Mobilità

Ecco le proposte per rilanciare il mondo dell’auto

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Ecobonus anche per i veicoli tradizionali, incentivi per l’acquisto di auto stock, eliminazione del malus tra le proposte. Che cosa chiede Federauto al governo

 

Tempestività e chiarezza. Il presidente di Federauto Adolfo De Stefani Cosentino in audizione alle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, è stato chiaro parlando degli interventi che il settore auto necessita dal governo nel prossimo decreto imprese.

PER FINE ANNO UN -30% CON AIUTI GOVERNO

“Da sempre il settore auto è un settore trainante in Italia e occupa 1,2 milioni di persone. Il comparto era già oggetto di attenzioni da parte del governo. I bonus-malus introdotti nel 2018 non avevano portato granché. Il Covid-19 ci ha portato a chiudere aziende, con un -86% di immatricolato a marzo. Ad oggi siamo a -50% rispetto all’anno scorso. Il settore è in fortissima crisi. Oggi si riapre ma con una capacità di spese dei consumatori decisamente ridotta per inattività. Non dimentichiamo che il nostro è un bene durevole e se uno è in difficoltà la prima cosa che fa è farsi bastare la macchina” ha detto De Stefani Cosentino, aggiungendo che Federauto “prevede per fine anno, se tutto va bene e se il governo ci dà degli aiuti, un -30%. Nella crisi del 2011 – ha ricordato – con il calo del 23% del mercato, il 50% delle concessionarie chiuse”.

GIA’ 10 MILIARDI DI EURO DI ENTRATE IN MENO PER L’ERARIO

De Stefani ha poi ricordato le richieste fatte al Governo insieme ad Anfia e Unrae: “La crisi ha già creato 10 miliardi di entrate in meno per l’erario e probabilmente avremo una chiusura del settore”, ha detto il presidente di Federauto che ha formulato in audizione una serie di proposte come aumentare la fascia di emissioni, per accedere al meccanismo del bonus-malus da 61 a 95 grammi di CO2 per chilometro. “Inoltre – ha aggiunto De Stefano – chiediamo di togliere il malus fino alla fine dell’anno, visto che di malus ne abbiamo avuto tanto”. De Stefano ha poi ricordato che in tutta Europa, il popolo delle partite Iva italiano è il “solo che non può detrarsi Iva” e questo “penalizza moltissimo il settore”. Una vicenda, ha spiegato, che “si trascina dal 1 aprile del 1979. Da anni l’Italia chiede una indeducibilità dell’Iva, sbagliata perché se non è deducibile va ad aumentare i costi e questo rende le aziende estere più competitive”.

LE PROPOSTE DI FEDERAUTO

Più nel dettaglio, Federauto ha proposto tra le misure ritenute indispensabili per una veloce riattivazione del mercato tra le quali: nell’ambito dell’Ecobonus introduzione di una terza fascia (emissioni 61-95 g/Km di CO2) per poter intercettare una porzione non marginale del mercato totale, prevedendo un bonus di 2.000 euro in caso di acquisto con rottamazione di un auto Euro 4 o antecedente, intestato all’acquirente da almeno 12 mesi e un Bonus di 1.000 euro in caso di acquisto senza rottamazione; Aumento degli importi unitari della seconda fascia (emissioni 21-60 g/Km di CO2) per influire in modo percepibile sulla propensione all’acquisto del consumatore, fortemente indebolita dalla fase recessiva, prevedendo nel caso di Bonus con rottamazione un incremento dell’importo unitario dagli attuali 2.500 a 4.000 euro e nel caso di Bonus senza rottamazione un aumento dagli attuali 1.500 a 2.500 euro; Aumento della disponibilità del Fondo attualmente previsto a 700 milioni di euro fino al 2021; Eliminazione del pagamento del cd Malus per tutte le autovetture immatricolate dalla data di entrata in vigore della norma specifica ed entro e non oltre il 31.12.2020. Introduzione del Bonus stock (cumulabile con ecobonus) e solo per il 2020 per agevolare lo smaltimento dei numerosi veicoli già presenti nelle reti di vendita, alla data di entrata in vigore dei provvedimenti di lockdown. “Abbiamo chiesto anche un contributo al consumo per l’acquisto di autovetture in stock perché purtroppo non vendiamo mobili o quadri antichi ma beni che sono destinati a invecchiarsi. Per questo avevamo chiesto un contributo di questo tipo”, ha precisato.

È ancora: Riallineamento fiscale agli standard degli altri Paesi UE sui veicoli aziendali nuovi (misure strutturali per veicoli aziendali e partite IVA), in termini di aumento detraibilità IVA al 100% e aumento tetto costo deducibile fino a 50.000 euro; Proroga di sei mesi (dal 30 giugno al 31 dicembre 2020) del termine per gli investimenti agevolati con il superammortamento (in vigore per il 2019); Incremento dell’aliquota dal 6% al 12% per il credito di imposta dei veicoli commerciali e industriali e innalzamento delle soglie dei costi ammissibili, con estensione della misura al 2025; Introduzione di un Fondo straordinario triennale di 50 milioni da destinare all’acquisto dei veicoli commerciali PTT < 3.5 t (veicoli N1) previa rottamazione di veicoli Euro 4 o antecedenti; Introduzione di un Fondo straordinario triennale di 450 milioni per il rinnovo del parco circolante dei veicoli industriali PPT > 3.5 t (veicoli N2 ed N3): acquisto di veicoli industriali (ptt > 3,5 t) nuovi con alimentazione alternativa oppure diesel Euro VI contro rottamazione di unità appartenenti a classi di inquinamento Euro IV o antecedenti.

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