Mobilità

Servirà il Golden Power per salvare Alitalia?

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Il Governo italiano dovrebbe utilizzare il Golden Power per salvare e rilanciare il Trasporto aereo nazionale con Alitalia. L’intervento di Francesco D’Arrigo, direttore Istituto Italiano Studi Strategici

La situazione del Trasporto aereo nazionale, soprattutto delle Compagnie aeree è ormai prossima al collasso.

Intanto, il dibattito sull’utilità di una Compagnia aerea di bandiera, denso di argomenti retorici e strumentali di matrice ideologica, non prende in alcuna considerazione l’interesse nazionale.

L’assenza di una visione strategica a lungo termine e la mancata emanazione di provvedimenti governativi necessari per ridare una governance all’intero settore del trasporto aereo e per fronteggiare l’aggravarsi della emergenza causata dalla epidemia Covid-2019, stanno comportando il definitivo annientamento dello storico brand AIitalia, amplificando il crollo del traffico aereo nel nostro Paese. Un vero e proprio cataclisma che sta per infliggere il colpo di grazia all’intero trasporto aereo nazionale, un settore da tempo in crisi ma vitale per lo sviluppo e la tenuta economica e sociale del Paese.

Con il Paese in ginocchio a causa dell’emergenza pandemica Covid-2019, i cui effetti devastanti sulla tenuta economica e sociale sono al momento incalcolabili, avere una Compagnia aerea nazionale che garantisca collegamenti diretti con le principali destinazioni intercontinentali ed europee, la continuità territoriale nazionale per cittadini e merci, rappresenterebbe una forza di resilienza ed una garanzia di veloce ripresa per la nostra nazione.

Alitalia, in quanto Compagnia di bandiera, è il vettore aereo nazionale che da oltre 70 anni fa orgogliosamente volare per i cieli del mondo il nostro amato tricolore ed il vessillo dello Stato Vaticano durante i viaggi del Santo Padre, rappresenta per l’Italia un asset strategico indispensabile anche al fine di poter continuare ad esercitare la propria influenza politica, economica e culturale sullo scacchiere geopolitico globale. Una presenza rapportata alla capacità di esprimere il nostro soft power, di esportazione della nostra cultura (comprensiva dell’uso della lingua italiana, dei nostri costumi, delle nostre tradizioni locali ed alimentari ) e di tutti quei fattori che concorrono alla proiezione all’estero dell’immagine complessiva dell’Italia e del suo popolo, senza dimenticare il valore culturale che assumono anche determinati prodotti e filiere industriali di assoluta eccellenza, rafforzando quindi il potere geoeconomico del Made in Italy.

La concorrenza europea, invece, ritiene che la resistenza di Alitalia abbia oramai raggiunto il proprio limite e l’aspettativa di tutti è l’eliminazione inevitabile e definitiva dello storico brand italiano.

Considerata l’importanza strategica del trasporto aereo nazionale, è fondamentale che il Governo e le forze politiche adottino immediati provvedimenti coerenti affinché una Compagnia di bandiera italiana possa riguadagnare il proprio ruolo di vettore nazionale di riferimento, anche sociale, attraverso un nuovo assetto industriale a guida statale che la riporti in condizioni di poter rigenerare le capacità di difendere i propri interessi di azienda, e quelli nazionali, riconquistando il rango di global carrier al fine di sostenere la ripresa del sistema socioeconomico italiano.

Gli scopi per cui un sistema economico come quello italiano necessita di avere una Compagnia di bandiera di livello globale sono direttamente legati alla funzionalità all’economia del turismo ed allo sviluppo internazionale delle proprie imprese, contribuendo in maniera determinante:

  • allo sviluppo delle infrastrutture logistiche integrate (aeroporti – ferrovie – porti – autostrade);
  • allo sviluppo dei settori industriali ad alta tecnologia civile e militare (ricerca scientifica, progettazione, formazione, aeromobili, motori, avionica, telecomunicazioni, fondi di investimento, di cui un vettore nazionale è grande sponsor e utilizzatore);
  • alla politica estera ed alla sicurezza nazionale, in ogni sua dimensione (civile, diplomatica, economica, militare, sanitaria, umanitaria).

Proprio a proposito di sicurezza nazionale, nella relazione annuale al Parlamento dei nostri Servizi di Intelligence si legge: “alla prioritaria attenzione del Governo bisogna quindi portare quelle manovre di acquisizione di imprese nazionali e di contrasto al rilancio dei nostri grandi brand del Made in Italy (vedi Alitalia), in vario modo suscettibili di determinare una perdita di know-how e di competitività con riflessi sulle capacità produttive e sulle prospettive occupazionali. La massima attenzione deve essere orientata soprattutto ad approfondire natura, matrice e finalità degli investitori esteri, alla luce di plurime evidenze secondo cui, quanto più azionariato e governance risultano riferibili ad entità pubbliche straniere, tanto più elevato è il rischio che le acquisizioni si prefiggano anche finalità contrarie all’interesse nazionale.

Nel 2019, il Governo ha mirato a rendere più incisivo ed efficace l’esercizio dei poteri speciali sul controllo degli investimenti esteri, estendendone l’ambito di applicazione, tra l’altro, a quei settori che hanno acquisito crescente rilevanza in connessione con gli avanzamenti tecnologici e che risultano particolarmente esposti alla competizione globale. In questo senso, con la legge 133/2019, di conversione del decreto legge 105/2019 (recante “disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e di disciplina dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica”) si è voluto assicurare immediata tutela ad ambiti quali l’intelligenza artificiale, la robotica, le biotecnologie e i media, in sintonia con le previsioni del Regolamento (UE) 2019/452.

Coerentemente, l’attività del Governo dovrebbe porre particolare attenzione a quei fenomeni di concorrenza sleale in danno delle nostre imprese: dumping, acquisizione indebita di informazioni sensibili aziendali e know-how, azioni di influenza e campagne disinformative / denigratorie hanno rappresentato e continuano a rappresentare strumenti di alterazione delle ordinarie dinamiche di mercato.

Un comparto produttivo come quello del trasporto aereo deve quindi essere adeguatamente tutelato, per la capacità di innovazione e la competitività che rappresenta dal punto di vista industriale, tecnologico e socio-economico – rispetto al quale è evidente la forte, a tratti muscolare, azione “di sistema” di taluni partner europei; le attività di operatori stranieri volte a valorizzare esclusivamente i propri interessi, a detrimento di quelli nazionali; possibili mutamenti negli assetti proprietari di player nazionali in crisi e tentativi di acquisizione da parte di investitori esteri, di settore e non, con rischi di sottrazione di know-how e preziose quote di mercato; azioni spesso volte ad influenzare i nostri centri decisionali e le nostre capacità produttive.

L’integrità e lo sviluppo dell’attuale sistema infrastrutturale aeronautico, connettore indispensabile in un ambiente sempre più competitivo. rimangono esposti alle aggressive strategie di penetrazione del mercato domestico perseguite da player stranieri pure attraverso forme di ingerenza volte a “promuovere” la fornitura di propri prodotti, servizi e tecnologie e attività di lobbying/networking nei confronti dell’UE. I settori trasporti e logistica, gangli strategici dei traffici commerciali, devono essere adeguatamente presidiati dal Governo in ragione della necessità di preservare il ruolo di traino economico e di volano della ricerca applicata ricoperto dalle pregiate filiere nazionali della progettazione, della componentistica e del manifatturiero, espressivi delle eccellenze del Made in Italy. La tutela del trasporto aereo italiano – infrastruttura cruciale per la sicurezza economica nazionale – rappresenta un obiettivo prioritario rispetto alle evidenti manovre potenzialmente in grado di alterarne il corretto funzionamento o minarne la stabilità, sfruttando patologie e vulnerabilità dell’ecosistema di settore.

Per tutelare il settore aereo italiano ci sarebbe un’alternativa: un intervento pubblico diretto e prolungato nel tempo, costituendo un vettore nazionale che veda lo Stato azionista (anche di minoranza), sostenuto da un azionariato diffuso che potrebbe coinvolgere i dipendenti, grandi e piccoli azionisti privati, e gli stakeholder del trasporto aereo nazionale (Regioni, aeroporti, aziende, cittadini), incentivati ad investire sulla mobilità ed il futuro del proprio Paese.

Solo attraverso un intervento di ampio respiro strategico del Governo si possono realizzare le condizioni esterne di ambiente economico per l’attrazione di capitali, ed interne attraverso una profonda riforma del sistema regolatorio, in grado di rendere sostenibile una compagnia aerea nazionale capace di implementare un proprio network globale che offra ai cittadini ed alle imprese italiane adeguati collegamenti interni e voli diretti a lungo raggio per tutte le principali destinazioni mondiali, indispensabili per la competitività del Sistema – Paese.

Il piano nazionale di ripresa e resilienza nell’acronimo (PNRR) oltre a “ripresa” e “resilienza” è implicita una terza R, quella del “Rinascimento” dell’Italia attraverso le riforme necessarie per incrementare l’efficienza, l’efficacia e la produttività di alcuni settori strategici per il sistema economico e sociale del Paese, di cui il trasporto aereo è un asset vitale per rafforzare la ripresa economica, accelerare il potenziale di crescita, permettere uno sviluppo più equo e inclusivo del nostro territorio.

A fronte di questo scenario emergenziale, l’impegno delle Istituzioni a presidio dell’economia nazionale – dovrebbe essere volto a garantire l’afflusso di capitali nel nostro tessuto produttivo, a supportare le imprese italiane e a preservare le filiere industriali, a partire da quelle operanti nei settori di rilevanza strategica. Tale azione di tutela può essere realizzata secondo i criteri previsti dalla normativa sul cd. Golden Power (legge 56/2012) che dovrebbe essere considerato un asse portante nella procedura di salvaguardia per rilancio di una Compagnia di bandiera e dell’intero settore del Trasporto aereo.

 

 

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