Mobilità

Fca, ecco perché le immatricolazioni sono montagne russe per i marchi Fiat, Alfa Romeo, Jeep e Lancia

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fca

Che cosa emerge dai numeri delle immatricolazioni di gennaio 2019 in Italia. Tendenze e confronti con qualche grattacapo per il gruppo Fca e per i marchi Fiat, Alfa Romeo e Jeep

 

Le immatricolazioni nel mese di gennaio hanno segnato un calo del 7,5%, 165.135 nuove autovetture registrate, 13.366 in meno rispetto a un anno fa, con Fiat Chrysler che perde oltre il 20%.

E’ quanto emerge dal consuntivo del mese di gennaio in Italia.

TUTTI I NUOVI NUMERI DI FCA

Il primo mese dell’anno dunque conferma il trend negativo imboccato nell’ultimo trimestre del 2018. Un effetto indotto dal nuovo sistema di omologazione entrato in vigore dal primo settembre scorso e, più in generale, dalla situazione di incertezza che vive il comparto, tra crisi del diesel e accelerazione del passaggio verso motorizzazioni alternative, elettrico in testa, ha commentato il Sole 24 Ore.

CHE COSA E’ SUCCESSO A GENNAIO NELLE IMMATRICOLAZIONI

Guardando ai dati delle case automobilistiche emerge come la performance di Fca abbia trascinato il mercato italiano al ribasso, con un calo anche del brand Jeep, del 16,1%.Il calo di Fca è superiore a quello del mercato.

COME VANNO ALFA ROMEO, JEEP, LANCIA E FIAT

Guardando ai marchi del gruppo, Alfa Romeo segna un calo delle vendite del 45,35% a 2.473 unità, con la quota di mercato scesa all’1,50% dal 2,54% di un anno fa, Jeep perde il 16,14% a 6.249 unità, con la quota di mercato passata al 3,79% dal 4,18%. Il marchio Fiat vede un calo del 29,21% a 24.445 unità, con quota scesa al 14,83% dal 19,36%, quando Lancia si mostra in controtendenza, con una crescita delle vendite del 55,36% a 6.606 unità e quota salita al 4,01% dal 2,38%.

COME VANNO PSA, RENAULT, VOLKSWAGEN, TOYOTA

Chiudono in terreno positivo i francesi, con Psa a +5,2% e Renault a +1,5%. Il tedeschi di Volkswagen perdono oltre 5 punti, Ford segna -11%. Risultato positivo per Daimler e Bmw, tra le asiatiche Toyota chiude quasi invariata come Suzuki mentre Nissan perde oltre il 30% di immatricolazioni.

LE PREOCCUPAZIONI DI BENTIVOGLI (FIM-CISL)

«È impossibile quantificare il rischio occupazionale che stiamo correndo. Certamente quello delle quattro ruote è il comparto manifatturiero più importante del Paese e la transizione verso l’auto elettrica poteva essere gestita meglio da pare del governo», è questo il commento di Marco Bentivogli, leader della Fim-Cisl.

Bentivogli lancia una sua proposta parlando con Mf/Milano Finanza: «Personalmente sono favorevole alla transizione verso la motorizzazione elettrica. Il nodo è capire come bilanciare con le esigenze della dinamica occupazionale. Per incentivare la cultura green però io prenderei esempio dalla Cina dove la motorizzazione urbana su due ruote nelle grandi città è soltanto elettrica per i civili. Soltanto i corpi militari possono utilizzare ciclomotori o moto con motori a scoppio. In questo modo oltre ad ottenere un grande beneficio in termini di inquinamento acustico, si stimolerebbe il settore privato a investire nelle strutture di cui il settore elettrico ha bisogno per svilupparsi». Nel frattempo, però, marzo è alle porte e con lui l’arrivo della tassa che tanto spaventa il settore.

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