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Lo sapete che i milioni dell’ecobonus per auto elettriche e ibride sono già finiti?

Auto Elettriche Cina

I nuovi fondi stanziati dal governo e operativi dalle ore 10 del 27 ottobre sono andati esauriti alle 14 circa del giorno successivo. E la legge di bilancio del governo non menziona né un rifinanziamento né l’ipotesi di incentivi strutturali

 

L’Ecobonus auto, destinato ad auto elettriche e ibride plug-in, è di nuovo a secco. E dire che l’incentivo pensato per invogliare gli automobilisti a scegliere modelli a bassissimo impatto ambientale era stato appena rifinanziato con ben 65 milioni di euro, andati esauriti in poco più di ventiquattr’ore. Per la precisione dalle 10 del 27 ottobre, quando è stata aperta la possibilità di prenotare le somme previste sul sito dedicato, alle 14 circa del giorno successivo. Questo significa che adesso chi punta ad un veicolo a zero emissioni o ibrido ricaricabile deve mettere sul piatto da 1.500 a 6.000 euro in più, cifra che differisce a seconda del tipo di auto scelta e della presenza o meno della rottamazione. Perché, vale la pena ricordarlo, gli incentivi auto sono strutturati in modo da favorire le tecnologie più “green” attraverso l’erogazione di contributi che diminuiscono al crescere delle emissioni di Co2.

PROSEGUONO GLI INCENTIVI PER LE ALTRE CATEGORIE

Rimaneggiati più volte, nell’ultima edizione sono strutturati su tre fasce di emissioni: 0-20 g/km (elettriche), 21-60 g/km (ibride plug-in) e 61-135 g/km. Quest’ultima categoria annovera le vetture mild-hybrid, le full-hybrid e le termiche a basse emissioni e può contare ancora su una dote – al 29 ottobre – di 14,5 milioni di euro. Da ottobre 2021, poi, è stato varato anche un incentivo per le auto usate Euro 6, che al 29 ottobre annovera 39 milioni disponibili. E ora cosa bisogna aspettarsi? L’Ecobonus per elettriche e plug-in verrà rifinanziato? A rigor di logica sì, perché senza di esso questo tipo di veicoli è economicamente molto lontano dall’essere attraente.

INCENTIVI STRUTTURALI? NULLA NELLA LEGGE DI BILANCIO

Nelle ultime settimane si è parlato con una certa insistenza di rendere strutturale il contributo statale, evitando così gli start & stop che rendono difficile la scelta dei clienti e complicato il lavoro di concessionari e case auto. La Legge di bilancio poteva essere l’occasione giusta per una discussione in merito, invece la legge licenziata dal Consiglio dei ministri non spende una parola sull’automotive ignorando gli appelli delle associazioni di categoria, che chiedevano l’istituzione di sostegni all’acquisto di lungo periodo. In mancanza del quale, c’è da ipotizzare un nuovo drenaggio di risorse da una categoria all’altra, mere operazioni contabili che denotano la mancanza di una visione di lungo periodo nei confronti di un settore strategico.

UN LUNGO TIRA E MOLLA

Non è certo la prima volta che le risorse per gli incentivi auto si esauriscono. Da marzo 2019 – da quando l’Ecobonus è diventato operativo – il primo stop è del 27 agosto scorso, per rimediare il Governo ha semplicemente spostato i 57 milioni di euro di fondi destinati all’extra bonus, abbassando il contributo di 2.000 euro (con rottamazione) e di 1.000 (senza rottamazione). Poi, il 24 settembre sono finiti anche quelli e l’Esecutivo ha stanziato 100 milioni freschi così ripartiti: 65 milioni per l’Ecobonus (fasce 0-20 e 21-60 g/km), 15 milioni per le auto a basso impatto (fascia 61-135 g/km) e 5 per le usate Euro 6. I restanti 20 milioni sono a beneficio degli autocarri M1 e N1 speciali. Ora ricomincia la ridda di appelli, voci, trattative e ipotesi per capire cosa succederà.

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