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Ecco come Macron rottama il progetto di fusione Fca-Renault

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emmanuel Macron Fintech

Emmanuel Macron ha chiuso ieri la porta a chi sperava in una ripresa nel breve termine dei negoziati per una fusione tra Renault e Fca. Ecco come e perché nell’articolo di Luciano Mondellini

 

Emmanuel Macron ha chiuso ieri la porta a chi sperava in una ripresa nel breve termine dei negoziati per una fusione tra Renault e Fca. Speranze che in primo luogo albergavano in John Elkann e nei piani alti del management del Lingotto.

Il presidente della Repubblica francese, in Giappone per i lavori del G20 di Osaka, ha incontrato il premier nipponico Shinzo Abe mercoledì 26 dopo aver voluto ricordare il merito storico di Renault che vent’anni fa aveva salvato Nissan da una pesante crisi.

Ieri l’inquilino dell’Eliseo è stato ancora più esplicito spiegando che non c’è necessità di rivedere la struttura azionaria dell’alleanza Nissan-Renault (in cui la casa francese detiene il 43,5% di quella nipponica, che a sua volta ha il 15% della Losanga) né tantomeno c’è da ridurre la partecipazione dello Stato francese in Renault, dove l’Eliseo è il primo azionista con il 15%. Condizione, quest’ultima, che si diceva potesse aiutare a convincere Nissan a dare il suo ok ai partner francesi per la loro fusione con Fca.

Il presidente francese, che conosce molto bene da anni il dossier Renault in quanto ne era il ministro incaricato già durante il mandato di François Hollande, ha spiegato che «non vede la necessità di cambiare la partecipazione del 15% dello Stato in Renault, sostenendo che la questione non ha niente a che fare con le richieste del partner giapponese Nissan».

Nei giorni scorsi infatti il ministro dell’Economia francese Bruno La Maire si era detto pronto a ridurre la quota dello Stato francese in Renault. Tuttavia Macron, durante la sua visita in Giappone, non ha mostrato disponibilità in questo senso, aggiungendo che «non c’è ragione di modificare gli incroci azionari, la governance e la partecipazione dello Stato in Renault, che non ha niente a che vedere con Nissan».

In aggiunta Macron ha spiegato che ridiscutere le partecipazioni azionarie è «fuori tema. Piuttosto dobbiamo concentrarci meno sulla politica, meno sulla finanza e più sull’industria», ha detto. Il presidente ha ricordato che l’alleanza tra Renault e Nissan è entrata in crisi quando l’ex numero uno dell’alleanza franco-nipponica Carlos Ghosn, allora presidente di entrambe le aziende, è stato arrestato in Giappone lo scorso autunno.

A questo punto è difficile ipotizzare che nel medio periodo possano riprendere le trattative tra Fca e Renault. Con il Lingotto che dovrà necessariamente guardare verso altri lidi per trovare un partner di cui ha necessariamente bisogno per restare competitivo sullo scenario internazionale

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