Mobilità

Perché Fca, Gm e Ford brindano alla decisione di Trump sulle emissioni delle auto

di

Fca

L’amministrazione Trump rottama un altro pezzo delle politiche di Obama: la Casa Bianca ha infatti annunciato la retromarcia sulla riduzione delle emissioni inquinanti delle auto e dei camion. E le grandi case produttrici di pickup e suv, come General Motors, Fiat Chrysler Automobiles e Ford, gongolano. Ecco numeri, dettagli e approfondimenti.

LA SPORTELLATA DI TRUMP

La mossa, ventilata da tempo, è stata confermata ufficialmente ieri da Scott Pruitt, il direttore dell’agenzia per la protezione ambientale (Epa), che il capo dello staff della Casa Bianca John Kelly vuole licenziare a causa di una serie di scandali e che Donald Trump continua a difendere perché sta attuando la sua agenda.

LE PAROLE DI PRUITT

“La decisione dell’amministrazione Obama era sbagliata”, ha commentato Pruitt. Sotto il presidente Obama l’agenzia “aveva tagliato il processo di valutazione di medio termine per convenienza politica, aveva fatto supposizioni sugli standard che non concordavano con la realtà e fissato standard troppo alti”, ha spiegato.

LE REGOLE ROTTAMATE

Le regole fissate nel 2012 – note come standard Corporate Average Fuel Economy (Cafe) – miravano a ridurre le sostanze inquinanti rilasciate nell’aria aumentando progressivamente l’efficienza del carburante in tutti i modelli offerti dai produttori a 54,5 miglia per gallone (pari a 4,32 litri ogni 100 km). Pruitt, invece, ha dichiarato che lavorerà con la National Highway Traffic Safety Administration per stabilire standard “piu’ appropriati”. La revisione dell’Epa riguardera’ i veicoli immatricolati tra il 2022 e il 2025.

LE REAZIONI DEI COSTRUTTORI

“Questa è la giusta decisione”, ha esultato l’Alleance of Automobile Manufacturers, l’associazione delle case auto che rappresenta, tra le altre, General Motors, Fiat Chrysler Automobiles, Ford, Volkswagen. La California vanta standard allineati con i target di Obama sulla base di un’intesa del 2011 alla quale avevano aderito tutte le principali case auto. “Il diritto riservato alla California è ancora al vaglio dell’Epa”, ha precisato Pruitt.

CRITICHE E SCENARI

“La Ford e Trump si stanno preparando per un’aria più sporca con la riduzione degli standard sulle emissioni”, ha twittato invece Greenpeace Usa, una delle tante associazioni ambientaliste che escono sconfitte da questa ulteriore marcia indietro di Trump sul fronte ambientale, bollata come un vero e proprio regalo all’industria dell’auto. All’orizzonte si intravede inoltre un vero e proprio scontro legale e politico tra l’amministrazione ed almeno 12 stati Usa, a partire dalla California, che intendono mantenere norme anti-inquinamento più dure rispetto a quelle federali.

CHE COSA SOSTENGONO I PRODUTTORI

I produttori di auto hanno sostenuto che gli standard per i veicoli per il periodo 2022 al 2025, che impongono loro di percorrere circa 36 miglia a gallone, non sono realistici in un momento in cui i consumatori continuano a chiedere automobili e camion meno efficienti. Veicoli come pickup e suv rappresentano ormai oltre il 60% del mercato statunitense e sono anche quelli che tendono a inquinare di più e a consumare di più rispetto alle piccole utilitarie.

LE BASI DELLE CRITICHE DELL’EPA

L’Epa ha criticato l’amministrazione Obama per aver stabilito gli standard dopo una revisione durata due mesi, iniziata subito dopo che Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali nel 2016. Per l’agenzia ora in mano ai Repubblicani, l’amministrazione Obama è partita da presupposti non realistici e ha messo a punto standard troppo stringenti. La situazione sembra radicalmente mutata rispetto a qualche tempo fa, visto che a inizio gennaio le big dell’auto, Fca in testa, sono finite nel mirino dell’Epa per non aver centrato i target sulle emissioni per la prima volta. E questo nonostante abbiano messo a segno risparmi record di carburante. Il report pubblicato dell’Epa – ricorda oggi Mf/Milano Finanza – ha messo in luce che le Big Three di Detroit hanno riportato una performance deludente, a causa soprattutto dei suv e pickup, mancando i target assieme ad altre cinque case. Fca è risultata ultima, nel report, tra i 13 maggiori produttori di auto, con un risparmio medio di carburante di 21,5 mpg. Gm e Ford hanno registrato rispettivamente, 22,4 e 22,8 mpg. Mazda Motor (che non vende pickup o grandi suv) è prima in classifica per risparmio medio di carburante con 29,6 miglia per gallone, seguita da Hyundai e Honda. Tutte e e tre non solo hanno centrato, ma anche superato i target.

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