Mobilità

Che cosa succede tra Milano-Lombardia con TreNord, Serravalle e Pedemontana

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Il 28 luglio è stato annunciato l’avvio del progetto di Regione Lombardia per la razionalizzazione del sistema dei trasporti che comprenderà sia TreNord che le autostrade. L’approfondimento di Walter Galbusera

 

Il 28 luglio scorso è stato annunciato l’avvio del progetto di Regione Lombardia per la razionalizzazione del sistema dei trasporti che comprenderà sia TreNord che le autostrade. Non è la prima volta che si tenta di dar vita a sistemi integrati, in passato il progetto che avrebbe potuto coinvolgere anche tram, autobus e metropolitane dell’area provinciale milanese non giunse a buon fine.

Il consiglio della Regione ha autorizzato la cessione a FNM (Ferrovie Nord Milano), holding di Regione Lombardia controllata al 57,5% e quotata in Borsa, della intera partecipazione dell’82,4% detenuta da Regione Lombardia in Serravalle (la società che controlla tra l’altro la A7 da Milano a Serravalle Scrivia e le tre tangenziali milanesi) per un ammontare di 519, 2 milioni. Come contropartita la regione destinerà parte del ricavo, pari a 350 milioni, a ricapitalizzare Autostrada Pedemontana Lombarda, a sua volta controllata sinora da Serravalle al 78,97% (soci di minoranza Intesa al 17,37 UBI al 3,34% e la viennese Bauholding Betailigungs AG allo 0,32%). Sottoscrivendo la ricapitalizzazione la Regione avrebbe la maggioranza di Pedemontana per oltre il 60%, diluendo la presenza degli altri soci e verrebbe così esclusa contestualmente ogni ipotesi di consolidamento di Pedemontana in Serravalle.

Nello stesso tempo il gruppo Gavio, ora uno dei soci di minoranza di Serravalle, cederebbe alla finanziaria regionale il 13% della società e, se la Camera di Commercio si unisse alla partita, FNM potrebbe acquisire la totalità di Serravalle, un asset considerato molto appetibile. Così si potrebbe procedere al “salvataggio” di Pedemontana, di cui fu presidente l’ex procuratore di “mani pulite” Antonio Di Pietro fino al 19 maggio 2017.

La società è dotata di oltre un centinaio di dipendenti e non se la passa benissimo. La sua missione è di “riorganizzare l’intero sistema stradale pedemontano spostando importanti quote di traffico sui nuovi assi infrastrutturali collegando Varese, Bergamo, Como e l’Autostrada Torino-Venezia, migliorando nello stesso tempo la connessione con la rete della viabilità ordinaria, principale e secondaria.” Certamente risponde alla necessità di rendere più rapido sicuro il traffico nell’area nord della Lombardia ma oggi costituisce anche la maggior criticità del sistema autostradale lombardo. La sua realizzazione è ben lungi dall’essere completata, non raggiunge il 40% dell’intera opera progettata e richiede una disponibilità di capitali che solo un soggetto pubblico può garantire. Per questo l’intervento della Regione, assolutamente necessario, è destinato non solo a finanziare l’avanzamento dei lavori ma anche ad attenuare le preoccupazioni dei soci privati.

Vi è anche un’altra importante ragione che spiega l’intera operazione. La Regione Lombardia si trova oggi nella scomoda posizione di essere nello stesso tempo concedente (è al 50% con Anas in Cal, società concedente in Lombardia) e concessionaria. Con la pressoché totale acquisizione di Serravalle da parte di FNM, le possibilità di proroga della concessione per Serravalle, senza ricorrere alla gara, aumentano notevolmente perché questa operazione consentirebbe l’assegnazione della concessione senza gara laddove la società di gestione è interamente partecipata da amministrazioni pubbliche.

Naturalmente il problema non si pone con Pedemontana che è in fase di realizzazione. L’operazione ha suscitato in Consiglio Regionale la reazione delle opposizioni che hanno accusato la Giunta di scarsa trasparenza e di non aver consentito all’aula di discutere un’operazione di così grande rilievo.

La Borsa ha invece festeggiato l’annuncio del “deal” con un rialzo del 10,31%.

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