Mobilità

Ferrovie, ecco perché Rfi è stata multata dall’Authority su sollecitazione di Ntv-Italo

di

Napoli Bari

Ntv con Italo festeggia, Rfi di Ferrovie piange. Sono i due stati d’animo delle società ferroviarie dopo la multa comminata dall’Autorità dei trasporti presieduta da Andrea Camanzi all’azienda controllata dal gruppo Ferrovie su un dossier che era stato sollecitato dalla società concorrente Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori). Ecco tutti i dettagli della delibera.

CHE COSA HA DECISO L’AUTORITA’ CONTRO TRENITALIA

L’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) ha inflitto una multa di 620.000 euro a Rfi (gruppo Ferrovie dello Stato), per non aver assicurato condizioni eque e non discriminatorie sull’accesso alla rete: Rfi non ha informato, in maniera tempestiva e simmetrica, le imprese ferroviarie, con la sola eccezione dell’incumbent Trenitalia (controllata da Ferrovie), sul potenziamento della rete Alta Velocità che avrebbe consentito ai treni ETR1000 di marciare oltre i 300 km/h. Lo si apprende dal sito stesso dell’Authority, su cui ieri stata pubblicata la Delibera n. 78/2018.

LA DENUNCIA DI ITALO-NTV CONTRO FERROVIE

Il procedimento sanzionatorio concluso da Art era stato innescato da una denuncia di Italo-NTV del 2017, da cui emergeva che Rfi (Rete ferroviaria italiana, controllata da Ferrovie) non aveva assicurato condizioni eque, non discriminatorie e trasparenti per l’accesso all’infrastruttura ferroviaria, anche attraverso il mancato assolvimento degli obblighi informativi, con riferimento all’incremento prestazionale dell’infrastruttura ferroviaria oltre i 300 km/h.

I PERCHE’ DELLA SANZIONE

L’Autorità dei trasporti ha irrogato questa elevata sanzione per la particolare “gravità della violazione” di Rfi, la cui condotta, “lesiva dei principi di trasparenza, equità e non discriminazione” sulle condizioni di accesso alla rete, e’ stata di rilevante durata, essendo iniziata tra il 2012 ed il 2013.

IL VANTAGGIO CREATO DA RFI PER TRENITALIA

Salvo Trenitalia, infatti, gli operatori del settore sono stati messi in grado di accedere alle informazioni soltanto, per quanto riguarda Italo-NTV, nel 2017 (peraltro solo su sua esplicita richiesta), e per quanto riguarda le altre Imprese, nel 2018. La circostanza, poi – recita la delibera di Autorità presieduta da Andrea Camanzi – che l’acquisto, dei treni ETR1000 da parte di Trenitalia fosse riconducibile ad una politica di gruppo finalizzata ad ottenere l’impiego, su una infrastruttura potenziata allo scopo, di treni sulle linee AV/AC con velocità decisamente superiori a quella massima allora consentita, rende particolarmente grave l’illecito consumato.

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