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Ecco le pmi italiane che hanno ricostruito con Webuild il Ponte Morandi a Genova

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Ponte

Inaugurazione del nuovo Ponte di Genova con il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Chi sono le piccole e medie imprese italiane che hanno realizzato l’opera con Webuild

Inaugurazione del nuovo Ponte di Genova oggi, con il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Tre minuti di silenzio seguiranno la lettura dei nomi delle 43 vittime del crollo del ‘Morandi’, 2 anni fa.

Ci saranno tra gli altri anche il sindaco e commissario straordinario Bucci, il governatore Toti e l’architetto Piano.

Ma chi ha costruito o meglio ricostruito il Ponte?

C’è una cordata tutta italiana dietro la ricostruzione del Ponte di Genova.

Sono 330 le medie e piccole imprese nostrane che coordinate dal gruppo Webuild insieme a Fincantieri hanno contribuito alla realizzazione del nuovo Ponte di Genova.

Ecco tutti i dettagli

I NUMERI

Il valore delle forniture supera i 160 milioni di euro, quasi l’80% della commessa stessa. Questa filiera tutta Made in Italy — di cui fanno parte aziende come la Faver di Bari, le Acciaierie Valbruna, la Bosco Italia — ha permesso di “sperimentare un modello virtuoso di valorizzazione delle competenze di un settore in profonda crisi, che il gruppo Webuild intende far ripartire con l’operazione industriale Progetto Italia”, ha sottolineato nei giorni scorsi Webuild.

I PROTAGONISTI

La ricostruzione del Ponte ha visto la partecipazione delle aziende di tutta Italia, Dal Nord e dal Sud. Hanno fatto parte del progetto sia le imprese di Genova e della Liguria e del Nord Italia, ma anche molte aziende del Sud hanno svolto ruoli decisivi. Ecco alcune di queste aziende.

CHI SONO LE AZIENDE COINVOLTE

La Faver di Bari, che ha realizzato i 28 pennoni alti 22 metri, progettati per illuminare in modo scenografico l’infrastruttura. La Faver è una società per azioni che opera in Puglia dal 1980. Realizza su commessa impiantistica e servizi di gestione e manutenzione in settori che variano da quello energetico a quelle delle facility.

Le Acciaierie Valbruna, che sono tra i fornitori del progetto, sono attive fin dal 1925 nella realizzazione di prodotti lunghi in acciaio inossidabile, leghe di nichel e titanio. Si tratta di una società, con sede a Bolzano, che conta 2.500 dipendenti e una produzione annua di 200.000 tonnellate di acciai speciali ad alta qualità. Ha quattro stabilimenti produttivi, di cui due in Italia, uno negli Stati Uniti e un altro in Canada.

La Bosco Italia, che assembla e monta i pannelli fotovoltaici del Ponte, progetta e realizza dal 1976 sistemi di insonorizzazione per l’industria e l’impiantistica industriale. La sede è in provincia di Torino.

La Drafinsub, chiamata per la bonifica degli ordigni bellici, è un’azienda con sede a Genova, nata nel 1976 e attiva nel settore dei lavori subacquei.

La Akron e la Geoinvest, specializzate nel campo della geofisica e incaricate delle indagini del sottosuolo, sono due aziende specializzate nel campo della geologia applicata. La prima, nata nel 2001 nella provincia di Monza e Brianza, realizza servizi di indagini geofisiche, strutturali, diagnostica, prove in sito, controlli non distruttivi e servizi di collaudo, monitoraggio strutturale e geotecnico. A oggi sono 1200 i ponti indagati dall’azienda e 130 i chilometri delle gallerie controllate. La seconda, invece, nata nel 1981 e con sede a Piacenza, opera sempre nel campo della geologia applicata e dei servizi geofisici.

La ricostruzione del Ponte, infine, ha visto anche la partecipazione del Politecnico di Milano, dove sono state realizzate le prove nella galleria del vento sul plastico del ponte.

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