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I guai del 737 Max di Boeing lasciano a terra anche il gruppo Tui

di

Boeing

La compagnia di viaggi anglo-tedesca Tui ha rivolto le sue attenzione sull’Asia per cercare di compensare le perdite registrate nel trimestre a causa dello stop dei Boeing Max 737

 

Conti trimestrali poco brillanti per Tui, la compagnia di viaggi anglo-tedesca che ha registrato un utile netto in forte calo tra aprile e giugno, a causa dello stop dei Boeing Max 737 e della flessione delle entrate provenienti dalle prenotazioni estive.

Per questo, scrive il Financial Times, l’azienda sta cercando di concentrarsi maggiormente sui mercati emergenti dell’Asia e dell’America Latina, cercando di compensare le ingenti perdite della sua divisione aerea.

LA TRIMESTRALE FLOP

Nel terzo trimestre dell’anno 2018/2019, il gruppo tedesco del turismo ha registrato una quota di utile netto di “21,7 milioni di euro, in calo dell’85% su base annua”, scrive Radiocor. “Il gruppo con base ad Hannover quotato alla Borsa di Londra ha registrato vendite per 4,75 miliardi nel periodo, in crescita del 4% su base annua, supportato da crociere, tour e servizi (trasferimenti, visite, guide) offerti sulle sue destinazioni, un segmento in cui cresce con acquisizioni. Tuttavia, ha affermato di essere stato colpito da ‘una contrazione delle riserve dovuta agli effetti persistenti dell’ondata di caldo dell’estate del 2018 e alle incertezze legate alla Brexit’”.

UN COLPO DURO DALLO STOP AI BOEING 737 MAX

Altro colpo duro è arrivato dal divieto di far volare i Boeing 737 Max dopo gli incidenti dello scorso anno. Tui ha infatti dovuto organizzare velivoli sostitutivi, “che sono costati 144 milioni di euro nell’ultimo trimestre. Ciò ha comportato un calo del 46% su base annua del risultato operativo rettificato a 100,9 milioni. Il gruppo guidato da Fritz Joussen ha anche confermato un calo del 26% dell’utile operativo adjusted per l’anno, rispetto a 1,2 miliardi di euro pubblicati lo scorso anno”, ha riferito Radiocor. Ft ha aggiunto che Tui prevede che il costo totale della messa a terra di Boeing per l’anno si aggiri “intorno ai 300 milioni di euro”.

ANCHE BREXIT E DOMANDA DEBOLE TRA LE CAUSE DEI CONTI IN ROSSO

La società ha dichiarato inoltre che i guadagni sono stati influenzati anche dalla debole domanda dovuta all’ondata di caldo dell’estate scorsa e dall’incertezza dei consumatori sulla Brexit. Ciò ha spinto i viaggiatori a decidere di trascorrere le vacanze in località più economiche del Mediterraneo orientale, lasciando eccesso di capacità di trasporto aereo in Spagna.

ACCELERATO IL PROCESSO DI TRASFORMAZIONE IN PIATTAFORMA ONLINE PER TOUR E VACANZE

Tui aveva già avvertito due volte quest’anno sul fatto che i profitti sarebbero stati fortemente influenzati dai guai al velivolo della Boeing. E questo, ha riferito Ft, ha spinto l’azienda ad “accelerare” la trasformazione del suo business di tour operator tradizionale, che include la compagnia aerea, a quello di piattaforma online per tour e vacanze.

SI PUNTA SUI MERCATI EMERGENTI

Per contrastare la sua dipendenza dal mercato europeo, Tui ha dichiarato che “punterà nuovi mercati, in particolare nelle economie emergenti con classi medie in crescita come Cina, India, Brasile e Malesia”. Aggiungendo che ha recentemente perfezionato una partnership con Malaysian Airlines per fornire vacanze ai clienti della compagnia aerea. Gli analisti di Bernstein hanno detto che Tui ha comunque beneficiato di una spinta nel mercato delle prenotazioni last minute, dimostrata dalle visite al suo sito web che sono aumentate del 5% di anno in anno nella scorsa settimana. “Nonostante la difficile situazione attuale nel 2019, il nostro business rimane solido, e ci aspettiamo di ottenere una solida performance nel 2019, che, tuttavia, non corrisponderà al risultato dell’anno precedente, come previsto a causa della messa a terra del 737 Max”, ha concluso Joussen.

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