Mobilità

Ecco come lo Stato francese sperona Exor in Stellantis

di

Stellantis

La Francia ha una posizione di forza nell’azionariato di Stellantis: lo Stato possiede il 6,5% e non il 6,2% delle quote, mentre Peugeot può salire fino all’8,5%. Ecco dettagli e novità

 

15 a 14,4%. A conti fatti, anche sul fronte dell’azionariato i francesi hanno un peso maggiore in Stellantis rispetto al fronte “italiano”, nonostante Exor sia il primo azionista della nuova casa auto con una quota del 14,4%.

Lo Stato francese ha una quota superiore rispetto a quella annunciata nei mesi scorsi, e solo a Peugeot è stata riservata la possibilità di salire sino all’8,5%.

Tutti i dettagli.

LE NUOVE QUOTE DELLO STATO FRANCESE IN STELLANTIS

Partiamo dal peso dello Stato francese. Secondo quanto rivelato da MF-Milano Finanza e riportato dal Corriere della Sera la Francia detiene una partecipazione in Stellantis, la nuova casa auto nata dalla fusione tra Psa e Fca, pari al 6,5% e non pari al 6,2% come creduto sul mercato.

LE AZIONI DI BPIFRANCE IN STELLANTIS

Il governo, infatti, ha ceduto le sue quote del 6,2% in Stellantis a Bpifrance, controllata per il 49,3% dalla Caisse des Depots et Consignations, Cdc, e da Epic, ente sempre governativo. Alla Banque publique d’investissemen, però, va anche uno 0,3% ulteriore delle quote (ovvero più di 9 milioni di azioni ordinarie) per la partecipazione in Psa di due controllate, Cnp Assurances e La Banque Postale, spiega MF-Milano Finanza.

Bpi vanta in Stellantis una “posizione forte, tanto da aver inserito nel consiglio di amministrazione di Stellantis il suo direttore, Nicolas Dufourcq”, scrive il Corriere.

LE AZIONI ALLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI FRANCESE IN STELLANTIS

Non solo. Cdc, ovvero l’equivalente dell’italiana Cassa Depositi e Prestiti, ha rilevato 6.558 ulteriori azioni ordinarie, sempre di Stellantis, per “scopi di investimento”.

PEUGEOT UNICA CHE PUO’ SALIRE IN STELLANTIS

Ma per comprendere quanto la bilancia dell’azionariato sia a favore dei francesi, bisogna fare un passo indietro. E tornare all’accordo firmato già mesi fa tra le due parti: l’intesa prevede un periodo di sette anni in cui i maggiori azionisti non possono incrementare le partecipazioni, dal momento in cui è avvenuto il perfezionamento della fusione tra le azioni di Exor, Bpifrance, Dongfeng e della famiglia Peugeot.

Ma proprio quest’ultima fa eccezione: e le sue quote dal 7,2% attuale possono passare all’8,5%, acquistando la differenza dai cinesi di Dongfeng o sul mercato.

FRANCIA BATTE EXOR IN STELLANTIS

Facile, dunque, fare i conti. I francesi, con il 6,5% di Bpi e l’eventuale 8,5% di Peugeot arrivano al 15%, superando il peso di Exor, la società che fa capo alla famiglia Agnelli, che è il primo azionista singolo, con il 14,4%.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E TOP MANAGEMENT DI STELLANTIS

Insomma, anche nell’azionariato si riflette la vera dinamica dell’operazione: Psa ha acquisito Fca, non si tratta di una fusione alla pari. E che di pari ci sia ben poco lo si intuisce anche nella composizione del consiglio di amministrazione: su 11 membri, 6 sono di Psa (con Carlos Tavares che è amministratore delegato) e 5 sono di Fca.

Anche il top management è a maggioranza francese. Ci sono ben 24 manager francesi nel top executive team di Stellantis contro i 18 che arrivano da Fca.

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