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Draghi e Giorgetti felici: Cnh non vende Iveco alla cinese Faw

Iveco

Cnh non vende al gruppo cinese Faw la controllata Iveco. Fatti, numeri, indiscrezioni e approfondimenti

 

Ok il prezzo non è giusto e salta la vendita di Iveco a Faw Jiefang.

Così il Corriere della Sera oggi ha dato notizia che Cnh Industrial, la controllante che fa parte del gruppo Exor, non ha ritenuto l’offerta dei cinesi adeguata dal punto di vista economico, ma anche sotto altri aspetti, e così ha rigettato la proposta che, secondo indiscrezioni, si sarebbe avvicinata ai 3,5 miliardi di euro superando di poco la prima offerta di 3 miliardi, avanzata l’anno scorso.

CHE COSA HA DECISO CNH SU IVECO

Cnh Industrial non cederà Iveco alla Faw. L’azienda, in una nota, ha confermato di avere terminato le discussioni con l’azienda cinese relative al business On-Highway dell’azienda e di continuare a perseguire i piani esistenti in vista della separazione di queste attività nella prima parte del 2022.

LA NOTA DI CNH SU IVECO

Nel confermare le indiscrezioni sullo stop alle trattative, Cnh Industrial sottolinea di credere “sussistano significative opportunità per sviluppare il proprio business On-Highway come fattore di accelerazione nell’attuazione di soluzioni e infrastrutture per trasporti sempre più sostenibili, in linea con le ambizioni del Green Deal dell’Unione Europea”.

COSA DICONO SINDACATI E GOVERNO

Soddisfatti i sindacati, valuta “positivamente la notizia del mancato perfezionamento della trattativa” il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti: “Il governo italiano ha seguito con attenzione e attiva discrezione tutta la vicenda perché ritiene la produzione di mezzi pesanti su gomma di interesse strategico nazionale – dice -. Il Mise, a questo punto, è pronto a sedersi al tavolo per intervenire per tutelare e mantenere questa produzione in Italia”.

LE INDISCREZIONI DI BLOOMBERG

Dopo le indiscrezioni dell’agenzia Bloomberg, ieri dunque è arrivata la conferma dal gruppo italo-statunitense che produce mezzi pesanti, per l’agricoltura e le costruzioni controllato da Exor, la holding della famiglia Agnelli proprietaria anche di Gedi.

IL FUTURO DI IVECO

Cnh ribadisce di voler portare avanti i precedenti piani: lo spin off con quotazione in Borsa delle attività del perimetro Iveco, camion e autobus. In una nota ufficiale, il gruppo sottolinea le «significative opportunità per lo sviluppo del business On-Highway, derivanti da infrastrutture e soluzioni di trasporto più sostenibili e allineate con gli obiettivi del Green Deal europeo». “In ballo ci sono i fondi della Ue e del Recovery Fund sui combustibili alternativi, dall’elettrico all’idrogeno, filone su cui Cnh è avanti grazie anche alla partnership con la statunitense Nikola”, sottolinea Repubblica (gruppo Gedi).

LE PAROLE DI GIORGETTI

Tra i primi a commentare il ministro allo Sviluppo Economico, il leghista Giorgetti, che si era detto pronto a usare il “golden power” per evitare che l’Iveco finisse in mano ai cinesi: «Accogliamo con favore e valutiamo positivamente la notizia. Il governo italiano ha seguito con attenzione e attiva discrezione la vicenda perché ritiene la produzione di mezzi pesanti su gomma di interesse strategico nazionale», ha detto il ministro leghista.

LA MORAL SUASION DI GIORGETTI

Giorgetti prospetta l’apertura di un tavolo «per tutelare e mantenere questa produzione in Italia». E dal ministero si sottolinea come la trattativa sarebbe saltata anche per la moral suasion da parte di Giorgetti sulla proprietà di Cnh. Dal gruppo invece – scrive Repubblica (gruppo Gedi) – “ribadiscono che è stata solo una questione di offerta non adeguata”.

IL RUOLO DI DRAGHI SECONDO IL SOLE 24 ORE

“Una trattativa su più piani in cui, a quanto si apprende, le due parti si sarebbero scoperte sempre meno allineate – ha sottolineato il Sole 24 Ore – A questo, nelle ultime settimane si erano aggiunti gli allarmi dei sindacati e della politica pronta a valutare il ricorso al golden power. Lo stesso premier Mario Draghi l’8 aprile scorso aveva espressamente ricordato la necessità di aumentare la protezione pubblica sulle attività italiane”.

IL PRESSING DI DRAGHI E GIORGETTI

Un pressing informale del governo – aggiunge il quotidiano di Confindustria – “che negli ultimi giorni, secondo quanto riferito da fonti vicine al governo, si sarebbe intensificato su Cnh e l’azionista Exor, il cui presidente John Elkann martedì è stato ricevuto da Draghi assieme ai vertici dei grandi gruppi industriali. A rafforzare il pressing anche il ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti”.

GLI STABILIMENTI DI IVECO

In Italia l’operazione avrebbe coinvolto gli stabilimenti di Suzzara, nel mantovano, dove si produce il Daily, il sito di Brescia, dove si costruisce l’Eurocargo, e le altre attività legate alla progettazione e alla ingegnerizzazione degli Enti centrali di Torino, dove si trova il sito motori Fpt Industrial di cui i cinesi avrebbero preso solo una quota. Fpt, invece, finirà per intero nello spin-off.

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