Mobilità

Ecco perché Boeing rischia di far atterrare un po’ il Pil americano

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Boeing ha rallentato la produzione del suo 737 Max nell’ultimo trimestre e potrebbe decidere in questi giorni di interromperla con riflessi sull’economia Usa

La crisi del 737 Max di Boeing ha provocato il caos nell’industria aerea. Ma non solo. I suoi effetti potrebbero, infatti, riverberarsi anche sull’economia statunitense in generale.

Il Dipartimento del Commercio pubblicherà il rapporto sul Pil degli Stati Uniti per il secondo trimestre proprio oggi.

Il rallentamento dell’attività nel settore manifatturiero, compreso il rallentamento della produzione di 737 Max di Boeing, dovrebbe essere uno dei motivi per cui l’economia statunitense è cresciuta meno nel secondo trimestre, rispetto ai primi tre mesi dell’anno.

BOEING HA RALLENTATO LA PRODUZIONE, POTREBBE ANCHE INTERROMPERLA TEMPORANEAMENTE

Boeing ha rallentato la produzione del suo 737 Max proprio nell’ultimo trimestre, mentre lavorava a un software correttivo per permettere ai velivoli di volare nuovamente. Boeing, riferisce la Cnn, “potrebbe decidere proprio in questi giorni di interrompere temporaneamente la produzione del velivolo nel caso in cui la certificazione di volo venisse ulteriormente ritardata”.

BOEING TRASCINA IL PROBABILE CALO DEL PIL AMERICANO

La messa a terra del 737 Max ha provocato problemi in tutto il settore aereo: “Le linee aeree hanno cancellato i voli, abbandonato le rotte, lasciato gli aeroporti e sospeso gli acquisti di aerei. Ciò ha danneggiato i profitti delle compagnie aeree e delle aziende fornitrici. Boeing è un fornitore cruciale e un grande contributore del Pil americano. Il momento della crisi del 737 Max non potrebbe essere peggiore: L’industria manifatturiera americana è zoppicante da mesi”, sottolinea la Cnn riferendo che le previsioni di crescita sono “solo dell’1,8% secondo gli economisti intervistati da Refinitiv”. Va anche peggio se si considerano i dati di GDPNow della Fed di Atlanta “con un più conservativo 1,3%. In ogni caso, la crescita nel secondo trimestre rappresenterà probabilmente un ripido passo indietro rispetto al tasso di crescita del 3,1% del primo trimestre”.

INCIDONO ANCHE I DAZI DOGANALI E LA GUERRA COMMERCIALE

Anche le tariffe doganali e la guerra commerciale in corso si trascinano sull’economia. “Le preoccupazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno contribuito a significative oscillazioni dei tassi di crescita del Pil negli ultimi trimestri e sembrano destinate ad essere una storia importante anche nel rapporto di oggi”, ha scritto James Knightley, economista internazionale capo di ING, in un recente rapporto. “Nonostante il singhiozzo del secondo trimestre nel settore manifatturiero, il sentiment dei consumatori americani rimane però forte. Questo è cruciale per la forza economica dell’America: la spesa per i consumi rappresenta più di due terzi dell’economia americana. I pagamenti sono saliti nel secondo trimestre, mentre i prezzi della benzina sono in calo”, ha evidenziato la Cnn.

SI GUARDA ALL’ALLENTAMENTO MONETARIO DELLA FED

“Nella seconda metà dell’anno, la crescita complessiva potrebbe rimbalzare grazie ad una politica monetaria meno rigida della Federal Reserve. Secondo lo strumento CME FedWatch, si prevede un taglio dei tassi alla riunione della prossima settimana della Fed, pensato per dare una spinta all’economia. E sia l’Empire State Manufacturing Survey che il Philadelphia Fed Index sono già rimbalzati a luglio, dato che il settore manifatturiero sta mostrando i primi segni di miglioramento. Insieme alla Fed, anche altre importanti banche centrali, in particolare la Banca Centrale Europea, sono tornate sul treno dell’allentamento monetario, che dovrebbe dare supporto all’economia globale”, ha spiegato Cnn.

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