diretto, perché le tasse sulle varie patenti sarebbero incamerate da Stato o Parastato.

In modo indiretto, perché l’acquisizione di una patente B4, ad esempio, potrebbe consentire la creazione di un tabulato digitale, da incrociare anche ai fini tributari.

Infatti , un soggetto con redditi ”medi” ( sia da lavoro attivo che da pensione) non andrebbe, mediamente, a “buttare denari” per acquisire una patente relativa alla guida di autovetture estranee alle sue possibilità economiche.

SVILUPPI ULTERIORI

La nuova articolazione delle patenti potrebbe essere utile anche per la diffusione massiccia delle autovetture elettriche, se si decidesse ulteriormente di stabilire che il possessore di patente B2 debba guidare solo macchine con cambio automatico, poiché è noto che le macchine elettriche al 100% dispongono solo del cambio automatico.

Di conseguenza, tutti coloro che volessero conseguire una patente più elevata ( B3 e B4) dovrebbero imparare a guidare con il cambio manuale (fatta salva la richiesta di una deroga per proseguire ad usare il solo cambio automatico anche per la categorie superiori).

CONSIDERAZIONI VARIE

Con questo nuovo schema di articolazione delle patenti si verrebbe a evitare che gente senza esperienza guidi auto o furgoni con potenze superiori alle personali e attuali capacità di guida o che un diciottenne, inesperto/ poco esperto nella guida di autovetture, si possa mettere alla guida di un furgone.

Inoltre, per completare lo schema, si potrebbe creare un CQC ( corso qualifica conducente ) specifico anche per chi guida i furgoni fino alle 3,5 T , per creare autisti più formati, considerata la quantità e la variabilità dei furgoni circolanti, se confrontate con il volume del traffico pesante (camion e autobus).

ASPETTI SOCIALI

La nuova articolazione delle patenti costerebbe di più al “normale cittadino” (patenti B1-B2-B3) ma garantirebbe a tutti, una migliore conoscenza sull’uso dei mezzi guidati.

Creerebbe, altresì ulteriori spazi lavorativi alle scuole guida, maggiormente coinvolte nella preparazione dell’utenza, con nuovi e specifici mezzi lavorativi.

Infine, mi sia consentita una riflessione relativa alle patenti della terza età(soggetti con età superiore ai 75 anni): per costoro (persone che rappresentano oggi il 30% della popolazione generale) andrebbero ipotizzate patenti a tempo (2-5 anni) condizionate non solo dall’età e dalla capacità visiva, ma anche dalle condizioni cliniche (generali e neurologiche).

Ciò consentirebbe di evitare molti incidenti stradali legati a problemi di salute. Per gli anziani, ad esempio, si potrebbe ipotizzare una retrocessione della patente (da B4 a B3 e a B2) sulla base delle condizioni cliniche generali e di specifici test “pratici”.

Questo, per ora, è tutto.

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