Mobilità

Confindustria, cosa chiede Palenzona al governo per aeroporti e autostrade

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Tutte le richieste delle associazioni confindustriali Assaeroporti e Aiscat presiedute entrambe dall’ex banchiere Palenzona contenute in una bozza di documento ministeriale

“Assaeroporti chiede misure non discriminatorie per tutti i soggetti e non solo a favore di Alitalia e Alitalia Cityliner”.

“Per quanto riguarda le autostrade non sarà possibile a breve termine approvare dei Piani economico finanziari in presenza di un crollo drammatico del traffico autostradale in Italia, pari all’80% al 23 marzo 2020 secondo Aiscat”.

Sono due dei passaggi salienti delle richieste che rispettivamente Assaeroporti (l’associazione che rappresenta le società di gestione degli scali) e Aiscat (l’associazione che riunisce le concessioni autostradali presieduta da Fabrizio Palenzona, che presiede anche Assaeroporti) hanno spedito al governo.

Le indicazioni emergono dal documento messo a punto dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica di Palazzo Chigi – di cui ha parlato oggi il Corriere della Sera – che “traccia la road map per gestire la ripartenza dopo l’emergenza Coronavirus”, secondo il Corsera.

LA BOZZA SVELATA DAL CORSERA

“E’ una bozza, si intitola «L’Italia e la risposta al Covid-19» e in 150 pagine definisce le modalità per riordinare competenze e procedure, in particolare negli appalti”, scrive il Corriere. «Le proposte di questo documento — si legge — sono orientate al perseguimento contestuale e urgente di 2 obiettivi: 1. La semplificazione e l’accelerazione degli investimenti in materia di opere pubbliche e dell’attività amministrativa; 2. La crescita economica e lo sviluppo sostenibile delle comunità locali».

CHI HA CHIESTO E CHE COSA

I tecnici che hanno redatto – aggiunge il Corsera – spiegano che si tratta della sintesi delle istanze avanzate da diverse parti, dalla Cdp, all’Anci, dall’Ance a InvestItalia, dall’Aiscat ad Assoaeroporti.

Ecco di seguito i brani del documento che riguardano le concessioni autostradali e i gestori degli scali aeroportuali:

“Per quanto riguarda le autostrade non sarà possibile a breve termine approvare dei Piani economico finanziari in presenza di un crollo drammatico del traffico autostradale in Italia, pari all’80% al 23 marzo 2020 secondo AISCAT, e di una elevata incertezza sui tempi e sulle dimensioni della ripresa del traffico, con forti ricadute sulle previsioni dei ricavi. Va ricordato che nel 2011-2013, a fronte di una recessione verosimilmente più lunga di quella che si prospetta oggi, ma molto meno intensa di quella si sta delineando nel 2020 come conseguenza della Pandemia globale di Coronavirus, il traffico medio annuo era caduto di oltre il 10% e il livello assoluto del traffico del 2007 è stato nuovamente raggiunto solo nel 2017.

AiSCAT segnala in dettaglio: 1) gravi ripercussioni sulla capacità dei concessionari di poter sostenere i costi operativi connessi alla necessità di mantenere in esercizio le infrastrutture; 2) grave pregiudizio alla possibilità per i concessionari di generare sufficiente cassa dalla riscossione delle tariffe, tenuto conto che detti concessionari sono chiamati non solo a sostenere costi operativi, ma anche a versare alle amministrazioni dello Stato canoni, sub canoni, imposte e tasse e, agli istituti finanziatori, il rimborso dei finanziamenti; 3) rilevanti conseguenti ripercussioni anche sui bilanci societari, nei quali gli introiti da
pedaggio costituiscono la voce, di gran lunga principale, di ricavo. 4) gravi effetti sul settore delle aree di servizio in subconcessione, da cui deriverà molto probabilmente, per le società autostradali, la temporanea rinuncia ai relativi canoni/royalties al fine di consentire la prosecuzione dell’attività dei gestori in questo periodo fortemente negativo anche per i loro bilanci”.

“Assaeroporti ha scritto per proporre un pacchetto di misure a sostegno del trasporto aereo e del sistema aeroportuale auspicando che vengano inserite nei provvedimenti di urgenza di prossima adozione, chiedendo anche l’apertura di un tavolo di confronto tra istituzioni e imprese del settore per superare le criticità dell’emergenza e in prospettiva la ripresa del settore. Segnala che tra i 17 aeroporti ancora aperti ai sensi del decreto del 12 marzo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero della Salute, si registra una contrazione del traffico del 97%, mentre per gli altri aeroporti, che sono
stati chiusi, il traffico è azzerato.

Assaeroporti ipotizza una perdita del traffico sull’anno pari a circa 100 milioni di passeggeri (50% del totale che atteso per l’anno), a condizioni che la situazione si normalizzi nella seconda metà
dell’anno, con una perdita di fatturato per i soli gestori aeroportuali di 1,6 miliardi di euro. Per far fronte al crollo dei ricavi le società aeroportuali limitano i costi, attivando ammortizzatori sociali per la quasi totalità dei dipendenti, ma per mantenere i requisiti minimi di operatività e sicurezza rimangono dei costi fissi incomprimibili. Assaeroporti chiede misure non discriminatorie per tutti i soggetti e non solo a favore di Alitalia e Alitalia Cityliner. Pertanto Assaeroporti chiede l’apertura di un tavolo con le istituzioni e propone un Piano strategico con 17 misure d’urgenza in cinque capitoli, e 8 misure per il rilancio a medio termine in due capitoli, a loro volta divise tra quelle prioritarie e quelle no”.

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