Mobilità

Driverless car: accordo tra Google e Ford?

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Driverless car
A concept for a driverless car

Driverless car e car sharig costringono le cause automobilistiche a reinventarsi per sopravvivere. E’ in atto una vera e propria rivoluzione, come risponderanno i giganti dell’automotive?

Le driverless carr ed il car sharing modificheranno il modo di pensare la mobilità. Niente auto personale, ma spostamenti rapidi assicurati, come se si avesse un proprio mezzo di trasporto. Se il il carsharing attuale conquista sempre più persone, che preferiscono lasciare la propria vettura a casa e affidarsi a quella condivisa, cosa ci si dovrà attendere dall’arrivo delle auto senza conducente? Una rivoluzione: per i consumatori e per i produttori. Possedere un’auto non sarà più necessario e la macchina non sarà più oggetto per la valutazione della condizione economico-sociale di una persona o di una famiglia.

Un’anticipazione di come cambierà la mobilità grazie alle driverless car nei prossimi cinque anni è arrivata dal Ces 2016, la fiera dell’elettronica di consumo appena conclusasi a Las Vegas, ma qualcosa in più, si spera, possa emergere dal salone dell’auto di Detroit, che si è aperto l’11 gennaio.

Driverless car, il futuro delle auto è senza conducente: la prospettiva sembra chiara a tutti. Tanti ancora i problemi da risolvere, come la difficoltà di queste vetture a muoversi in caso di maltempo e le autorità per la regolamentazione della guida su strada, ma i vantaggi saranno davvero tanti (dalla riduzione degli incidenti, all’abbattimento delle emissioni e al risparmio economico) . Lo sanno bene le case automobilistiche, che sono chiamate a reinventarsi se vogliono sopravvivere.

Driverless car: le strategie in atto

Mentre i rumors parlano di un accordo, non ancora confermato, tra Ford e Google per dare vita ad un’auto smart a guida autonoma (appunto, driverless), General Motors ha annunciato che intende investire 500 milioni di dollari (462 milioni di euro) in Lyft per assicurarsi un ruolo dal protagonista nel settore. Anche Apple si dice interessata alla realizzazione di un auto elettrica e potrebbe, coma fa con i suoi Iphone, affidarsi all’outsorcing di un produttore esterno.

Bmw, Daimler e la divisione Audi di Volkswagen hanno acquistato ‘Here’, un servizio di mappatura, da Nokia, perché le auto senza conducente a cui stanno lavorando possano vantare un provider indipendente per le proprie auto driverless, senza dover dipendere da Google. Ma è proprio quest’ultimo, se vogliamo dirla tutta, ad essere il principale promotore delle auto a guida autonoma ed è convinto che entro il 2020, tra soli 4 anni, queste auto circoleranno per le strade delle città più avanzate. E allora? Per ‘sopravvivere’, le aziende dell’industria automobilistica, devono allearsi con chi ben sa ben sviluppare software, indispensabili nella creazione di un’auto a guida autonoma. Che sia Google o qualcun’altro, gli accordi saranno importanti.

Incrociare per strada un’ auto senza conducente è solo questione di tempo. Sarà interessante scoprire se ad incassare i guadagni saranno le aziende dei software o le case automobilistiche. Su cruscotti delle auto leggeremo Ford (powered by Google) o Google (powered by Ford)?

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