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Ecco come il dossier Dieselgate Usa tamponerà Fca

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fca

Atteso per oggi il verdetto delle autorità Usa su Fca che dovrà pagare una sanzione per violazione delle leggi sulle emissioni diesel 

Il dieselgate colpisce ancora. Stavolta tocca a Fiat Chrysler Automobiles. La casa automobilista del Lingotto dovrà pagare oltre 700 milioni di dollari per porre fine a una causa legale con il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per violazioni delle regole sulle emissioni da parte dei veicoli diesel.

Come ha riportato Bloomberg, il verdetto è atteso per oggi e Fca non dovrà ammettere colpevolezza ma rimborserà i proprietari di circa 104.000 Suv e pick-up alimentati a diesel per aggiornare il software di emissione sui veicoli.

LA CONSISTENZA DELLA MULTA

Secondo Reuters, la cifra sborsata da Fca per chiudere il contenzioso legale è così suddivisa: 311 milioni di dollari al dipartimento di Giustizia e allo Stato della California che aveva intentato la causa, almeno 75 milioni agli Stati che indagano sul superamento dei limiti fissati per le emissioni e 280 milioni di dollari ai proprietari dei veicoli che hanno fatto causa.

PAGO MA NON DICHIARO

Fiat Chrysler ha negato dunque qualsiasi illecito dichiarando anche in precedenza che non c’è mai stato un tentativo di creare software per imbrogliare le regole sulle emissioni. Tuttavia, a ottobre, la società ha messo da parte 815 milioni di dollari per coprire i potenziali costi legati al caso.

L’ORIGINE DEL CONTENZIOSO

Come ricorda Reuters, il Dipartimento di Giustizia Usa ha citato in giudizio Fca nel maggio 2017, accusando la casa automobilistica di utilizzare software per coprire emissioni in eccesso in 104.000 veicoli diesel negli Stati Uniti tra 2014 e il 2016.

Nel luglio dello stesso anno Fca ha ottenuto l’approvazione dei regolatori degli Stati Uniti per vendere veicoli diesel con software aggiornato. La società ha ripetutamente affermato di sperare di utilizzare tale software per affrontare le preoccupazioni delle agenzie per i veicoli 2014-2016.

I MODELLI INCRIMINATI

I veicoli coinvolti sono i Jeep Grand Cherokees SUV del 2014, 2015 e 2016 e gli autocarri Dodge Ram 1500 con motori diesel da 3 litri.

POTEVA ANDARE PEGGIO

L’accordo concluso da Fca è solo una frazione degli oltre 25 miliardi di dollari concordati tra le autorità statunitensi e Volkswagen nel 2016. Nel 2015 la casa automobilistica tedesca ha ammesso infatti l’installazione illegale di un software nei veicoli venduti negli Stati Uniti per eludere gli standard sulle emissioni.

BENE MA NON BENISSIMO

Se la rogna legale sarà presto risolta, la notizia ha pesato comunque in Borsa. Il titolo Fca ha perso  l’1,5%. Inoltre, stamattina Equita ha confermato il giudizio neutral sul titolo, sottolineando l’andamento positivo negli Stati Uniti e quello negativo in Italia.  Infine, ha contribuito all’incertezza anche la posizione dell’Antitrust italiana, che ha accertato un cartello tra le maggiori società finanziarie delle case automobilistiche  tramite finanziamenti, stabilendo sanzioni per circa 678 milioni di euro, di cui la quota più ampia (179 milioni di euro) addossata proprio Fca Bank. Sulla decisione il gruppo Fca ha annunciato oggi che farà ricorso.

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