Mobilità

Chi punisce e chi favorisce la misura del governo sulle auto. Salvini frena e Di Maio intavola un dibattito

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Di maio Salvini

Il punto dopo un emendamento della maggioranza alla manovra del governo che riguarda il settore auto. Fatti, approfondimenti, reazioni e commenti

In manovra arrivano gli incentivi alle auto elettriche, alle auto ibride e alle auto a metano. Qualche indiscrezione parla anche di un sistema di bonus-malus che porterebbe a tassare le auto più inquinanti, ma il premier della Lega Matteo Salvini si è detto contrario a un’ipotesi del genere.

L’emendamento in questione, nel frattempo, aveva già raccolto diverse critiche. Le tasse sulle auto più inquinanti, infatti, si tradurrebbero per i consumatori in un aumento del costo delle auto più popolari. Ad essere agevolati, invece, sarebbero i modelli che attualmente sul mercato hanno un costo di gran lunga superiore. Qualcuno teme che il mercato italiano possa subire una brusca frenata. Ma andiamo per gradi.

COSA PREVEDE L’EMENDAMENTO

Secondo l’emendamento della maggioranza alla manovra del governo, dal 1° gennaio 2019 e per i successivi tre anni chi acquisterà e immatricolerà in Italia un’autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano (e quindi con emissioni che oscillano tra 0 e 90 g/chilometro), potrà godere di un incentivo economico fino a 6.000 €. L’incentivo massimo dovrebbe essere destinato alle auto completamente elettriche.

Al contrario, chi acquisterà autovetture nuove con emissioni di CO2 superiori ai 110 g/km, sarà soggetto ad una tassa che varia dai 150 € ai 3.000 € in base alla C02 emessa per chilometro.

LE CONSEGUENZE SUL MERCATO

Se la misura venisse approvata così, ci sarebbero, ovviamnete, importanti conseguenze per il mercato italiano, che vederebbe alcune case automobilistiche uscirne vincitrici (o favorite, almeno) ed altre penalizzate.
Facendo riferimento a qualche esempio, la Fiat Panda 1.2 a benzina che ora costa 11.390 euro arriverà a costare 1.690 +500 euro, come riportano i calcoli di Anfia, l’associazione dell’industria automobilistica.

LAlfa Romeo Stelvio 2.2, che attualmente costa 47.500 euro, con la potenziale, nuova tassa sarà a listino per 48.000 euro -6.000 euro. Anche la Nissan Leaf elettrica dovrebbe godere di uno sconto di 6.000 euro, scendendo da 36.360 euro a 30.360

A fare il prezzo della manovra, dunque, sarà come denuncia l’Anfia, il modello più venduto in Italia, la Panda appunto, che è tra le vetture non ibride con le più basse emissioni di Co2. In realtà, anche molte utilitarie a gas, veicoli ad alimentazione alternativa rischierebbero di pagare un malus di 150 euro.

“Un provvedimento come questo colpisce la filiera industriale italiana che si è impegnata ad investire nell’elettrificazione e mette in difficoltà gli operatori e il mercato”, ha denunciato l’Anfia.

UNRAE: ERRORI CONCETTUALI E NUMERICI

Contrario alla norma anche Unrae, la più grande associazione di settore dei costruttori d’auto. “Il decreto andrebbe riscritto daccapo. È profondamente ingiusto e non svecchierà il parco auto circolante. Ci sono errori sia concettuali che numerici. Il provvedimento, così come orchestrato, non va nella direzione del rinnovo del parco auto circolante. Il sistema di bobus/malus infatti si applica solo alle vetture nuove, ma non alle vecchie. E nessuno pensa così a levare dalla circolazione i rottami. Con la follia che nel caso del malus si penalizzano perfino vetture molto più ecologiche (quelle nuove) di quelle che circolano e inquinano di più”, dice Michele Crisci a Repubblica.
E ancora: il sistema di incentivi “è assolutamente insufficiente. Secondo i dati ufficiali di quest’anno infatti non sarebbe nemmeno adeguato a premiare gli stessi numeri sviluppati dalle auto sotto i 90g/km di quest’anno”, ha aggiunto Crisci.

UN PROVVEDIMENTO CHE CREA DISOCCUPAZIONE: LA DENUNCIA DI FEDERAUTO

Dura anche la reazione di Federauto. Il provvedimento, così some immaginato e pensato, “crea disoccupazione”, critica il presidente Adolfo De Stefani Cosentino. “Il ‘malus’ colpisce tante utilitarie, anche a Metano e porterà a una riduzione del mercato”.
“La proposta così come presentata invece di costituire una soluzione peggiorerà il problema sia dell’inquinamento, sia delle entrate dello Stato, sia dell’impatto sul mercato e, conseguentemente, sui livelli occupazionali delle nostre aziende in cui oggi sono impiegati più di 120.000 addetti”, denuncia Cosentino.

MISURA IRREALIZZABILE PER FIM CISL

“Servono normative realistiche e sfidanti e non mode irrealizzabili. Una Misura regressiva, sanno che quota ha l’automotive italiano sul Pil italiano?”, ha invece commentato il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli. Quello in manovra rischia di essere “un altro schiaffo all’industria italiana” perchè andrebbe ad incentivare “i veicoli a prezzo più alto e tassando le automobili più popolari”. In questo modo, spiega Bentivogli “non assolviamo i ritardi dei produttori, queste norme schizofreniche sono un danno per il Paese e i lavoratori. Si tratta di una misura che rischia solo di penalizzare la nostra industria automobilista e quella Europa a favore delle concorrenza estera mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro penalizzando le fasce più povere delle popolazione che non possono permettersi un’auto nuova”.

BONUS-MALUS: LA SMENTITA DI SALVINI

Le numerose critiche hanno già spinto il governo giallo-verde a fare un passo indietro. “Sono assolutamente contrario ad ogni forma di nuova tassa su un bene già ipertassato in Italia”, ha dichiarato Matteo Salvini al programma Radio Anch’io. “Se ci sono bonus per chi vuole cambiare, va benissimo, ma non penso che ci sia qualcuno che ha un Euro 3 diesel per il gusto di avere la macchina vecchia, evidentemente non ha i soldi per comprarsi un’auto nuova”.

ALLA RICERCA DI UNA SOLUZIONE

Anche Di Maio sembra frenare e volersi confrontare con gli esperti di settore. “Ho deciso di convocare un tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo economico, per migliorare gli incentivi per l’auto elettrica, ibrida e a metano, con i costruttori, a partire da Fca, e con le associazioni dei consumatori. Insieme troveremo la soluzione giusta per centrare due obiettivi: proteggere noi e i nostri figli dall’inquinamento, senza pesare sul portafogli”, ha scritto su Facebook il ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio.

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