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Pasqualino Monti

Enav, ecco come naviga Pasqualino Monti tra cielo e mare

Pasqualino Monti non è solo ceo di Enav e presidente del mare della Sicilia Orientale e, in campo accademico, componente esterno del consiglio di amministrazione dell’università di Palermo, ma sta dando suggerimenti sulla riforma dei porti e non lesina interviste. La lettera di Claudio Trezzano

Caro direttore,

so che sto diventando la tua ossessione, ma questa volta “vengo in pace”. O meglio, vengo con le prove che mi avevi chiesto di fornirti quando ti ho scritto l’ultima letterina, quella sull’accelerazione di Pasqualino Monti (nuovo factotum italico) nella classifica sulla scienza esatta della Reputation Manager.

Non avevo fatto a tempo a premere ‘invio’ che già mi telefonavi per chiedere delucidazioni. Ammetti di essere saltato sulla sedia, quando hai letto che Monti ha accumulato cariche “mari e monti”, come ti ho risposto celiando. Tu non credevi fosse possibile essere contemporaneamente presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale e, da aprile, anche amministratore delegato dell’Enav, l’azienda che gestisce il controllo del traffico aereo in Italia. E, nemmeno tanto velatamente, mi hai accusato di non aver fatto i dovuti controlli.

Ti avevo risposto che on line e dai social si evince che è ancora commissario dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale. E ci eravamo lasciati col dubbio che i siti non fossero aggiornati. Capita soprattutto a quelli istituzionali, lo sappiamo bene. Ora però ho la prova del nove che il nostro è uomo di aria pur continuando a essere uomo di mare, ruolo che in fondo sta nel DNA di Pasqualino, come disse a Repubblica (“Io, il figlio del capitano ora cambio faccia ai porti”) nel febbraio del Ventidue (evidentemente nei geni avrà pure qualche parentela con Francesco Baracca, se ora è finito pure all’Enav).

Adesso, dicevo, posso confermarti che Pasqualino Monti quando non si dedica anima e core all’Enav, società immensa e stratificata – a controllo pubblico – che va dal controllo dello spazio aereo, passando per servizi di ingegneria e manutenzione e ricerca e sviluppo nell’innovazione di sistemi di controllo (insomma, vatti a leggere la sezione Cosa facciamo e resterai a bocca aperta, noi uomini normodotati probabilmente avremmo difficoltà a dirigere un ente simile, figurarsi farlo part time con altre cariche) continua a essere presidente del mare della Sicilia Orientale. Me lo confermano non una ma ben due interviste apparse oggi, su La Verità e su Avvenire che seguono il suo intervento ieri a Palermo al convegno “Noi e il Mediterraneo”. Perché quando non segue gli enti appena elencati, partecipa ovviamente a convegni.

Ammetto che non sono così sicuro che la seconda sia una intervista: potrebbe essere anche una semplice ripresa di virgolettati da altre agenzie o fonti di stampa (misteri della fede, vista la testata!). In entrambe continua comunque a perorare un suo vecchio cavallo di battaglia sull’unica autorità dei porti. Avvenire parla in merito di modello “Enav”.

Tra l’altro ha rincuorato tutti: “Fino a quando ci sarà bisogno del sottoscritto all’Adsp del Mare di Sicilia occidentale io sono assolutamente disponibile”. “Perché – ha aggiunto – non è il singolo che governa i processi ma una squadra e io ho il dovere sacrosanto, fino a quando il ministro me lo chiederà, di governare la conclusione di questo processo che ha visto una realtà piccola diventare un interlocutore importante sul mercato”.

Fortuna che lui resta umile: “Medaglie non ne voglio – scherza, ma non troppo, a margine dell’evento -: mi accontenterei di non ricevere avvisi di garanzia. Perché questo è il primo pensiero di chi si assume responsabilità: sperare che a nessuno venga in mente di indagarti. Essere accusati di corruzione può succedere anche quando, nel nostro ruolo di presidenti, convinciamo un privato a investire nei nostri porti: vi pare normale?”.

Infatti Pasqualino Monti non è solo Ceo di Enav e presidente del mare della Sicilia Orientale e, in campo accademico, componente esterno del consiglio di amministrazione dell’università di Palermo, ma è anche un legislatore, visto il suo contributo nella ventura riorganizzazione normativa dei porti italiani destinata a cestinare la riforma del ’94 e che potrebbe portare, come sottolinea il giornale dei vescovi, alla costituzione di una unica società per azioni pubblica. E probabilmente si sta pure candidando a guidare il prossimo ente in cantiere. Lui stesso alla Verità del resto dice: “Uno schema potrebbe essere quello di Enav di cui sono Ad, calato però nelle peculiarità del sistema portuale”… E chi le conosce meglio, per di più di entrambe le categorie?

Ti leggo cosa scrive in merito il Secolo XIX, testata genovese e, in quanto tale, esperta sulla materia marittima: “Quella che ha in mente Pasqualino Monti, e che a giudicare dal consenso ottenuto da molti degli addetti ai lavori presenti alla quinta edizione del convegno “Noi, il Mediterraneo” non potrà essere sottovalutata dal governo (rappresentato in sala dal viceministro Edoardo Rixi) non è una riforma: è una rivoluzione”.

Ecco, direttore, la volta scorsa tu non volevi credere che le due cariche fossero cumulabili non tanto per ostacoli di tipo normativo, quanto perché, mi dicevi al telefono, è impossibile gestire l’una e l’altra. A noi, del resto, non basta una giornata di 24 ore per fare il nostro lavoro… Qui ti dimostro che le sta portando avanti entrambe con profitto (devo forse ricordarti che per i siciliani è l’uomo dei miracoli?), che è attivo persino nel processo di riforma e trova pure del tempo per noi giornalisti, peraltro rimanendo trasversale, come da sua natura avendo presenze sia su La Verità, giornale vicino al centrodestra, che su Avvenire, quotidiano certamente non di destra, diciamo. Una trasversalità pure politica, considerato che è stato voluto a tutti i costi da FdI eppure oggi è in piena sintonia col leghista viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi sulla riforma dei porti. Fino a poco tempo i rapporti erano molti intensi con i meloniani. L‘Espresso tempo fa ha scritto che “Pasqualino Monti, appena nominato dal governo amministratore delegato dell’Ente nazionale per l’assistenza al volo, ha avuto Andrea Giambruno come moderatore in due recenti convegni della sua Autorità portuale di Palermo”.

Tra l’altro, faccio sommessamente notare pure questo: Monti vuole un’autorità portuale unica, centrale, insomma romana. E il suo progetto gode del sostegno della Lega. È insomma riuscito anche a fare dimenticare il federalismo ai leghisti che lo applaudono quando dice: “Il titolo V della Costituzione va modificato: i porti non sono entità regionali, sono un bene del Paese e come tali devono essere trattati. Serve un soggetto centrale che coordini il piano nazionale dell’intermodalità e decida quali interventi finanziare e approvare, evitando di buttare soldi in progetti inutili e spesso dannosi per il sistema Paese. E, come sosteniamo da anni, va abbattuto il livello di burocrazia che impedisce di essere tempestivi e competitivi. Tutti i poteri realizzativi dovrebbero essere concentrati in questa entità”.

Un uomo per tutti i ruoli e le stagioni, come la pizza mari e monti.

Un caro saluto

Claudio Trezzano

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