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Exor, perché Elkann salta in sella delle moto elettriche indiane di Ultraviolette

Ultraviolette

Exor continua a guardare al comparto indiano della mobilità: dopo aver partecipato a più round di finanziamento della piattaforma per la compravendita di auto usate Cars24 e stretto una partnership con il gruppo Tvs, ora si è assicurata il 3,48% del capitale di Ultraviolette

Molto presto l’India e non la Cina potrebbe essere il principale mercato di riferimento per la mobilità elettrica. Le due popolazioni più o meno si equivalgono, il che significa avere accesso a un mercato di oltre un miliardo di potenziali compratori. Ma mentre la Cina sta rapidamente invecchiando, l’India è nel pieno del boom demografico e, soprattutto, alle soglie di quello economico. Un boom economico che il governo non vuole farsi scoppiare tra le mani, avendo approntato tutta una serie di riforme sulla mobilità elettrica che potrebbero permettere al subcontinente che va dalle cime dell’Himalaya alla costa dell’Oceano Indiano di affrontare la transizione energetica meglio di tanti altri Paesi, economicamente e tecnologicamente più avanzati. Riforme che fanno il paio, sull’esempio cinese (che fino allo scorso dicembre imponeva ai marchi occidentali jv con quelli locali), con alcune misure protezionistiche che finora hanno tenuto fuori dalla porta chi, come Tesla, vorrebbe approdare sul mercato interno da mero esportatore: l’accesso è consentito solo a chi investe in India. A chi, insomma, porta ricchezza e posti di lavoro.

EXSOR SALE IN SELLA DI ULTRAVIOLETTE

In una situazione economica tanto fluida, non è facile capire se l’India sarà realmente la culla del prossimo colosso economico e se, soprattutto, dimostrerà la medesima lungimiranza cinese, che ha sfruttato il boom economico per fare riforme strutturali e investimenti idonei a rendere il Paese asiatico una potenza negli anni a venire, in grado di scalzare gli USA dal trono.

C’è però chi, in Occidente, ha iniziato a scommetterci, soprattutto con riferimento al settore più in trasformazione di tutti: quello della mobilità. Non deve perciò sorprendere il fatto che Exor, holding della famiglia Agnelli-Elkann, abbia investito ben 10 milioni di dollari (9,98 mln euro) in Ultraviolette Automotive, startup con sede a Bengaluru attualmente al lavoro sullo sviluppo di  F77, un ciclomotore a batteria che sarà venduto prima nel Subcontinente e, in seguito, negli Stati Uniti e in Europa.

LE SCOMMESSE INDIANE DEGLI AGNELLI

Tramite il round di serie D, Exor ora si è assicurata il 3,48% del capitale di Ultraviolette, con una valutazione della società che supera i 300 milioni di dollari (299,4 mln euro). L’aumento di capitale arriva appena otto mesi dopo che la startup di veicoli elettrici ha raccolto altri 15 milioni di dollari da Zoho e TVS Motors.

Quello in Ultraviolette Automotive è solo l’ultimo di una serie di investimenti di Exor in India, da cui proviene anche il suo presidente, Ajay Banga. Ricordiamo che, dopo aver partecipato a più round di finanziamento della piattaforma per la compravendita di auto usate Cars24, Exor ha stretto una partnership con il gruppo Tvs, investendo oltre 100 milioni in due sue controllate attive nella logistica e nei servizi post-vendita per le automobili.

LE MOSSE DEL GOVERNO INDIANO PER ATTRARRE CAPITALI ESTERI

Il governo indiano dal canto suo sta sfruttando la transizione ecologica per attrarre investitori esteri, puntando ad accelerare l’adozione dei veicoli a batteria in India, in modo da ridurre gli elevati livelli di inquinamento, specie nei centri urbani. L’obiettivo è rinnovare lo sterminato parco di veicoli indiano così da fare in modo che entro il 2030 circa l’80% dei mezzi sia elettrico.

Gli indiani, insomma, stanno per correre in massa al concessionario, ma le leggi di stampo protezionistico favoriscono la filiera interna o i marchi esteri che aprono succursali nel Paese. Perché tali stime siano credibili, la svolta dovrà essere conveniente non solo per l’ambiente, ma anche per le possibilità dei cittadini, per questo sempre più Case del settore, a iniziare da Ultraviolette, puntano a rendere le sue moto elettriche accessibili a un’ampia platea di consumatori indiani.

La startup si farà conoscere nel mondo con l’elettrica F77, dueruote dall’aspetto aggressivo che vanta, promettono dagli stabilimenti di Bengaluru, fino a 180 chilometri di autonomia, un’accelerazione che, pur non facendo sognare, è di tutto rispetto (da o a 100 in 7,5 secondi) e una velocità massima di 147 km/h. Non sarà un fulmine, ma probabilmente conquisterà l’utenza non solo grazie al look, ma soprattutto grazie al prezzo che, sebbene al momento non sia ancora stato reso noto, dovrebbe aggirarsi intorno ai 4 mila dollari. La startup indiana ha comunque anticipato di aver registrato circa 65 mila pre-ordini provenienti da 190 paesi di India, Europa e Stati Uniti. Le prime consegne sono attese entro fine anno e saranno riservate a clienti residenti nel Subcontinente.

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