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Eurodrone, ecco il contratto tra Avio Aero e Airbus

Avio Aero Eurodrone

L’italiana Avio Aero (gruppo GE) e Airbus Defence & Space hanno firmato il contratto per la fornitura di 120 motori Catalyst che equipaggeranno l’Eurodrone, il primo sistema a pilotaggio remoto, nato dalla collaborazione europea tra le industrie del settore. Fatti, numeri e approfondimenti

Arriva l’ufficialità: il Catalyst sarà il motore dell’Eurodrone dopo che l’italiana Avio Aero ha battuto la francese Safran.

Ieri l’azienda con sede a Torino ha firmato con Airbus Defence & Space il contratto per la fornitura di 120 motori Catalyst 1300-ED1, oltre alla relativa manutenzione e service, che equipaggeranno l’Eurodrone. Al programma per il velivolo armato a pilotaggio remoto Male Rpas, partecipano Germania, Francia, Spagna e Italia con le rispettive industrie Airbus, Dassault e Leonardo.

L’Eurodrone beneficia di una dotazione di 100 milioni di euro concessa dall’Ue nell’ambito Edidp per lo sviluppo industriale della difesa europea. Il valore stimato del programma è di oltre 7 miliardi di euro.

La firma del contratto segue l’annuncio della selezione del motore dello scorso 25 marzo e ufficializza la collaborazione tra il motorista e l’airframer, permettendo di seguire la tabella di marcia prefissata da Airbus che vede per il 2024 la produzione del primo prototipo di Eurodrone, destinato a entrare in servizio per la fine del decennio.

Tutti i dettagli.

LA SCELTA TRA LA PROPOSTA DI AVIO AERO E QUELLA DI SAFRAN

Alla fine in primavera Airbus Defense ha scelto il motore dell’italiana Avio Aero (controllata dell’americana General Electric) per azionare l’Eurodrone. La selezione per il motore per il drone europeo Male riguardava il Catalyst (proposto da Avio Aero) e l’Ardiden TP3 (Safran Helicopter Engines).

LE MOTIVAZIONI DELLA SCELTA DI AIRBUS

Come spiegava a marzo Jean-Brice Dumont, Head of Military Aircraft di Airbus Defence and Space, identificato il Catalyst “come la migliore soluzione sulla base di prestazioni superiori, minori rischi di sviluppo, migliore economia in servizio e maggiore potenziale di crescita. Secondo il manager di Airbus, “In linea con le esigenze dei clienti, il Catalyst offrirà una soluzione realmente europea, contribuendo così a rafforzare il ruolo complessivo di Eurodrone come facilitatore dell’autonomia strategica”.

IL MOTORE CATALYST

Il Catalyst è un motore collaudato in volo, interamente sviluppato e prodotto in Europa.

“Così come il programma Eurodrone, — riferisce la nota — questo motore è concepito come 100 per cento ITAR-free (International Traffic in Arms Regulation), garantendo così autonomia sulle possibilità di esportazione ed evitando la necessità di ulteriori requisiti prima dell’autorizzazione all’esportazione”.

In caso contrario, significherebbe che i quattro paesi partecipanti dovrebbero chiedere l’autorizzazione agli Stati Uniti prima di poterlo esportare.

“Gli aspetti chiave nella selezione dei fornitori di Eurodrone sono la competitività, le prestazioni, la capacità di rispettare l’impegnativo programma di consegna e la capacità di soddisfare la domanda in servizio” spiega la nota di Airbus.

LE POLEMICHE DELLA STAMPA FRANCESE

Già dall’anno scorso la stampa francese era partita all’attacco contro il motore di Avio. “Se venisse scelto il motore Avio Aero, come auspicato dall’Italia, questo sarebbe soggetto alle normative extraterritoriali Usa” scriveva Les Echos. Secondo la stampa francese il motore proposto da Avio sviluppato per il Cessna Denali di Textron Aviation, potrebbe essere soggetto a normative extraterritoriali ITAR.

Accuse che Avio Aero ha rispedito al mittente. “Sono accuse strumentali, vere menzogne per screditarci. Sia Airbus che Occar, conoscono bene le nostre credenziali e non hanno mosso rilievi. Anche le istituzioni italiane sono con noi. Il Catalyst è interamente europeo, prodotto in gran parte in Italia dove pre-Covid generavamo un fatturato di circa 2 miliardi di euro, con oltre 4mila dipendenti” aveva ribadito l’ad di Avio Aero Riccardo Procacci l’anno scorso a MF.

I SITI COINVOLTI

Infatti, come ha ricordato la stessa azienda italiana “il lavoro degli ingegneri sul Catalyst e l’intera filiera produttiva sono e resteranno nell’eco-sistema produttivo europeo”. I siti coinvolti nel programma sono: Avio Aero in Italia (con gli stabilimenti di Rivalta di Torino, Pomigliano d’Arco e Brindisi e il laboratorio Energy Factory Bari presso il Politecnico di Bari) e Polonia, Ge Aviation Turboprop (in Repubblica Ceca), Ge Aviation Advanced Technology di Monaco (Germania) e il Ge Engineering Design Center di Varsavia (Polonia).

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