Mobilità

Ecco come China Railway (Crcc) vuole entrare nell’Alta Velocità UK

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Cina pronta a investire nell’High Speed 2 (HS2), il progetto di Alta Velocità britannico, attraverso il colosso China Railway Construction Corporation (Crcc). L’articolo di Daniele Meloni

La Cina sarebbe pronta a investire nell’High Speed 2 (HS2), il progetto di Alta Velocità britannico che dovrebbe collegare Londra a Birmingham, Leeds e Manchester con notevole risparmio di tempo per i pendolari e un impatto positivo sull’economia del Regno Unito. Questo secondo il magazine Building, che ha pubblicato in esclusiva una lettera d’intenti della China Railway Construction Corporation (Crcc), nella quale i vertici dell’azienda cinese esprimevano interesse nel progetto e la certezza di portarlo a termine in tempi più rapidi e con meno costi rispetto a quanto progettato attualmente.

Solo la scorsa settimana il governo Johnson ha dato il via libera all’HS2, con una decisione definita dallo stesso premier “difficile e controversa”. Il progetto prevede la realizzazione di una linea di Alta Velocità tra Londra e Birmingham funzionante tra il 2028 e il 2031, e una successiva biforcazione con due destinazioni finali (Manchester Piccadilly e Leeds) da completare entro il 2040. I costi di realizzazione sarebbero di oltre 100 miliardi di sterline dopo che nella prima fase si era ipotizzato un costo complessivo di 62 miliardi. L’’opera ha naturalmente un grande impatto economico, sociale e ambientale, senza trascurare quello politico. Si calcola che ben 80 constituencies – molte a maggioranza Tory – saranno coinvolte dai lavori e dal passaggio dell’Alta Velocità. Per alcune si tratterà di un indubbio beneficio sul business nel territorio, per altre i lavori infrastrutturali significheranno abbandoni di villaggi, case e centri civici.

Johnson vorrebbe che il tutto fosse funzionante ben prima delle date previste e ha parlato di 2035 come della possibile data di realizzazione finale. Così l’interesse della Crcc si è palesato, non senza qualche polemica all’interno del suo stesso partito. Il ministro per i Trasporti, Grant Shapps, ex presidente dei Conservatori, ha affermato che la valutazione sull’offerta cinese non sarà responsabilità del governo ma del consorzio che gestisce l’HS2. Il presidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Comuni, l’atlantista Tom Tugendhat, si è dichiarato preoccupato per il rapporto che si sta instaurando tra il Regno Unito e la Cina, e ha affermato: “Non siamo usciti dall’Ue per entrare nell’orbita di Pechino”. Tugendhat si era espresso con toni forti anche sulla questione dell’ingresso di Huawei nel 5G britannico. DI certo, anche aldilà dell’oceano la stessa amministrazione Trump starà monitorando con attenzione le mosse dell’alleato storico.

La Crcc ha trasformato la viabilità ferroviaria in Cina costruendo la maggior parte degli oltre 15mila miglia che costituiscono il nerbo del sistema di trasporto che collega le città del Dragone. L’obiettivo di ridurre il tempo di percorrenza sui binari da London Euston a Birmingham Curzon Street da 1 ora e 21 minuti a 52 minuti non dovrebbe essere un obiettivo irraggiungibile per una compagnia che è una delle più conosciute ed esperte nel settore.

Sul fronte politico Johnson registra l’appoggio di Corbyn convinto che i treni aiuteranno il Regno Unito a diventare carbon-free il prima possibile e che l’impatto ambientale sarà positivo. Corbyn però ha criticato i Tories per i ritardi nel dare il via libera all’opera, a suo dire causati dai precedenti governi conservatori. Anche il segretario di uno dei maggiori sindacati britannici, Jude Brimble della GMB, ha invitato il governo ad andare avanti nel progetto. Entusiasta pure la Confindustria britannica (CBI): per Matthew Fell – capo del settore UK dell’organizzazione – la decisione del governo è “coraggiosa” ed “essenziale” per lo sviluppo dell’economia.

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