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Draghi boccia Franco e Giovannini su Anas

Anas

Che cosa è successo nel governo sul dossier Anas. Fatti, nomi e indiscrezioni

 

Continuano i subbugli nel governo Draghi sulle nomine ai vertice dell’Anas.

DOSSIER ANAS SEMPRE CALDO

Dopo lo stop multipartisan contro il manager ex Atlantia, Ugo De Carolis, che era stato indicato dalle Ferrovie (che controlla Anas) – con figure barbine di Palazzo Chigi (con Draghi irritato), Ferrovie e ministero dell’Economia – l’esecutivo è alle prese ora con una grana di metodo e non di metodo.

IL BLITZ DEL TESORO

Il blitz studiato dal dicastero dell’Economia – ossia dalla direzione generale del Tesoro retta da Alessandro Rivera – in simbiosi con il ministero delle Infrastrutture è stato rottamato dagli uffici della presidenza del Consiglio (c’è lo zampino del consigliere draghiano, Francesco Giavazzi?).

PALAZZO CHIGI STOPPA MEF E MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE

Sta di fatto che il decreto legge infrastrutture che va oggi all’esame del Consiglio dei ministri è stato riscritto da Palazzo Chigi nella parte relativa all’Anas Infatti c’è stato lo stralcio della norma per la nuova procedura di nomina dei vertici dell’Anas.

CHE COSA HA SCRITTO IL SOLE 24 ORE SU ANAS

“È saltato, in sostanza, il blitz che voleva affidare la nomina dell’amministratore delegato, del presidente e della maggioranza dei consiglieri a un decreto interministeriale Mef-Mims: la disposizione, inusuale per una società controllata da una grande holding come Fs, non ha retto al vaglio di Palazzo Chigi”, ha scritto oggi il Sole 24 Ore.

ECCO L’ARTICOLO DI START MAGAZINE DI AGOSTO 2021 SUL SILURAMENTO DI DE CAROLIS AI VERTICI DELL’ANAS:

Che cosa è successo sulla nomina saltata dell’ex manager del gruppo Atlantia, Ugo De Carolis, ai vertici di Anas?

«Alla luce delle dichiarazioni rilasciate da alcuni esponenti di forze politiche, sull’ipotesi di una mia possibile nomina come amministratore delegato di Anas ritengo opportuno ritirare la mia disponibilità ad assumere l’incarico».

E’ quello che ha messo nero su bianco ieri l’ex manager del gruppo Atlantia, Ugo De Carolis, dopo il fuoco di fila di critiche giunte da tutti i gruppi parlamentari sul nome che governo e Ferrovie (gruppo che controlla Anas) avevano concordato come amministratore delegato di Anas al posto di Massimo Simonini.

Quindi l’ex numero uno di Adr (Aeroporti di Roma) più che ritirare la candidatura è stato costretto a defilarsi per le staffilate giunte sul suo nome da tutti i partiti che di fatto hanno coinvolto anche le scelte di Palazzo Chigi e del ministero dell’Economia.

Eppure sembrava tutto fatto per De Carolis.

“Luigi Ferraris, amministratore delegato di Ferrovie, indica i nomi del nuovo cda di Anas e fra questi compaiono i profili di Ugo De Carolis come ad, ed Edoardo Valente come presidente. De Carolis è stato a capo di Aeroporti di Roma, una società controllata dalla Atlantia dei Benetton. E, dunque, riconosciuto come uomo assai vicino a Giovanni Castellucci, imputato a Genova per la tragedia del Ponte Morandi”, ha scritto il Corriere della Sera.

“La decisione era presa: De Carolis sarebbe stato ad, mentre a Edoardo Valente, generale di corpo d’armata della Guardia di Finanza, sarebbe toccato l’incarico di presidente”, ha aggiunto La Stampa

Ma il piano deraglia.

Di chi è stata la maggiore figura barbina? Di Palazzo Chigi, dove le nomine sono setacciate anche dal consigliere principe di Draghi, Francesco Giavazzi. Del Mef, che controlla Anas tramite le Ferrovie e che segue nel metodo e nel merito il dossier nomine. O di Ferrovie?

“Più che contro Ferrovie dello Stato, capogruppo della holding che ha inglobato la società delle reti stradali e autostradali, se la prendono con l’azionista, il ministero dell’Economia, colpevole, secondo le forze politiche di maggioranza e opposizione, di non aver vigilato sull’indicazione di uno dei manager più vicini alla famiglia Benetton e all’ax ad di Atlantia, Giovanni Castellucci”, ha scritto il quotidiano La Stampa.

Comunque la polemica ha bruciato il nome di De Carolis nel giro di poche ore, costringendo il ministro dell’Economia Daniele Franco e il presidente del Consiglio Mario Draghi a intervenire per fermare la nomina. Uno stop, dunque, alla mossa di Ferraris da poco nominato al vertice di Fs proprio da Draghi e Franco.

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