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Cosa fa Abu Dhabi in Africa contro la Cina

Abu Dhabi

Tutte le ultime mosse di Abu Dhabi in Africa. L’articolo di Giuseppe Gagliano

Abu Dhabi Ports, una sussidiaria della holding ADQ dell’emirato, ha siglato un’alleanza di 35 anni all’inizio di questo mese con l’operatore marittimo CMA CGM. Si sta preparando per un rapido sviluppo in Africa, dove CMA CGM è un attore importante.

Il terminal container di Kamsar in Guinea è ad oggi l’unica risorsa di Abu Dhabi Ports in Africa. Il suo eterno rivale, DP World (Dubai Ports World), di proprietà dell’omonimo emirato, è già presente in Senegal, Mozambico, Angola e Somaliland.

Uno dei primi obiettivi di Abu Dhabi Ports nel continente è la provincia angolana di Benguela, dove sono attualmente in corso due gare d’appalto, una per un porto e la seconda per un corridoio logistico. Il primo è il terminal container del porto di Lobito, per il quale la scadenza per la gara è il 30 settembre. Il secondo e più importante è il corridoio logistico utilizzato per il trasporto del minerale fino al terminal minerario del porto (ex-Caminho de Ferro de Benguela), oggetto di un secondo bando di gara aperto fino al 7 dicembre.

Attraverso altri veicoli statali, in particolare l’Abu Dhabi Fund for Development, l’emirato ha già investito in corridoi logistici in Africa, in particolare nella costruzione di strade tra il porto di Berbera nel Somaliland e la regione di Gabiley al confine tra Somaliland ed Etiopia. Ma questo sviluppo è legato a un progetto di DP World, che gestisce il porto di Berbera e sta attualmente scavando un bacino in acque profonde. In Angola, Abu Dhabi Ports prevede di gestire un porto end-to-end e un hub logistico.

Abu Dhabi Ports è interessata anche a progetti in Camerun e Congo. La sua espansione in Africa è sostenuta dal suo azionista, ADQ, che è presieduto dal consigliere per la sicurezza nazionale dell’emirato, Tahnoon bin Zayed al-Nahyan. ADQ ha acquisito una partecipazione lo scorso anno nel commerciante agricolo Louis Dreyfus Commodities, anch’esso molto attivo in Africa.

La principale incognita nel programma di rapida espansione rimane la relazione tra Abu Dhabi Ports e DP World. Ufficialmente, le due società lavorano in armonia e hanno persino pensato di fondersi per finanziare il loro rispettivo sviluppo. La fusione proposta non si è mai materializzata, tuttavia, sul campo i due gruppi sono accaniti rivali, in particolare nel Golfo, e le loro relazioni in Africa sono destinate ad essere sempre più conflittuali.

Tutto ciò non fa altro che confermare da un lato come gli EAU stiano attuando una concorrenza spietata ai cinesi nel contesto della logistica e dall’altro lato come i paesi arabi debbano tutelare gli snodi strategici di Bab al- Mandab e dello Stretto di Hormuz. Per quanto concerne in particolare la Cina, non è certo un caso che proprio DP World abbia rivolto la propria attenzione a Gibuti ed, in particolare, al porto di Doraleh.

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