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Droni anti Covid-19, che cosa cambia dopo la decisione Enac

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droni Covid-19 Enac

L’Enac ha deciso di permettere l’utilizzo dei droni per il controllo del territorio per l’emergenza da Covid-19. Fatti, problemi e scenari nell’approfondimento di Affari Internazionali

Lo scorso lunedì l’Ente nazionale dell’Aviazione civile (Enac) ha deciso di permettere l’utilizzo dei droni per il controllo del territorio nazionale durante questo periodo emergenziale da Covid-19.

Come si legge sul sito dell’Enac, il provvedimento serve a consentire l’utilizzo di droni come ausilio alle operazioni di “monitoraggio degli spostamenti dei cittadini sul territorio comunale”. Senza una simile autorizzazione, infatti, non sarebbe stato possibile agire in deroga ad alcune delle disposizioni riportate nel Regolamento Mezzi a Pilotaggio Remoto Ed. 3 e nella Circolare ATM 09. Queste disposizioni definiscono i requisiti e le regole alla base di un utilizzo corretto e sicuro dei droni di piccole dimensioni e fino a 25 kg, nella tutela della sicurezza e della safety del sorvolato, nonché delle disposizioni di privacy previste dal Gdpr.

REGOLAMENTI NECESSARI

La necessità di emettere tali regolamenti è stata dettata dalla forte crescita, avvenuta negli ultimi anni, del mercato dei droni con peso massimo al decollo fino a 25kg, definiti anche droni duali per la loro possibilità di essere impiegati per scopi sia civili sia militari. Per avere un’idea del loro valore di mercato, basti pensare che in Italia esso ha raggiunto 100 milioni di euro nel 2018 e che, tra le 700 imprese che operano nella filiera, circa la metà sono state create tra il 2013 e il 2018.

L’uso dei droni duali può essere dettato per i motivi più disparati: fini professionali, commerciali, di sicurezza e difesa, o anche per uso personale e amatoriale. Tuttavia, questi droni vengono sempre più usati con finalità illecite, siano esse condotte con dolo dell’operatore, o come conseguenza di un uso sconsiderato del dispositivo. I fatti di cronaca ci hanno mostrato come i disagi creati dall’intrusione di un drone di piccole dimensioni in zone aeroportuali siano consistenti e di come essi possano avere un impatto negativo sul traffico aereo, sulla sicurezza delle persone, e anche sull’economia collegata al settore.

Non risulta quindi difficile immaginare quali potrebbero essere i risvolti di un attacco a mezzo drone, sia sul territorio nazionale che in teatro operativo.

Grazie all’avanzamento tecnologico e alla miniaturizzazione della componentistica dei droni duali, essi costituiscono un buon mezzo per veicolare un attacco asimmetrico. A fronte di spese contenute, è possibile avere performance tecniche piuttosto elevate da dispositivi così piccoli da poter essere fatti decollare o essere lanciati praticamente ovunque. Inoltre, la possibile integrazione di sistemi di navigazione inerziale e odometrica, così come l’impiego del 5G o dell’intelligenza artificiale, amplificano le possibilità di riuscita dell’operazione. Grazie all’additive manufacturing, il drone può essere anche personalizzato in modo da soddisfare le proprie esigenze, che, nel caso di attori malintenzionati, potrebbe significare la creazione di componentistica atta a massimizzare i risultati negativi di un attacco.

LA (INCOMPLETA) STRATEGIA NAZIONALE

Un recente studio dello IAI, oltre ad individuare la minaccia di possibili attacchi asimmetrici a mezzo drone e le relative caratteristiche, analizza le capacità di contrasto dei droni duali (C-Uas) e le modalità d’utilizzo, con uno sguardo particolare a quanto portato avanti dal nostro paese.

Il tema del C-Uas e delle relative procedure da dover applicare in caso di attacco è diventato negli ultimi anni quanto più centrale possibile. Ciò è dovuto al fatto che l’avanzamento tecnologico che ha caratterizzato i droni duali non è stato accompagnato da un simile sforzo, né dal punto di vista legale, né per quanto riguarda la definizione dei requisiti essenziali delle capacità di contrasto. Sebbene questo ritardo interessi la maggior parte dei paesi, in Italia risultano ancora mancanti sia la definizione chiara di un quadro regolatorio che indichi le autorità preposte al C-Uas, a seconda dell’ambito in cui la minaccia si verifichi, sia la determinazione delle eventuali responsabilità dell’operatore di sicurezza, nel caso in cui l’operazione provochi danni a terzi.

Per quanto attiene invece ai sistemi C-Uas è da notare che il costante e rapido avanzamento tecnologico dei droni duali — a cui corrisponde una relativa obsolescenza, o almeno minore efficacia, dei mezzi C-Uas — impone una pianificazione forward looking: tali sistemi devono essere prodotti seguendo logiche e tempistiche diverse rispetto a quelle degli armamenti tradizionali. Ciò viene riscontrato anche dalle più importanti organizzazioni internazionali attive nel campo della sicurezza, che vedono l’impiego dei droni duali come parte integrante dei futuri scontri convenzionali.

FORNIRE LE SOLUZIONI C-UAS MIGLIORI

Al momento, la soluzione migliore per un’efficace protezione del territorio nazionale, delle proprie infrastrutture critiche, così come del personale civile e militare impiegato all’estero, risulta essere un sistema C-Uas modulare e inter-operabile che permetta l’integrazione simultanea dei diversi sensori e attuatori esistenti e che sia in grado di fornire all’operatore una picture quanto più completa possibile del quadro di sicurezza. Ciò ridurrebbe i tempi di reazione e assicurerebbe la buona riuscita dell’operazione, indipendentemente dall’ambito in cui ci si trova.

Questa necessità è compresa a livello nazionale tanto che, nonostante un primo sforzo disgiunto, il rafforzamento delle capacità C-Uas è portato avanti per mezzo di un approccio interforze che opera anche a livello internazionale. Tuttavia, risulta necessaria la formulazione di una strategia nazionale che definisca le caratteristiche — a livello di requisiti operativi, necessità numeriche e procedure operative — del sistema C-Uas, nonché le modalità per un dialogo continuo tra forze armate e industria del settore, per fornire al paese le soluzioni C-Uas migliori, date le tempistiche e dotazioni finanziarie ristrette.

Articolo pubblicato su Affari Internazionali.

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