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Fremm Fincantieri all’Egitto? L’analisi di Giansiracusa

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fincantieri Egitto

Fremm Fincantieri all’Egitto? La situazione si sblocca solo e se verrano definite le contropartite per la Marina militare. L’intervento dell’analista esperto di questioni militari Aurelio Giansiracusa

Sulla scia degli articoli di Start Magazine con le indiscrezioni sulla vendita in cantiere di due navi militari (Fremm?) di Fincantieri all’Egitto dopo il via libera del gruppo Cdp-Sace con un’operazione di finanziamento e garanzia assicurativa, è nato un dibattito fra esperti e analisti del settore. Ecco l’analisi di Aurelio Giansiracusa, animatore di Ares-Osservatorio Difesa. (Redazione Start Magazine)

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La situazione è complessa sulla notizia che circola da tempo nel settore. Da una parte l’Egitto ha iniziato una corsa al riarmo navale che l’ha visto acquistare 1 Fremm Francese dalla Marine Nationale, almeno quattro corvette Gowind prodotte dopo la prima e le 2 LHD Mistral ex russe. Questo non ha impedito l’anno scorso di siglare con Berlino un accordo per 2,6 mld di euro per ben sei navi di cui tre fregate classe Meko A-200 e tre corvette Meko A-100 oltre ai quattro sottomarini già in fase di acquisizione a titolo di compensazione dei Dolphin israeliani.

Quindi, verrebbe da dire che l’Egitto in pochi anni avrebbe fatto il pieno di nuove navi. La risposta è nì perché nel frattempo a livello Mediterraneo e Mar Rosso è tornato a soffiare il vento dal Bosforo. Egiziani e Turchi sono diventati competitori in queste aree con le dovute differenze.

Il Cairo ha il controllo all’accesso del Mar Rosso da Suez e la potente base di Alessandria d’Egitto ex base della Royal Navy. I Turchi hanno stretto accordi con i Sudanesi per ottenere attracchi e perché no una base nel Mar Rosso.

L’Egitto ha risposto creando la base navale di Ras Banas che è diventata la principale base del Mar Rosso. Ma non finisce qui perché anche nel Mediterraneo gli Egiziani hanno iniziato la costruzione di un’altra base navale verso il confine con la Cirenaica.

In tutto questo va inserito il fattore G. G come Gas di cui l’Egitto è diventato leader insieme ad Israele nella produzione e dove Cipro ed Ankara vogliono la loro parte. Conosci meglio di me i rapporti che legano ENI al gas egiziano e cipriota.

Il Cairo ed Atene hanno stretto un’alleanza con esercitazioni congiunte dove partecipa anche Cipro, il cui tema principale è la difesa delle rotte di comunicazione, delle piattaforme off shore ed il contrasto antisommergibile. Roma non partecipa a queste esercitazioni – le Medusa – ma invia osservatori.

Per tornare al punto di partenza, c’è spazio per la vendita di navi fabbricate in Italia all’Egitto? SÌ ma bisogna tenere presente i costi, la tempistica, le garanzie prestate per un’operazione del genere.

Andando al sodo le Fremm Italiane sono molto diverse da quelle Francesi; tra le nostre e le loro ballano 100-120 mln di euro, e la MM non ha alternative sottomano già pronte per l’eventuale sostituzione di una o due delle sue Fremm, non di certo con i PPA che sono navi concettualmente ed operativamente diverse.

Come finirà? A mio parere la situazione si sblocca solo e se verrano definite le contropartite per la Marina nel caso sia richiesta la sua collaborazione nell’affare per mettere a disposizione unità già pronte o quasi. Nel caso di vendita di altra tipologia di unità avrà la precedenza il quadro finanziario che dovrà esser creativo.

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