Mobilità

Ferrovie, come sfrecceranno i fondi Ue sulla Napoli-Bari

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Napoli Bari

Nuovi fondi e attese dei territori per accelerare sulla Napoli-Bari. L’articolo di Nunzio Ingiusto

Impatti ambientali contenuti, carenze storiche da colmare e un po’ di rabbia politica (per chi non è più al governo) per non potersi ascrivere meriti sulle nuove infrastrutture.

I lavori della nuova linea ferroviaria Napoli-Bari vanno avanti. In circa due anni di lavoro stanno dando forza al quel corridoio transeuropeo di trasporto di tutta  l’Ue, imaginato sin dagli anni ‘80.

Salvini al governo voleva le infrastrutture, ma non ha perso un solo giorno per attaccare Bruxelles che, guarda caso, finanzia la nuova tratta ferroviaria.

Giusto ieri, sono arrivati altri 124 milioni di euro dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per ammodernare un nuovo tratto. In totale parliamo di oltre 9300 km di ferrovia (un terzo dei quali in Italia) in costruzione,  che collegheranno importanti poli economici dell’Ue. Un operazione con molte facce, pari al 20% del Pil europeo. Di questi tempi…

Collegare per ferrovia Napoli a Bari – laddove oggi si impiegano cinque ore – era nei progetti dei governi degli ultimi quindici anni. Tante trattative per poi passare il vaglio della Commissione Ue che fece un sopralluogo per rendersi conto direttamente dello squilibrio tra di due importanti Regioni confinanti.

I 240 chilometri di autostrada ,invece, si percorrono in meno di tre ore e i mezzi pesanti che toccano le due città sono centinaia ogni giorno. Chiaro l’impatto ambientale e i costi per imprese e cittadini a cui bisognava porre rimedio. Nei suoi comizi in Puglia Salvini si vantava dell’opera. Peccato che oggi la sua Lega e i sostenitori locali non possano applaudire per il progressivo finanziamento.

I fondi approvati comprendono il raddoppio delle linee a binario unico per aumentare la velocità e la capacità di  trasporto. “Questo progetto  darà impulso alle economie di Napoli, Caserta, Benevento, Foggia e Bari”, ha spiegato Violeta Bulc, Commissaria europea per i Trasporti.

Si viaggerà attraverso colline e  pianure tra le più belle del Sud, senza mortificare l’habitat. Cosa che non sfugge nemmeno  ai commissari europei. “A lungo termine questa linea ferroviaria nell’Italia meridionale contribuirà a migliorare la qualità dell’aria nella regione” hanno detto. Importante per l’economia della Campania aver avuto soldi anche per lo scalo merci di Maddaloni-Marcianise, tra i più strategici dell’Italia. Le innovazioni tecnologiche  e infrastrutturali possono aiutare, dunque, il riscatto del Sud se puntano su precisi principi di intermodalitá rispettosi dell’ambiente e delle volontà dei territori. Per ora non ci sono ostacoli, piuttosto si chiede di fare presto nell’interesse di un bacino di utenza di oltre quattro milioni di persone e di decine di aziende di livello europeo. Un successo della buona politica e dell’attenzione riservata a preziose analisi economiche e sociali: una su tutte quelle Svimez.

La Napoli- Bari, insomma, non è la Torino-Lione.

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