Mobilità

Ecco come e perché Fca, Renault e Volkswagen sbandano nelle immatricolazioni europee

di

fca parigi

Tutti gli ultimi dati e le ultime tendenze delle immatricolazioni di auto in Europa nell’articolo di Francesca Gerosa

Ancora in calo le immatricolazioni di auto in Europa (Ue e Paesi Efta). Dopo il -23,4% di settembre sono diminuite del 7,4% a ottobre a 1,12 milioni di unità, continuando a scontare l’effetto dell’introduzione dei nuovi test anti-inquinamento WLTP.

CHE COSA DICONO LE CASE COME FCA E NON SOLO DEL CALO

L’associazione delle case automobilistiche europee, l’Acea, ha spiegato che si continua a scontare l’eccezionale crescita delle vendite precedente all’entrata in vigore dei test il 1 settembre scorso.

TUTTI I NUMERI PAESE PER PAESE

Nei primi dieci mesi dell’anno, infatti, le vendite sono cresciute dell’1,6% rispetto allo stesso periodo di un anno fa con incrementi più consistenti in Spagna (+10,9%) seguita da Francia (+5,7%) e Germania (+1,4%). Cali consistenti, viceversa, in Italia (-3,2%) e nel Regno Unito (-7,2%).

IL CASO FCA NELLE IMMATRICOLAZIONI

Ancora una volta il gruppo Fiat Chrysler Automobiles ha sottoperformato il mercato, registrando un calo del 13,3% lo scorso mese a 66.217 unità. La quota di mercato è scesa al 5,9% dal 6,3% di ottobre 2017, ma è risultata in miglioramento rispetto al 5,5% di settembre.

COME VANNO I SINGOLI MARCHI

Guardando ai singoli marchi del gruppo, Fiat ha immatricolato 46.299 auto (-15,5% su anno), Alfa Romeo 3.837 (-40,8%), Lancia/Chrysler 4.497 (-0,2%). Segno più solo per Jeep: +12,2% a 10.914.

IL COMMENTO DI GORLIER DI FCA

“Anche a ottobre la nuova normativa WLTP ha parzialmente influenzato il mercato, mentre Fca ha proseguito nella sua strategia di privilegiare la qualità delle vendite”, ha commentato Pietro Gorlier, Chief Operating Officer per la regione Emea, “la crescita di Jeep continua mese dopo mese ed è ottimo il risultato delle city car di Fiat , 500 e Panda, che continuano a incrementare le vendite”.

IL CONFRONTO CON GLI ALTRI MARCHI

Da segnalare anche che Fca ha ottenuto un risultato in forte controtendenza in Germania, dove a ottobre ha aumentato le vendite dell’11,6% in un mercato che complessivamente ha perso il 7,4% con il marchio Fiat che ha registrato un incremento del 15,7%. Peggio del gruppo Fca hanno fatto a ottobre le rivali Volkswagen (-21,6%), Renault (-14,6%) e Nissan (-29%). Più contenuto il calo per Hyundai (-5,1%) e Peugeot (-1,2%). In aumento, invece, le immatricolazioni di auto di Bmw (+13,6%), Daimler (+7,5%) e Toyota (+4,7%).

IL COMMENTO DEL CENTRO STUDI PROMOTOR

Per il Centro Studi Promotor quella delle immatricolazioni auto in Europa a ottobre è una contrazione importante, ma poco significativa in quanto è soltanto la coda della perturbazione al normale andamento delle vendite determinato dall’entrata in vigore dal 1 settembre del nuovo sistema di omologazione WLTP. Al netto di questo effetto, ha osservato Csp, l’andamento del mercato dell’auto non è negativo. Certo, il mercato europeo dell’auto non è in una fase di crescita tumultuosa, ma gode buona salute con la maggior parte dei mercati nazionali in crescita.

IL DOSSIER DIESEL CHE INFLUISCE

Tutti i Paesi sono interessati dal fenomeno della demonizzazione del diesel con un impatto tuttavia differenziato da mercato a mercato e comunque con effetti, per il momento, di scarso rilievo sul volume complessivo delle immatricolazioni. Particolarmente significativi nell’area Ue e Paesi Efta sono i risultati dei cinque maggiori Paesi in cui si concentra il 71,5% delle vendite di autovetture.

CHE COSA HANNO DECISO I PAESI

Tra questi Paesi, Germania, Regno Unito e Francia hanno ormai decisamente superato i volumi del periodo precedente la grande crisi iniziata nel 2008, mentre gli altri due, Italia e Spagna, sono invece ancora lontani da quei livelli. Il mercato della Germania, con 2.926.046 immatricolazioni e una crescita dell’1,4% nei primi dieci mesi dell’anno, sta veleggiando verso un numero di vendite decisamente elevato.

LE NOVITA’ NEL REGNO UNITO

Il mercato del Regno Unito, che ha toccato il suo massimo storico nel 2016 e lo ha consolidato nel 2017, sta invece subendo una contrazione del 7,2%, il mercato francese al contrario sta crescendo del 5,7%. I due mercati della pattuglia dei primi cinque ancora lontani dai livelli ante-crisi, e cioè Italia e Spagna, hanno invece andamenti tra loro nettamente differenziati.

LE CARATTERISTICHE DEL MERCATO SPAGNOLO

Il mercato spagnolo, fortemente sostenuto da una vigorosa crescita del pil, è cresciuto nei primi dieci mesi dell’anno del 10%, mentre il mercato italiano nello stesso periodo ha subito una contrazione. Dopo crescite del 16% sia nel 2015 sia nel 2016 e dell’8% nel 2017, nel periodo gennaio-ottobre di quest’anno in Italia vi è stato un calo del 3,2%.

L’ANALISI DI QUAGLIANO

Una parte di questo calo, dovuto essenzialmente ancora all’effetto WLTP, potrebbe essere recuperata a novembre e a dicembre, ma, secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, la ripresa del mercato italiano e il suo ritorno a livelli di vendita fisiologici, anche in relazione alle esigenze di sostituzione di un parco circolante di oltre 38 milioni di autovetture, stanno subendo una battuta d’arresto legata, non tanto alla domanda potenziale del Paese, quanto al deterioramento del quadro economico.

 

Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza

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