Mobilità

Il 2020 nero di Boeing, tutti i dettagli

di

Boeing 737 max

Lo stop al 737 Max e i ritardi nello sviluppo del 777X affondano i conti della Boeing che ha chiuso il 2020 con un rosso di 11,9 miliardi di dollari

 

Il 2020 si chiude con un buco di quasi 12 miliardi dollari per Boeing.

Nel quarto trimestre, il colosso dell’aeronautica ha perso 8,4 miliardi di dollari dopo aver accantonato 6,5 miliardi di dollari per il progetto 777X, la cui commercializzazione è ora previsto alla fine del 2023. Per Boeing si tratta del secondo bilancio di fila in rosso, dopo i 636 milioni di perdite registrati nel 2019.

La pandemia Covid sta ribaltando la domanda di jet più grandi che vengono generalmente utilizzati per voli internazionali più lunghi. Non solo, Boeing risente anche della messa a terra di quasi due anni del suo 737 Max.

Inoltre, Boeing ha ceduto più terreno sia nella divisione commerciale per rivaleggiare con Airbus poiché le consegne di aeromobili del produttore statunitense sono crollate ai minimi da decenni sia nella divisione militare, superata da Lockheed Martin.

Le azioni della Boeing sono crollate di quasi il 4% mercoledì a 194,03 dollari.

PROFONDO ROSSO PER BOEING

Boeing ha registrato una perdita di 8,42 miliardi di dollari nel quarto trimestre. La perdita netta si è ampliata a 8,4 miliardi dagli 1,01 di perdita del quarto trimestre del 2019.

La società con sede a Chicago ha dichiarato di aver subito una perdita di 14,65 dollari per azione. Le perdite, rettificate per i guadagni non ricorrenti, sono state di 15,25 per azione. I risultati sono stati inferiori alle aspettative di Wall Street. La stima media di sette analisti intervistati da Zacks Investment Research era di una perdita di 1,78 dollari per azione.

LE ENTRATE

Nel quarto trimestre del 2020, il fatturato è sceso del 15% a 15,3 miliardi di dollari, meglio comunque rispetto ai 15,07 miliardi attesi dal consensus.

TITOLO IN DISCESA

Le azioni Boeing sono diminuite di quasi il 6% dall’inizio dell’anno, mentre l’indice Standard & Poor’s 500 è aumentato del 2,5%. Lo stock è sceso del 36% negli ultimi 12 mesi.

CONSEGNE CROLLATE

Le consegne di Boeing sono crollate lo scorso anno al minimo degli ultimi decenni, a fronte di un boom di cancellazioni provocato sia dal blocco di 22 mesi dei voli del 737 MAX a causa dei due incidenti aerei mortali che per gli effetti disastrosi sull’industria del turismo e dei viaggi della pandemia Covid.

E il ceo Dave Calhoun ha avvertito che la ripresa nel settore del trasporto aereo non è imminente, dicendo che “i prossimi sei-nove mesi rimarranno molto impegnativi per le compagnie aeree clienti e per l’intero settore”.

PERSA LA COMPETIZIONE CON IL RIVALE AIRBUS

Nella divisione commerciale Boeing resta dunque indietro rispetto al rivale europeo Airbus.

Come riporta il Sole 24 Ore, “nel 2020 Boeing ha consegnato 157 aerei ai clienti, rispetto ai 380 del 2019 e agli 806 del 2018. Airbus ha consegnato 566 jet, rispetto agli 863 del 2019 e 800 del 2018. Negli ordini il saldo netto di Boeing, tra cancellazioni e rettifiche del portafoglio per rispettare i criteri contabili, nel 2020 è negativo per -1.026 aerei, dopo il -87 del 2019. Questo significa che le cancellazioni sono state superiori ai nuovi ordini e che il portafoglio si è ridotto. Airbus ha dichiarato nuovi ordini netti per 268 aerei, in calo dai 768 del 2019. Il gruppo europeo non ha ancora comunicato i risultati economici, previsti in forte perdita”.

NOTA POSITIVA: IL VIA LIBERA AL BOEING 737 MAX

C’è da dire che lo scorso novembre l’aviazione Usa ha concesso a Boeing il permesso di iniziare a consegnare 400 nuovi jet 737 MAX che ha prodotto nella sua fabbrica di Seattle: American Airlines, United Airlines, Alaska Airlines, Aeromexico e la brasiliana Gol sono tra le compagnie aeree che hanno ricevuto finora il modello.

Proprio ieri anche l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha annunciato di aver dato il via libera ufficiale al Boeing 737 Max per tornare a volare nei cieli europei.

IN RITARDO IL NUOVO AEREO 777X

Inoltre, ci sono voluti 6,5 miliardi di dollari di addebito nel quarto trimestre per il programma 777X, il nuovo aereo. Il programma aveva già subito ritardi ritardi. Ora Boeing afferma che prevede di consegnare il primo velivolo alla fine del 2023, più di due anni dopo le previsioni dello scorso aprile, a causa della domanda più debole e dell’aumento dei requisiti di certificazione a seguito della crisi del 737 Max.

LE CONSEGNE DEL 787 DREAMLINER CHE INCIDONO PURE SULL’ITALIANA LEONARDO

Boeing sta anche lottando per riprendere le consegne del 787 Dreamliner alla fine del primo trimestre. Il 787 è un altro design widebody che soffre di recenti problemi di produzione. Ieri il ceo Calhoun ha riferito che Boeing consegnerà pochi 787, se non nessuno, a febbraio.

Ricordiamo che la flessione dei rate produttivi del programma Boeing 787 incide anche sulla divisione aerostrutture del gruppo italiano Leonardo. In particolare sullo stabilimento Leonardo di Grottaglie dove si costruiscono due sezioni della fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787

BOEING CEDE ANCHE NEL SETTORE DIFESA IN FAVORE DI LOCKHEED MARTIN

Se il crollo dei ricavi riguarda soprattutto la divisione di aerei commerciali, nel settore difesa Boeing perde comunque il suo primato

Come sottolinea Il Sole 24 Ore, “nella difesa, spazio e sicurezza i ricavi sono 26,257 miliardi, 162 milioni in più dell’anno precedente. Nei servizi i ricavi sono diminuiti da 18,47 a 15,54 miliardi (-15,8%). Boeing perde il primato mondiale per ricavi nell’aerospazio e difesa, superata da Lockheed Martin, il grande contractor della difesa, che produce aerei (tra cui l’F-35) ed elicotteri militari e missili. Lockheed nel 2020 ha aumentato i ricavi da 59,8 a 65,4 miliardi di dollari (+9,3%). Grazie ai margini delle commesse militari, Lockheed ha un utile netto di 6,83 miliardi, 600 milioni in più del 2019”.

SFORBICIATA AL PERSONALE

Infine, Boeing sarà una società più piccola rispetto a prima delle crisi sottolinea la Cnn. La società ha annunciato infatti che prevede di ridurre il personale a 130.000 entro la fine del 2021, in calo rispetto ai 161.000 all’inizio del 2020. Circa 19.000 di quei posti di lavoro erano stati tagliati nei primi nove mesi del 2020.

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