Mobilità

Adr, Sea e non solo. Tutte le scudisciate di Toninelli sulla vecchia Enac

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Fatti, numeri e dettagli sulla presentazione del rapporto annuale dell’Enac. Con le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli (M5S), sulle società aeroportuali e sulla gestione Riggio dell’Ente nazionale per l’aviazione civile

Cresce il traffico aereo, mentre Alitalia consolida (nonostante la crisi interna) la posizione da leader per il traffico nazionale. Ryanair è la prima scelta per i voli internazionali, mentre l’Ente nazionale per l’aviazione civile deve far fronte e nuove sfide data una sempre maggiore diffusione dei droni.

Si può riassumere così il rapporto annuale dell’Enac, presentato oggi dal presidente Nicola Zaccheo, insediatosi a fine gennaio in sostituzione di Vito Riggio, che ha guidato Enac per 15 anni e non poteva più essere prorogato.

Ma è stato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli (M5S), a prendere la scena con dichiarazioni non troppo diplomatiche sul lavoro passato dei vertici dell’Enac e sul comportamento dei gestori aeroportuali.

CHE COSA HA DETTO TONINELLI

“È divenuta da tempo abitudine non condivisibile applicare adeguamenti tariffari” aeroportuali “senza attendere l’approvazione amministrativa dei contratti di programma attraverso il previsto decreto interministeriale Mit-Mef. Si tratta di una pratica non corretta che potrebbe dar luogo a contestazioni da parte dei vettori aerei interessati e che deve evidentemente venir meno”, ha detto in maniera critica il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli intervenendo alla presentazione del rapporto annuale dell’Enac.

IL FUTURO DELL’ENAC SECONDO TONINELLI

Un’altra criticità, secondo Toninelli, riguarda il ruolo dell’Enac “All’interno del ridisegno del settore aeroportuale, realizzato attraverso successivi interventi normativi nel corso degli anni ’90 del secolo scorso: con tali riforme si è infatti realizzata una transizione dall’assetto totalmente pubblico del settore a una gestione da parte di società di capitali di singole realtà aeroportuali”. “Questa forma organizzativa ha tre limiti”, ha evidenziato il ministro: “La frammentarietà, a differenza, ad esempio, del modello spagnolo del gestore unico”; “l’inevitabile eterogeneità dei risultati economici dei gestori”, per cui “i gestori maggiori hanno profitti elevati quando non strepitosi, quelli medi godono di solito di equilibrio economico ma quelli piccoli faticano molto, pur essendo non meno essenziali per i collegamenti e lo sviluppo economico dei territori”; infine, l’attuale forma organizzativa del comparto porta alla “polarizzazione degli assetti proprietari”, con il rischio “di uno squilibrio tra profitti privati e oneri pubblici”.

LA QUESTIONE DEI FONDI

Su quest’ultimo punto, secondo Toninelli, “l’Enac potrà svolgere un ruolo fondamentale”. Altro fronte di criticità, infine, “il fatto che i fondi pubblici dovrebbero essere limitati principalmente ai casi nei quali è problematico reperire fondi privati e vi sono effettive necessità sociali di mobilità. Queste necessità – ha detto Toninelli – vanno tutelate e a tal fine occorre riflettere sull’opportunità che le risorse siano erogate non solo a fondo perduto bensì eventualmente a titolo di partecipazione pubblica al capitale sociale. È corretto che chi paga contribuisca anche a decidere e partecipi ai frutti dell’investimento”.

GLI INPUT DI TONINELLI ALL’ENAC

“Guardando indietro si ha l’impressione che, fino alla recente nomina del Presidente Zaccheo, l’Enac sia stata per lungo tempo una sorta di piccola repubblica autonoma, non troppo visibile e spesso non ben indirizzata dai ministri pro tempore”, ha sottolineato Toninelli, nel suo intervento. “Ritengo al riguardo sia venuto il momento di ripristinare lo spirito originario del decreto 250 del 1997 e di portare alla massima efficacia il rapporto di cooperazione tra il Ministro e l’Ente, attraverso la figura fondamentale del suo Presidente col quale si è instaurato un confronto continuo estremamente proficuo”. “In tale ambito – ha riferito Toninelli – ho affidato all’Enac nei mesi scorsi due importanti compiti: quello di rivedere il Piano nazionale degli aeroporti e quello di rivedere le guide sugli incentivi dei gestori aeroportuali ai vettori per l’attivazione e lo sviluppo di nuove rotte”.

A LAVORO PER RIVEDERE IL PIANO

Il vertice Enac è già al lavoro sugli input del dicastero: “Il piano attuale non è in linea con le evoluzioni che hanno caratterizzato il settore negli ultimi anni: abbiamo bisogno di maggiori capacità ricettive, e di ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture esistenti”, ha detto il presidente Zaccheo, annunciando che già una prima bozza del nuovo piano nazionale potrebbe essere visionabile tra qualche mese.

PIANO INADEGUATO PER TRAFFICO IN CRESCITA

“Su scala europea, in accordo con le previsioni Eurocontrol pubblicate nel 2018, si stima, sulla base dello scenario ritenuto maggiormente attendibile, una crescita del traffico aereo nel 2040 del 53% rispetto ai dati registrati nel 2017”, ha spiegato Zaccheo, aggiungendo che “tale incremento di voli genererà circa quattro milioni di movimenti in più (arrivi e partenze) sulle piste di volo europee” e si “delineerà uno scenario di forte squilibrio tra la domanda di traffico e la capacità delle infrastrutture aeroportuali in quanto i venti maggiori aeroporti europei sono, attualmente, dimensionati per gestire circa due milioni di movimenti in più”.

SERVE CAMBIO DI PASSO

Serve attuare “un radicale cambio di passo nella programmazione della capacità aeroportuale su scala continentale, da qui al 2040, circa 160 milioni di passeggeri rischieranno di non poter essere processati presso gli scali europei” ed “è necessario definire, insieme a tutti gli attori strategici del settore, i nuovi obiettivi, le procedure e gli strumenti più efficaci per cogliere l’opportunità di giocare un ruolo di primo piano, a livello europeo e non solo, e raccogliere i benefici diretti e indiretti che lo sviluppo di questo settore produrrà, puntando prioritariamente sull’ottimizzazione di utilizzo delle infrastrutture esistenti, garantendo sempre i necessari elevati standard di sicurezza, qualità e rispetto dell’ambiente”.

PIU’ INTEGRAZIONE TRA MEZZI DI TRASPORTO

Per soddisfare una sempre maggiore richiesta di mobilità, spiega Zaccheo, serve “miglioramento e ottimizzazione della integrazione modale tra le varie componenti del trasporto (aria, ferro, gomma). In questo senso la costituzione di reti e sistemi tra aeroporti rappresenta un’occasione che deve essere colta quale elemento in grado di garantire nuove e migliori opportunità di sviluppo soprattutto in termini di competitività dei territori’”.

LA COSTRUZIONE DI UNA RETE AEROPORTUALE

”Altro elemento da perseguire è il consolidamento delle reti aeroportuali. La costituzione di una rete aeroportuale garantisce l’opportunità di sviluppare una pianificazione integrata dello sviluppo degli scali considerati, in ragione di specificità funzionali che possono venire attribuite in un’ottica di ottimizzazione complessiva del sistema; al contempo consente l’efficientamento dei costi gestionali attraverso l’applicazione di tariffe di rete e in linea generale un miglioramento della competitività. Ad oggi l’unico caso di designazione di rete aeroportuale è rappresentato da quella pugliese; altre se ne possono immaginare nel panorama italiano (es. Sistema del Nord-Est, Sicilia Occidentale e Sicilia Orientale, aeroporti Campani)”.

CRESCE IL TRAFFICO AEREO

I dati Enac mostrano, per il 2018, una crescita del traffico aereo in Italia: +5,8% rispetto al 2017, con 184.810.849 passeggeri negli scali nazionali.

L’aeroporto principale si conferma quello di Roma Fiumicino grazie a 43 milioni di passeggeri, con una crescita del 5% e con la quota del 23,2% del totale del traffico.

ALITALIA, PRIMA PER VOLI NAZIONALI, MA SE LA DEVE VEDERE CON RYANAIR

Alitalia si conferma leader di mercato per i voli nazionali, mentre Ryanair è la prima compagnia per i voli internazionali.

SALE IL COMPARTO LOW COST

I numeri del rapporto mostrano come le compagnie low cost conquistino sempre più spazio nei cieli e tra i passeggeri: il comparto vanta il controllo del 51,3% del mercato, contro il 48,7% dei vettori tradizionali. La percentuale cresce ancora se si considerano i passeggeri nazionali: la fetta di mercato detenuta delle low cost è del 56%, con una crescita del 5,94% (a fronte del +0,26% delle compagnie tradizionali) rispetto all’anno precedente.

I DRONI

La tecnologia pone anche nuove sfide, nuovi servizi e nuovi compiti all’Ente nazionale per l’aviazione civile. Sempre più persone ed aziende utilizzano i droni per servizi fotografici, televisivi, ispezioni di edifici, tralicci elettrici, oleodotti.

All’Enac, dunque, spetta la definizione di criteri per autorizzare il loro impiego anche nelle condizioni più critiche, ovvero quando si verifica la vicinanza agli aeroporti e oltre la portata visiva del pilota a terra. Su questo fronte, l’ente ha valutato 3.502 dichiarazioni di operatori Sapr per operazioni specializzate; ha emesso 585 autorizzazioni per operazioni specializzate critiche (Scenario Standard) e 6 permessi di volo per Sapr di massa operativa maggiore di 25 kg.

VERSO NUOVI SVILUPPI

Le attività nel settore droni del 2018 “sono state inoltre la base per l’avvio di ulteriori iniziative di sviluppo a supporto dei recentissimi orientamenti in tema di urban mobility, concetto organicamente inserito nei criteri di evoluzione delle cosiddette smart cities, in coerenza con gli indirizzi che sono stati assunti dalla Commissione europea nella road map relativa alla definitiva integrazione dei droni nell’aviazione civile commerciale. Su questi temi l’Enac è in prima fila e intende rafforzare la propria leadership di settore, mantenendo nelle priorità strategiche le attività di regolazione dei droni”, ha affermato il Vice Direttore Generale, Alessandro Cardi.

I VOLI SUBORBITALI

E ancora. Sempre all’Enac spetta gestire l’attività di trasporto commerciale suborbitale, che ha preso avvio dal ”Memorandum of Cooperation in the Development of Commercial Space Transportation” firmato dall’Enac e dalla Federal Aviation Administration nel 2014 e rinnovato poi nel 2016 con la partecipazione dell’Agenzia Spaziale Italiana. L’ente, o meglio un gruppo di lavoro interistituzionale, è a lavoro per lo sviluppo del quadro regolatorio.

GLI ALTRI NUMERI

Nel 2018 l’Enac ha ricevuto 5.867 reclami di mancato rispetto del regolamento europeo 261 del 2004 e ha avviato 81 sanzioni a compagnie aeree per un importo di 262.867 euro. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale dell’Ente per l’aviazione civile, presentato oggi a istituzioni e operatori. Numeri che evidenziano, si sottolinea nel rapporto, come prosegua costante l’impegno dell’Enac riguardo la tutela dei passeggeri, in qualità di organismo responsabile della tutela dei diritti dei passeggeri in caso di negato imbarco, cancellazione o ritardo prolungato del volo. In particolare, il maggior numero di reclami ricevuti dall’Ente sono per ritardo del volo (2.890), seguono quelli per cancellazione del volo (2.414), per ritardo in arrivo superiore o uguale alle 3 ore (296), per negato imbarco (222) e mancata informazione sui diritti dei passeggeri (45).

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