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Ecco come Francia e Nissan hanno tamponato Fca-Renault. Parla il prof. Berta

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Intervista di Start Magazine a Giuseppe Berta, storico dell’economia, editorialista ed esperto del mondo Fiat, sul fallimento della fusione tra Fca e Renault

“La fusione faceva comodo ai francesi, Renault senza Nissan non è niente. Per piattaforme elettriche e rilevanza internazionale deve fare sempre affidamento sui giapponesi, Fca avrebbe dato un peso diverso all’azienda”.

Parola di Giuseppe Berta, storico dell’economia, editorialista ed esperto del mondo Fiat, che già nei giorni scorsi – prima del fallimento del progetto di fusione tra Fca e Renault – aveva espresso dubbi sulla effettiva realizzabilità della fusione.

Ecco la conversazione di Start Magazine con Berta.

Professore, perché è saltato il matrimonio tra Fca e Renault?

Non si è mai visto una cosa così complicata. Due soggetti avrebbero dovuto fondersi, ma i contenuti strategici erano messi da un terzo soggetto, Nissan, che in realtà non vuole il matrimonio tra le due.

Quale il ruolo di Macron in tutto? Ha forzato la mano perché questa alleanza saltasse?

Fino ad un certo punto. La fusione faceva comodo ai francesi, Renault senza Nissan non è niente. Per piattaforme elettriche e rilevanza internazionale deve fare sempre affidamento sui giapponesi, Fca avrebbe dato un peso diverso all’azienda.

Perché Nissan non voleva che questa intesa andasse in porto?

Nissan si sente schiacciata dal peso delle regole istituzionali dell’alleata francese. Renault ha il 43% di Nissan con diritti di voto, Nissan ha il 15% di Renault senza diritti di voto. Il progetto di Renault-Fca poteva rafforzare la posizione di comando di Renault, nonostante a livello finanziario sia messa meglio Nissan.

E’ stata Fca, però, a ritirare l’offerta. Perché così tanta fretta?

Perché le condizioni del negoziato si stavano deteriorando. Riconoscere, per esempio, il 30% più del valore di Renault è stata una richiesta emersa successivamente.

Quale alternativa per Fca?

E’ difficile trovare qualcuno che possa essere interessato ad un accordo in blocco, anche per i vincoli politici. Perché con Renault ci sarebbe il rischio francese, in America dovrebbe fare i conti con Trump. Io credo che la via sia quella di siglare accordi parziali ed indirizzati ai singoli mercati. Un accordo per l’Europa, un accordo per l’America…

E per la Cina?

In Cina Fca è assente e continuerà ad esserlo per ora: è un mercato difficile. In questo senso, un’alleanza con Nissan avrebbe certamente fatto la differenza e avrebbe potuto aiutare la casa auto ad entrare nel mercato asiatico.

Neri giorni scorsi ha affermato che i beneficiari del progetto sono Manley e le banche advisor. Perché?

Era una battuta. Manley ha venduto le sue azioni al massimo e le banche d’investimento, in queste situazioni, ci guadagnano sempre.

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