Mobilità

Ferrovie, tutte le accuse di Italo-Ntv contro Rfi

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ntv

L’ad di Italo-Ntv in audizione al Senato ha accusato Rfi di non essere terzo e indipendente. Intanto il gestore ha prorogato la scadenza per la presentazione delle tracce d’orario per il 2020. 

 

Un risultato l’ha ottenuto: la proroga del termine per presentare la richiesta di tracce per l’orario di servizio 2019/2020. Gianbattista La Rocca, amministratore delegato di Italo-Ntv, era stato protagonista, qualche settimana fa, di un’accesa audizione in commissione Lavori pubblici al Senato nell’ambito del decreto legislativo sull’interoperabilità del sistema ferroviario dell’Unione europea.

COSA AVEVA DETTO L’AD DI NTV

A Palazzo Madama La Rocca aveva accusato il gestore nazionale dell’infrastruttura ferroviaria, Rfi, di non essere del tutto corretto nei confronti di Italo. Da ricordare che Rete ferroviaria italiana e Trenitalia sono entrambe finite sotto il cappello di Ferrovie dello Stato. “Ci vediamo costretti ad evidenziare – aveva sottolineato – che Rfi non sempre agisce secondo principi di terzietà e indipendenza”. Il j’accuse era presto spiegato: “Nonostante l’infrastruttura non possa essere dichiarata satura e nonostante fosse stata condivisa una soluzione con il gestore dell’infrastruttura che garantiva maggiore puntualità e regolarità di tutti i sistemi ferroviari, il gestore ha inopinatamente e all’ultimo minuto negato l’incremento di capacità richiesto da Italo da circa un anno mettendo quest’ultima nell’impossibilità di richiedere gli slot per l’anno prossimo e di far circolare dieci treni già acquistati”.

IL PROBLEMA DELLE TRACCE D’ORARIO

La Rocca aveva quindi palesato il problema delle tracce d’orario per il 2020, la cui richiesta andava presentata entro l’8 aprile. “La situazione è ancora più grave per il fatto che, entro l’8 aprile prossimo, le imprese devono fare richiesta delle tracce per il 2020 ed è evidente che al momento non siamo in grado di farlo” aveva spiegato.

LA SEGNALAZIONE ALL’AUTORITA’ DI REGOLAZIONE DEI TRASPORTI

L’ad di Italo aveva quindi rivelato di aver già fatto una segnalazione all’Autorità di Regolazione dei Trasporti “per ristabilire le corrette regole del gioco”: “Ci aspettiamo – aveva evidenziato – che (l’Autorità, ndr) richiami tutti i soggetti coinvolti alla corretta applicazione della normativa vigente”.

IL RIFERIMENTO ALL’AD DI TRENITALIA

Secondo La Rocca la decisione di Rfi di negare l’incremento di capacità non doveva essere nota all’amministratore delegato di Trenitalia, Gianfranco Battisti. “Anche perché lui è un sostenitore della concorrenza e quanto e più di noi ne conosce i benefici. Crediamo – aveva concluso – che neanche lui accetterà una decisione del genere”.

LA REPLICA DI RFI E LA PROROGA PER LE TRACCE D’ORARIO

In serata era prontamente arrivata la risposta di Rfi che confermava come “le proprie scelte operative fossero sempre improntate a valori di terzietà verso tutte le imprese ferroviarie”. Ricordava poi che “nelle scorse settimane” aveva inviato a Trenitalia e a Italo-NTV “nel pieno rispetto dei principi di equità e non discriminazione, alcune proposte per i nuovi orari – contenenti tra l’altro misure integrative rispetto agli accordi quadro in essere – per ridurre le interferenze di circolazione e migliorare così gli indici di puntualità, incrementando al contempo la capacità a disposizione delle imprese”.

Rfi riferiva inoltre che “proprio per una questione di terzietà e per non creare evidenti situazioni di disparità, oltre che per rendere compatibili le richieste di capacità dei due operatori dal punto di vista tecnico, il gestore dell’infrastruttura aveva specificato che tali misure potevano essere adottate solo se entrambe le imprese operanti sul sistema AV fossero state d’accordo”. Misure che, tra l’altro, “sono state oggetto di interlocuzioni continue” con gli operatori “per cercare di armonizzare le diverse richieste” senza giungere però a una sintesi perché uno dei due aveva “deciso di non accettarle”. Dunque Rfi non aveva dato seguito al sistema proposto e aveva invece “fornito la più ampia disponibilità a proseguire le trattative per arrivare comunque a soluzioni – da adottare al cambio orario di dicembre 2019 -” in modo da contribuire a “migliorare le performance della rete e e delle imprese”.

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