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Taxi

Che cosa cambierà davvero per taxi e aerei dopo il decreto del governo?

Novità su aerei, taxi ed ex lavoratori Alitalia dal decreto approvato dal governo. Ecco fatti, problemi e approfondimenti

Novità su aerei, taxi ed ex lavoratori Alitalia.

È corposo il capitolo sui trasporti contenuto nel decreto omnibus approvato ieri dal consiglio dei ministri.

Sui prezzi dei biglietti c’è perplessità sul reale impatto (oltre che sulla effettiva praticabilità) delle misure governative, mentre sui taxi sono state accolte le attese dei tassisti contrari alla cumulabilità delle licenze.

Ecco fatti e approfondimenti.

LA MISURA SUI PREZZI DEI BIGLIETTI AEREI

Il decreto legge entrato ieri in Consiglio dei ministri vieta di fissare in modo dinamico le tariffe, in base al periodo della prenotazione, se ricorrono congiuntamente tre condizioni: se sono applicate su rotte nazionali con le isole; se ciò avviene in un picco di domanda per la stagionalità o durante uno stato di emergenza nazionale; se il prezzo di vendita del biglietto o dei servizi accessori è del 200% sopra la tariffa media del volo.

LE PAROLE DI URSO

Inoltre – sottolinea il Sole 24 ore – per i collegamenti con le isole o durante situazioni di emergenza, come ha spiegato il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, è considerata una pratica commerciale scorretta l’utilizzo dell’algoritmo per determinare le tariffe basandosi sulla profilazione web dell’utente o sulla tipologia dei dispositivi elettronici utilizzati per le prenotazioni, se ciò comporta un aggravio economico per il passeggero.

CHI STABILISCE COSA SUI BIGLIETTI DEGLI AEREI

Un’altra norma riguarda i casi di continuità territoriale quando dunque siano imposti oneri di servizio pubblico: la bozza del Dl ribadisce il principio che spetta all’amministrazione competente fissare il livello massimo tariffario praticabile dalle compagnie aeree, ove emerga il rischio che le dinamiche tariffarie possano produrre un sensibile rialzo per la stagionalità o ad eventi straordinari, indicandolo nel bando di gara come requisito oggettivo dell’offerta.

LE CRITICHE DELLE ASSOCIAZIONI DI SETTORE

Sono giunte critiche alle misure del governo dalle rappresentanze delle compagnie aeree Ibar e Assaereo, convinte che “non ricorrano i presupposti per una decretazione d’urgenza”: lamentano l’assenza di un “confronto preventivo per individuare soluzioni meno punitive per il settore”, considerando la bozza del Dl “in contrasto con le norme europee”, l’art 22 del Regolamento Ce 1008/2008 che consente ai vettori di fissare liberamente le tariffe. Insorgono anche le low cost, per voce di Aicalf: “Le norme sul caro voli creerebbero un pericoloso precedente a un settore la cui liberalizzazione ha portato in benefici enormi ai cittadini”.

LE MISURE A FAVORE DEI LAVORATORI EX ALITALIA

Lo stesso decreto si occupa dei lavoratori ex Alitalia, prorogando la Cigs in scadenza a fine anno, per il periodo dal 1° gennaio fino al 31 ottobre 2024 “non ulteriormente prorogabile”. È prevista l’integrazione del Fondo di solidarietà di settore per portare nel 2024 il trattamento di Cigs al 60% della retribuzione lorda di riferimento, ma viene introdotto un limite di importo mensile di 2.500 euro. Inoltre dal 1° settembre 2023 il trattamento straordinario di integrazione salariale non è dovuto dalla data di maturazione del primo diritto utile alla pensione di vecchiaia.

IL REIMPIEGO DEI LAVORATORI ALITALIA

Con un incentivo si punta poi a favorire il reimpiego dei lavoratori di Alitalia ed Alitalia Cityliner: in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato dal 1 gennaio al 31 ottobre 2024 riconoscendo ai datori di lavoro privati per un massimo di 36 mesi l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, nel limite di 6mila euro annui.

LE NOVITÀ DEL GOVERNO PER I TAXI

Compromesso governo-sindacati sui taxi. Salta il cumulo delle licenze senza scadenza ma passa quello sperimentale dei titoli temporanei, “a fronte di eventi eccezionali”, ha confessato il ministro Adolfo Urso in conferenza stampa: “Con il pacchetto di misure sui taxi pensiamo di aver dato una prima risposta immediata e significativa all’emergenza”.

LE CRITICHE DEI TASSISTI SULLA BOZZA DEL PROVVEDIMENTO

La categoria vedeva come fumo negli occhi la possibilità di cumulo dei titoli per guidare le auto, una norma che aveva lo scopo di allargare il mercato e rafforzare il numero delle auto bianche nelle città. Per il sindacato la possibilità di rilasciare una seconda autorizzazione a chi già esercita modificando la legge 21/92 ha “il vero obiettivo di smantellare il servizio pubblico taxi, per fornire macchine e autisti al servizio del nuovo caporalato gestito dalle multinazionali”.

“Se passa il concetto che può averne due o più non va bene – ha detto ieri Alessandro Genovese di Ugl Taxi – noi lo vediamo come un cavallo di Troia”.

IL COMMENTO DEL SOLE 24 ORE

Viene tagliata e ridimensionata una delle due gambe della riforma firmata dai ministri Urso e Salvini, anche se era la più innovativa e dirompente perché tirava giù una volta per tutte il baluardo che ha da sempre regolato il settore dei taxi in Italia: ovvero che a ciascuna auto corrisponda una licenza, ha rimarcato il Sole 24 ore.

CHE COSA CAMBIA DAVVERO PER I TAXI?

Cambia davvero poco, in sostanza. Infatti la riforma approvata dal consiglio dei ministri prevede ciò che è già concesso agli enti locali, sottolinea il Sole 24 ore: “E cioè la possibilità da parte dei Comuni e degli enti locali di rilasciare licenze in più a nuovi conducenti. Che forse però per effetto della moral suasion del decreto darà impulso e sostegno ai sindaci per aprire i bandi. In particolare il decreto contiene la previsione per cui le città metropolitane, i capoluoghi e i comuni sede di aeroporti internazionali possono bandire il concorso straordinario, sino a un incremento del 20% rispetto alle licenze esistenti, aperto a nuovi operatori, «con una procedura più celere, certa e semplificata, rispetto all’assetto normativo previgente». I pacchetti di autorizzazioni in più saranno comunque vincolate alla disponibilità, per il titolare, di un veicolo elettrico o ibrido”.

LE LICENZE A TEMPO PER I TAXI

Se il cumulo delle licenze “sine die” sono state stralciate, non lo è stata l’opzione di quelle a tempo. In caso di flussi turistici e di altri eventi eccezionali i Comuni potranno rilasciare ai tassisti un pacchetto di licenze temporanee fino a 12 mesi e prorogabili per un altro anno. Queste licenze “possono essere rilasciate in favore dei soggetti già titolari di licenza, che possono poi valorizzarle attraverso affidamento anche a titolo oneroso a terzi purché in possesso dei requisiti”, recita una nota del ministero.

Oltre alla semplificazione per le autorizzazioni alla doppia guida il testo prevede poi un intervento per il rinnovo delle auto più inquinanti. Facendo ricorso al Fondo istituito al Mimit, si prevede un raddoppio dell’ecobonus (per un’auto elettrica con rottamazione il bonus potrà arrivare a 10mila). Una misura, la sola, estesa anche agli Ncc, per il resto esclusi dal riassetto del settore. Per loro l’orizzonte temporale sarà forse il decreto di conversione del provvedimento, il teatro il Parlamento.

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