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EasyJet taglierà la flotta in Italia, tutti i dettagli

Easyjet Borsa

EasyJet riduce gli aeromobili in Italia per sopravvivere alla crisi da Covid-19. Fatti e numeri

 

Contro la crisi da Covid-19, EasyJet riorganizza le attività in Italia. La compagnia low cost, che ha sempre ha puntato sul mercato italiano, ha deciso di ridurre la flotta di aeromobili basati a Milano Malpensa, Venezia Marco Polo e Napoli Capodichino.

Andiamo per gradi.

L’ANNUNCIO DI RIORGANIZZAZIONE

EasyJet è pronta ad avviare un processo di riorganizzazione delle operazioni in Italia per far fronte all’impatto della pandemia. Tutto avverrà nei tempi e nei modi previsti dalla legge, come la stessa azienda ha scritto alle organizzazioni sindacali, ai dipendenti e ai principali partner e fornitori di servizi nel mercato italiano.

L’obiettivo è quello di garantire la sostenibilità economica e finanziaria della società nel mutato contesto di mercato.

LE BASI COINVOLTE

Saranno coinvolte nella riorganizzazione le tre basi nazionali, Milano Malpensa, Venezia Marco Polo e Napoli Capodichino. Easyjet ha intenzione di ridurre di 9 unità la propria flotta portando da 36 a 27 gli aeromobili basati in Italia. In particolare, EasyJet intende portare da 22 a 21 gli aerei basati a Milano Malpensa, da 7 a 4 quelli basati all’aeroporto di Napoli e da 7 a 2 quelli basati presso lo scalo di Venezia.

ITALIA MERCATO CHIAVE

Nonostante la riduzione degli aeromobili, Easyjet tiene a sottolineare l’importanza del mercato italiano. “L’Italia rimane un mercato chiave”, afferma il country manager Lorenzo Lagorio, “ma senza una riduzione strutturale dei costi e un supporto al settore da parte delle istituzioni, e’ preclusa la possibilità di una vera ripresa del comparto”.

EASYJET FOCALIZZATA A OTTIMIZZARE IL NETWORK

La scelta di riorganizzare le attività in Italia dipende dalla volontà della compagnia low cost a ottimizzare il proprio network per “garantire la profittabilità delle proprie basi in tutti i paesi per far fronte alla continua ed incerta evoluzione del mercato”.

OBIETTIVO: GARANTIRE FUTURO EASYJET IN ITALIA

“Abbiamo investito costantemente nel mercato italiano negli anni passati arrivando a trasportare oltre 20 milioni di passeggeri da e per gli aeroporti italiani nel 2019”, ha sottolineato Lagorio, aggiungendo: “Ora però dobbiamo in parte ridimensionare i nostri investimenti, anche per riflettere le aspettative sulla drastica e strutturale riduzione nella domanda. E’ una scelta difficile, ma necessaria per garantire la sostenibilità del business di easyJet nel lungo termine sul mercato italiano”.

ITALIA: UNO DEI PRINCIPALI MERCATI EUROPEI

D’altronde il mercato Italia è importante per il business della compagnia.

“Nonostante il quadro molto preoccupante che l’industria nel suo complesso si trova ad affrontare, voglio ribadire con forza l’impegno di easyJet nei confronti del nostro paese che è, e rimane, uno dei principali mercati europei della compagnia e dove continueremo a essere uno dei principali operatori, leader nei collegamenti nazionali e internazionali. Continuiamo a chiedere a gran voce un intervento deciso del Governo italiano con misure che tutelino il settore nel suo complesso e favoriscano la ripresa del traffico aereo”, ha concluso Lagorio.

I CONTI DI EASYJET

La crisi del Covid, con i diversi lockdown nazionali, ha messo in ginocchio i conti della compagnia, che ha registrato il primo rosso dalla nascita. La low cost ha chiuso l’anno fiscale, al 30 settembre, con una perdita ante-imposte di 1,27 miliardi di sterline (1,41 miliardi di euro). La società, lo scorso anno, aveva registrato un utile di 430 milioni gbp. La perdita pretasse è risultata pari invece a 835 milioni di sterline, contro il risultato positivo di 427 milioni di sterline dello scorso anno.

I ricavi hanno mostrato una flessione, a 3,01 miliardi di sterline contro i 6,39 miliardi del 2019. Sono più che dimezzati. I ricavi totali per posto sono scesi del 10,6% a 54,35 sterline, con il load factor dei velivoli che è sceso di 4,3 punti percentuale all’87,2%.

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