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Così Renault e Stellantis gareggiano sull’economia circolare

Renault Economia Circolare

Soprattutto con il moltiplicarsi delle auto EV, recuperare le materie prime diventerà sempre più costoso. Saranno avvantaggiate le Case che ricicleranno meglio. Per questo Renault e Stellantis creano divisioni dedicate all’economia circolare. Tutti i dettagli dei piani green in studio

Pensiamo alle auto degli anni ’40 ma pure ’50 e ’60 del secolo scorso: anche quelle di fascia bassa abbondavano di materiali di pregio: interni in radica, tessuti in pelle, esterni cromati… Le automobili attuali sono realizzate per lo più in plastica e materiali sintetici. Questo non significa, però, che possano essere rottamate a cuor leggero, perdendo per sempre (e spesso disperdendo nell’ambiente) un buon numero di materie prime che potrebbero essere facilmente riciclate.

Le auto elettriche, poi, saranno forse più povere di quelle di cento anni fa, almeno all’esterno, ma al loro interno sono scrigni di terre rare e minerali finiti, sempre più difficili da estrarre (qui la mappa delle nuove filiere dell’automotive, inclusi gli accordi di approvvigionamento con i colossi minerari). Ecco perché sempre più Case automobilistiche annunciano piani imponenti di economia circolare: recuperarli sarà la chiave per essere competitivi e tenere bassi i prezzi. Le ultime due ad aver svelato le proprie mosse in ambito green sono state Renault e Stellantis.

ECONOMIA CIRCOLARE, COS’HA IN CANTIERE RENAULT

Al progetto, la Casa francese dedicherà perfino una nuova azienda, The Future Is Neutral, che mira a diventare leader su scala europea dell’economia circolare automobilistica, al servizio non solo degli altri marchi automobilistici ma anche dell’intero settore industriale.
Oggigiorno, hanno ricordato dal marchio della Losanga durante l’evento di presentazione, un nuovo veicolo contiene solo tra il 20 e il 30% di materiali riciclati da tutti i settori mentre l’obiettivo di Renault è arrivare nel 2030 a 3 milioni di tonnellate di acciaio riciclato (1,8 nel 2021) sestuplicando la quantità di plastica e rame recuperati, triplicando quella del platino, del palladio e del rodio e arrivando (a partire dal 2024) a 4.500 tonnellate di materiali riciclati dalle batterie delle auto elettriche.

Per farlo The Future Is Neutral sta aprendo una minoranza del proprio capitale a investitori esterni con l’obiettivo di cofinanziare investimenti per circa 500 milioni di euro fino al 2030. “Oggi facciamo un altro passo nel nostro storico impegno per l’economia circolare – ha detto Luca De Meo – le nostre filiali Gaia, Indra e Boone Comenor, così come la Refactory di Flins, hanno già dimostrato la nostra capacità di generare attività che creano valore economico, sociale e ambientale durante tutto il ciclo di vita del veicolo”.

“La sua missione – è la rotta tracciata dal Ceo del Gruppo Renault – è far crescere il proprio business con ambiziosi piani strategici e nuovi sbocchi offrendo all’industria automobilistica, di fronte alla sfida climatica, nuovi requisiti normativi e una crescente pressione sulle risorse, soluzioni di riciclo a circuito chiuso, ovvero dall’auto all’auto. La nostra ambizione è portare il riciclaggio in una nuova era e diventare il leader europeo nell’economia circolare automobilistica”.

VINCE CHI RIESCE A RECUPERARE PIÙ TERRE RARE (NON SOLO DAL SOTTOSUOLO)

Quanto ai veicoli elettrici, il cui numero dovrebbe passare dai 10 milioni del 2020 agli oltre 100 milioni entro il 2030 in tutto il mondo, il Gruppo Renault insieme a Veolia, azienda specializzata nella gestione ottimizzata delle risorse, e Solvay, attore nel campo della chimica avanzata e dell’innovazione scientifica, avevano già annunciato una collaborazione per riciclare i metalli delle batterie elettriche.

L’obiettivo è quello di costituire una fonte di approvvigionamento sicura e sostenibile di metalli strategici per le batterie (cobalto, nickel, litio), valorizzando le rispettive competenze in ogni fase della catena del valore (raccolta delle batterie a fine vita, smantellamento, estrazione e purificazione dei metalli), migliorando i processi di riciclo delle batterie.

I metalli strategici derivati dalle batterie a fine vita dei veicoli elettrici saranno estratti, purificati e trasformati in materiali ad alta purezza pronti per essere riutilizzati per la produzione di nuove batterie. Se un tempo questi metalli erano recuperati in una forma esclusivamente destinata alle applicazioni metallurgiche, il nuovo procedimento a circuito chiuso dovrebbe contribuire alla riduzione dell’impronta ambientale delle future batterie dei veicoli elettrici.

I tre partner sono già attivamente impegnati in una fase sperimentale che comporta la realizzazione di uno stabilimento pilota in Francia, su scala preindustriale, in grado di estrarre e purificare i metalli contenuti nelle batterie a fine vita. Una conferma dell’impegno di Renault nella protezione del’ambiente.

TUTTE LE MOSSE GREEN DI STELLANTIS

Nell’ultimo periodo pure Stellantis N.V. ha annunciato un piano completo per la sua business unit di Economia Circolare. L’iniziativa, fanno sapere dal Gruppo guidato da Carlos Tavares, consentirà di ottenere oltre 2 miliardi di euro di ricavi entro il 2030 e di realizzare l’ambizioso obiettivo di decarbonizzazione dell’azienda, azzerando le emissioni nette di carbonio entro il 2038.

La nuova unità organizzativa è una delle sette business unit in crescita annunciate nel piano strategico Dare Forward 2030 e prevede l’espansione del suo approccio rigoroso a 360 gradi basato sulla strategia delle 4R (reman, repair, reuse e recycle). L’obiettivo è quello di adempiere alle responsabilità etiche dell’azienda e accrescere il valore finanziario di Stellantis.

“Stellantis è impegnata a creare un’attività sostenibile e redditizia basata sui principi dell’economia circolare nei mercati in cui operiamo,” ha dichiarato Alison Jones, Senior Vice President della business unit di Economia Circolare di Stellantis. “Le nostre attività attuali sono gestite da colleghi competenti e partner fidati. Grazie all’approccio fondato sulle 4R stiamo attuando diverse iniziative con rigore, incrementando le competenze dei nostri team e sviluppando il potenziale degli impianti. Vogliamo creare un ecosistema efficiente e integrato per gestire la scarsità di materiali e allo stesso tempo, centrare l’obiettivo di azzerare le emissioni nette di carbonio.”

Gli obiettivi principali della business unit di Economia Circolare sono “il prolungamento della vita delle vetture e dei componenti per quanto più possibile. Allo stesso tempo, l’unità punta a reimmettere materiali e auto a fine ciclo vita nel flusso di produzione di nuovi veicoli e prodotti. Tale metodologia è conforme ai principi del “Design per l’economia circolare” che sono alla base della nuova Citroën ‘oli’ [all-ë]”. Questa concept car di veicolo familiare multifunzionale utilizza materiali leggeri e riciclati, adotta processi di produzione sostenibili, punta a prolungare la durabilità e ad elevare la riciclabilità al termine dell’utilizzo ed è accessibile economicamente.

MIRAFIORI AL CENTRO DELLA NUOVA STRATEGIA

A settembre, Stellantis ha annunciato che il suo principale Hub per l’Economia Circolare sarà inaugurato nel 2023 presso il comprensorio di Mirafiori, in Italia. L’operazione consentirà di espandere le attuali attività di Stellantis e di sostenere il modello di business “cradle-to-cradle” in Europa.

L’Hub ospiterà attività di ricondizionamento e smontaggio dei veicoli e di rigenerazione dei componenti. L’obiettivo è quello di espandere ulteriormente gli Hub a livello globale e la loro gamma di prestazioni. Le ambizioni della business unit sono complementari alle attività di Aramis, società acquisita nel 2016, leader europeo nella compravendita online di auto multimarca usate che disporrà, entro la fine dell’anno, di sette centri di ricondizionamento interni collocati in posizioni strategiche in Europa occidentale e centrale.

Oltre agli hub per l’Economia Circolare, la business unit utilizzerà i “circuiti locali” per mantenere prodotti e materiali all’interno dei Paesi e accelerare il processo di consegna ai clienti. In Brasile, componenti chiave come i motorini di avviamento e gli alternatori dei veicoli a marchio Stellantis vengono rigenerati, distribuiti e venduti in 1.000 concessionarie locali, supportando la filosofia dell’Economia Circolare e l’obiettivo di azzeramento delle emissioni nette di carbonio.

Tale iniziativa si basa sulle competenze attualmente in possesso dell’azienda e rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’attuazione del piano strategico per la business unit di Economia Circolare di Stellantis. Quest’ultima mira a quadruplicare i ricavi derivanti dall’estensione della vita utile di componenti e servizi e ad aumentare di 10 volte, rispetto al 2021, i ricavi ottenuti dal riciclo entro il 2030.

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