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Così i cinesi elettrizzano gli storici taxi neri di Londra

Taxi Londra

Geely, che in Europa controlla anche Volvo, Polestar, Proton e Lotus oltre a detenere quote in Smart e Mercedes, ha piani ambiziosi anche per gli emblematici taxi di Londra

All’apparenza, sembra che all’ombra del Big Ben nulla cambi. In realtà basta poi aguzzare lo sguardo per vedere che Londra si aggiorna costantemente e il suo skyline avveniristico, capace di amalgamare palazzi vittoriani, guglie medievali e qualche sporadica ciminiera della rivoluzione industriale con grattacieli hi-tech dalle fogge più strambe, lo testimonia. Dopo la rivoluzione apportata ai caratteristici bus rossi a due piani, oggi più moderni, silenziosi e confortevoli che mai, anche gli emblematici taxi neri di Londra, che per linea rimandano alle vetture di cento anni fa, stanno per cambiare. Non tutti, però, sanno che una delle icone londinesi più note e apprezzate dai turisti è nelle mani dei cinesi…

CHI È SALITO A BORDO DEI TAXI NERI DI LONDRA

Sì, perché London Electric Vehicle Company, azienda britannica fondata nel 1908, dal 2013 fa parte del Gruppo Geely. La notizia dell’acquisizione, all’epoca, riecheggiò parecchio tra i palazzi della city, indignando più di un conservatore. Oggi invece un investimento tanto verticale e mirato pare ben poca cosa, se si considera che in Europa Geely controlla anche Volvo, Polestar, Proton e Lotus oltre a detenere quote in Smart e Mercedes.

I PIANI CINESI

Certo è che i cinesi sembrano avere grandi piani per la Casa che costruisce i taxi neri che scorrazzano per Londra. A fine 2022 i dirigenti hanno deciso che Alex Nan continuerà a ricoprire il ruolo di ceo globale assumendo anche il ruolo di ceo di Levc Regno Unito. Dopo l’uscita dall’azienda di Jörg Hofmann nello scorso giugno, è diventato il responsabile della supervisione della strategia aziendale complessiva, della tecnologia, della pianificazione del prodotto e del coordinamento con Geely Holding Group. La parola chiave è “ripartire”. Del resto, l’attività dell’azienda è stata duramente colpita dalla pandemia che ha portato in ottobre al licenziamento di 140 dipendenti. Due le direttrici: da un lato quella ecologica e dall’altro tecnologica.

Geely intende trasformare il produttore degli iconici taxi neri londinesi in un marchio completamente elettrico ad alto volume con una gamma di veicoli commerciali e per passeggeri, secondo quanto hanno dichiarato i dirigenti a Reuters. Nulla è stato comunicato circa l’ammontare dell’investimento di Geely, che nel ’21 ha messo 2 miliardi su un altro storico marchio inglese: Lotus. Finora il gruppo cinese, che ha assunto il pieno controllo di LEVC nel 2013, ha investito 500 milioni di sterline.

La London Electric Vehicle Company attualmente punta su un modello di taxi ibrido che parte da circa 66.000 sterline (81.500 euro circa), dotato di una batteria che garantisce un’autonomia di 103 km e di un range-extender a benzina che gli consente un’autonomia totale di oltre 300 miglia.

Ma se vuole sopravvivere in un mercato dell’automotive sempre più innovativo ed elettrico, tutto questo non basta, ecco perché Nan ha dichiarato all’agenzia di stampa che LEVC e Geely cercheranno di attirare altri investitori nel proprio portafoglio di prodotti a emissioni zero e cercheranno di collaborare con altre case automobilistiche per sviluppare nuove tecnologie. Il costruttore dei taxi di Londra espanderà anche la sua suite di servizi, puntando ovviamente su veicoli sempre più smart, con auto che organizzano la propria manutenzione e riconoscono gli interessi del proprietario per aiutarlo a prenotare le attività. L’azienda utilizza già un sistema di infotainment e un software sviluppati da Volvo e la chiave sarà appunto la condivisione tecnologica tra le Case del Gruppo, al fine di tenere bassi i costi.

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