Mobilità

Fca, ecco come Manley sterza in Cina

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Tutte le ultime mosse del gruppo Fca per ingranare in Cina

 

Fca riorganizza la sua struttura in Cina, mercato storicamente non facile per il Lingotto e in cui la casa italo-statunitense ha da tempo bisogno di rafforzarsi.

CHE COSA HA DECISO MANLEY DI FCA IN CINA

La società guidata dal ceo Mike Manley ha nominato ieri Massimiliano Trantini presidente di Guangzhou Automobile Group (Gac) Fiat Chrysler Automobiles Sales, la società di distribuzione di Fca con il partner locale Gac in Cina.

ECCO LE ULTIME NOMINE DI FCA IN CINA

Oltre a questo incarico, Trantini assumerà anche il ruolo ad interim di numero uno di Fca per il mercato cinese, mentre il resto della cosiddetta area Asia-Pacific resterà sotto la responsabilità dello statunitense Paul Alcala. Trantini, che ha conseguito una laurea in ingegneria a Bologna e un master all’Università di Oxford, porta nel suo ruolo una vasta esperienza nel settore, con precedenti posizioni che comprendono quella di ceo di Getrag Jiangxi Transmissions, ceo della joint venture nel settore delle trasmissioni tra Fca e Gac, e più recentemente quella di direttore of China Business per Fca .

TUTTI I DETTAGLI

La nomina ha effetto immediato tanto che Daphne Zheng, attuale presidente della società di distribuzione e coo di Fca per la Cina ha già lasciato il gruppo controllato dalla holding Exor di casa Agnelli. Come si diceva la Cina e l’Asia in general rappresentano da sempre uno dei principali talloni d’Achille per il Lingotto. Basti pensare che nel 2018 su un totale dei ricavi di oltre 115 miliardi soltanto 2,7 miliardi sono arrivati dall’area Asia-Pacific.

L’IMPORTANZA DELLA MOSSA

E la cosa è tanto più significativa considerando che secondo la maggior parte degli osservatori l’Estremo Oriente è la zona del mondo destinata a crescere maggiormente nel comparto. Oltre al fatto che la Cina è già da anni il maggior mercato del pianeta per il settore delle quattro ruote.

CHE COSA HA DETTO MANLEY A BLOOMBERG

Ieri intanto, intervistato dall’agenzia Bloomberg, Manley ha spiegato che Fca è una casa di marchi, e «questo le permetterà di essere uno dei pochi costruttori tradizionali in grado di sopravvivere alla rivoluzione tecnologica che sta attraversando il settore auto. Ne sono certo, al cento per cento».

IL CAPITOLO MARCHI

Manley ha poi continuato spiegando che Fca non ha nessun brand che rischia di finire nella categoria dei marchi non distintivi. «Neanche il marchio Fiat», ha insistito. «Il miglior esempio è la 500: al suo decimo anno sul mercato ha raggiunto il massimo storico di vendite. E potrei continuare con Wrangler per Jeep e così via. I nostri brand hanno dimostrato che riusciranno a sopravvivere», ha continuato l’amministratore delegato di Fca, che poi ha voluto sottolineare l’eredità lasciata da Sergio Marchionne, all’interno e all’esterno del gruppo.

«Al mondo ha mostrato che puoi avere un punto di vista diverso, puoi essere schietto su una serie di temi importanti, non conformarti allo status quo e allo stesso tempo essere un amministratore delegato di grandissimo successo nel business».

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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