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Green pass per i trasporti: regole, domande e scenari

Green Pass Trasporti

Tutte le novità sul Green pass nei trasporti: fatti e analisi. L’intervento di Marco Foti

Dal primo settembre vengono introdotte nuove norme per l’accesso e l’utilizzo ai mezzi di trasporto di lunga percorrenza.

Il Green pass obbligatorio per l’accesso e l’utilizzo di aerei, navi e traghetti, treni a lunga percorrenza ed autobus extraurbani impiegati per collegamenti interregionali, nel resto d’Europa, ad eccezione della Francia (in attesa della decisione dalla Corte Costituzionale), non trova alcuna applicazione. I trasporti sono rimasti sempre fuori dal perimetro di azione dei governi dell’Unione Europea.

Il perché è presto detto. Per gli spostamenti effettuati con aerei e treni, già da tempo sui mezzi sono utilizzati sistemi filtranti HEPA (aerei e treni Italo) sufficienti per sanificare costantemente l’aria che circola all’interno. Navi, treni (Trenitalia) ed autobus extraurbani adottano sistemi avanzati di ricircolo dell’aria attraverso gli impianti di condizionamento.

Ed allora perché soffermarsi sull’obbligo del Green pass per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza anziché ragionare sulle soluzioni necessarie a modificare ed adeguare un Trasporto Pubblico Locale in continuo affanno? Perché non riflettere su soluzioni specifiche come ad esempio l’impiego dei big data per il controllo real time dei passeggeri trasportati e la programmazione dinamica dei servizi di TPL in ambito urbano?

Con queste condizioni, che oggi appaiono invariate (ad esclusione dell’estensione della capacità dal 50% all’80%) rispetto al recente passato, autobus urbani, metropolitane e treni regionali saranno oggetto di assembramenti continui, liberi, senza assoluto controllo della sicurezza sanitaria dei passeggeri.

Inoltre, l’introduzione delle limitazioni all’utilizzo dei treni a lunga percorrenza incrementerà il disagio dei pendolari lungo tutta la penisola, utenti che per andare a lavorare utilizzano intercity e frecce e che dovranno spostarsi con i servizi ferroviari regionali, oggi ed ormai da tempo, al collasso.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Giovannini, dichiara che “combinando riduzione della domanda da parte degli utenti e maggiore offerta di trasporto del 15-20% circa nelle ore di punta, le Regioni hanno tutti gli strumenti per fare la programmazione, che al Mims attendiamo per valutare e prendere decisioni”.

Il tema sul quale il ministero deve puntare l’attenzione, oltre alla limitazione dell’accesso degli utenti a sistemi di trasporto, riguarda lo spostamento degli utenti pendolari del servizio ferroviario e la definizione di apposite linee guida sul TPL, da fornire alla Regioni, così da contestualizzare al meglio le politiche locali di mobilità.

L’intero sistema dei trasporti nazionale ha necessità di essere rivisto, riorganizzato, ripensato in funzione delle nuove dinamiche di mobilità. E questo oggi è una priorità.

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