Mobilità

Ferrovie, ecco come e perché l’Authority dei Trasporti tampona Rfi-Fs

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L’Autorità di Regolazione dei Trasporti a Rfi (gruppo Ferrovie dello Stato): aggiorni accordo quadro con Italo e Trenitalia per le nuove tracce d’orario (e faccia circolare i pendolini di Ntv). Tutti i dettagli

Si registra un’altra puntata nella querelle tra Italo-Ntv e Rete Ferroviaria Italiana (gruppo Ferrovie). L’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha avviato un procedimento per costringere Rfi ad aggiornare gli accordi quadro con le due società. E consentire dunque ai nuovi treni di Italo di iniziare a viaggiare già durante l’orario invernale.

LE ACCUSE DELL’AD DI ITALO-NTV

L’Authority aveva ricevuto il mese scorso la segnalazione fatta dall’operatore privato che era stata annunciata dall’amministratore delegato, Gianbattista La Rocca, durante un’audizione in commissione Lavori pubblici al Senato. In quel frangente, l’ad aveva accusato il gestore di favorire il concorrente, Trenitalia, controllata dal gruppo Ferrovie dello Stato, e aveva richiamato l’attenzione sul problema delle tracce d’orario per il 2020, ancor più grave vista la prossima scadenza della richiesta.
Rfi nei giorni seguenti aveva risposto difendendo la propria terzietà nei confronti di tutte le imprese ferroviarie e prorogando di un mese il termine di presentazione della domanda. “Nonostante l’infrastruttura non possa essere dichiarata satura e nonostante fosse stata condivisa una soluzione con il gestore dell’infrastruttura che garantiva maggiore puntualità e regolarità di tutti i sistemi ferroviari – aveva detto La Rocca -, il gestore ha inopinatamente e all’ultimo minuto negato l’incremento di capacità richiesto da Italo da circa un anno mettendo quest’ultima nell’impossibilità di richiedere gli slot per l’anno prossimo e di far circolare dieci treni già acquistati”.

LA RISPOSTA DI RFI

“Proprio per una questione di terzietà e per non creare evidenti situazioni di disparità – aveva risposto il gestore -, oltre che per rendere compatibili le richieste di capacità dei due operatori dal punto di vista tecnico” Rfi aveva chiarito che “tali misure potevano essere adottate solo se entrambe le imprese operanti sul sistema AV fossero state d’accordo”. E Trenitalia non lo era. Per questo Rfi “aveva fornito la più ampia disponibilità a proseguire le trattative per arrivare a soluzioni” da adottare al cambio orario di dicembre prossimo e che contribuissero a “migliorare la performance della rete e delle imprese”.

L’ESPOSTO DI ITALO-NTV SECONDO L’AUTHORITY

Ora arriva l’intervento dell’Authority che nella delibera ricorda le lamentele di Italo per “il mancato, ingiustificato, accoglimento da parte di Rfi della richiesta di integrazione e di aggiornamento dell’Accordo Quadro per infrastruttura AV/AC” e “la violazione”, sempre da parte del gestore, “delle norme che regolano le modalità e i termini procedimentali per l’invio della proposta definitiva di capacità quadro e per lo svolgimento della procedura di coordinamento in caso di richieste confliggenti”. Inoltre l’Art ricorda che nell’esposto Italo accusava il gestore di “discriminazione a favore di Trenitalia S.p.A.” per non aver “accolto la sua richiesta di sottoscrizione dell’integrazione e aggiornamento dell’Accordo Quadro, pur a fronte di una proposta definitiva di capacità quadro sostanzialmente condivisa. E ciò a seguito del rifiuto, da parte di Trenitalia, di aderire alla proposta definitiva di capacità quadro così come elaborata da Rfi”.

LE CONSIDERAZIONI DELL’AUTHORITY

L’Autorità di regolazione dei trasporti rileva proprio come “alla documentazione agli atti, emerge che Rfi, a fronte delle richieste di modifica e integrazione degli Accordi Quadro avanzate da Italo e da Trenitalia, ha elaborato, all’esito di un ‘processo di compatibilizzazione’, una proposta definitiva di capacità quadro, ritenuta idonea a consentire ‘anche di migliorare significativamente le performance di regolarità, a beneficio dell’intero sistema ferroviario e dei clienti finali'”. Proposta che però, come ammesso dallo stesso gestore, “non ha mai condotto al perfezionamento degli accordi quadro modificativi/integrativi a causa della mancanza dell’asserita necessaria conforme accettazione da parte di entrambi i richiedenti”.

LE DECISIONI DELL’AUTHORITY

Esaminata la situazione, l’Art decide dunque di avviare un procedimento con cui si prescrive a Rfi di portare a termine l’aggiornamento/integrazione degli accordi quadro di Italo e Trenitalia. Inoltre chiede al gestore di valutare se il nuovo termine dell’8 maggio per presentare le richieste di tracce per l’orario di servizio 2019-2020 sia compatibile con i termini del procedimento in corso da parte dell’Autorità stessa. Ma la querelle, c’è da scommettere, non finisce qui.

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