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Cosa comporta lo stop ai motori diesel V6 nella fabbrica Stellantis di Cento

Cento Stellantis

A partire dal prossimo anno lo stabilimento Stellantis a Cento non produrrà più propulsori endotermici per automobili. I dettagli dell’accordo siglato coi sindacati

Si spengono i motori diesel V6 Stellantis costruiti a Cento, in provincia di Ferrara, destinati in prevalenza al mercato USA. È il primo effetto tangibile della transizione ecologica che, nel comparto automotive, vuol dire anzitutto la dismissione dei vecchi endotermici. E la dismissione porta con sé, inevitabilmente, esuberi. Si parla di oltre mezzo milione di posti in meno in tutto il Vecchio continente (qui i numeri di Uilm sull’impatto nel nostro Paese).

I NUMERI DELLO STABILIMENTO STELLANTIS A CENTO

Nelle ultime ore il gruppo automobilistico guidato dal CEO Carlos Tavares (che, non più tardi di due settimane fa, al salone dell’auto di Parigi, aveva vaticinato «gravi danni sociali» derivanti dallo stop alle immatricolazioni di automobili a benzina e diesel dal 2035), ha comunicato di aver raggiunto una intesa, dopo diversi mesi di trattative che hanno riguardato anche la Regione (preoccupata per le ricadute occupazionali e per il venir meno di un indotto qualificato di imprese dei territori a cavallo tra le province di Ferrara, Bologna e Modena), con i sindacati italiani per una riduzione di circa 300 unità del personale di fabbrica.

Attualmente in questo sito emiliano lavorano 720 tute blu, contro i 1.500 di qualche anno fa (il primo grande dimagrimento nel 2016). I 300 coinvolti dall’esubero sono appunto quelli impiegati nella realizzazione del propulsore che nel 2023 cesserà di essere prodotto.

I 420 superstiti si occuperanno in prevalenza della produzione di motori industriali e marini. Per quanto riguarda chi sarà lasciato a casa, secondo gli accordi stretti coi sindacati, coloro che si trovano a meno di 4 anni dalla pensione avranno diritto a una integrazione della Naspi offerta da Stellantis, mentre gli altri saranno dislocati nello stabilimento Maserati di Modena, dove sta per essere realizzata una nuova linea per la verniciatura delle auto.

I dipendenti di Stellantis che si trasferiranno da Cento a Modena riceveranno una indennità una tantum da 7.500 a 10 mila euro in base alla distanza del luogo di residenza rispetto alla fabbrica del Tridente. In caso di rifiuto, i dipendenti potranno godere di un incentivo all’uscita (si parla di cifre che potrebbero arrivare 75 mila euro) o per accompagnare al pensionamento fino a 48 mesi.

Maserati, dal canto suo, per quanto non possa certo assorbire tutta la forza lavoro di Cento, ha registrato nel terzo trimestre ricavi netti pari a 630 milioni di euro, in aumento del 23% rispetto allo stesso periodo del 2021. Nel computo sui primi 9 mesi del 2022 il marchio del Gruppo Stellantis ha raggiunto ricavi netti pari a 1,571 miliardi di euro, contro 1,399 nello stesso periodo dello scorso anno.

Quanto al 2023, gli appassionati del Tridente potranno celebrare il ritorno di una delle icone del marchio – la GranTurismo – che sarà proposta con il motore V6 Nettuno e con l’unità 100% elettrica Folgore. A metà anno Maserati completerà anche l’allargamento della gamma Grecale con il debutto della versione 100% elettrica Folgore e, a seguire, con il lancio della GranCabrio, prevista anche in questo caso con motore V6 Nettuno e 100% elettrico Folgore.

NEL FERRARESE UN REPARTO R&D

L’intesa salva dalla chiusura un sito considerato storico — nato nel primissimo dopoguerra come VM Motori,  da Vancini e Martelli, per realizzare propulsori diesel per il settore agricolo proprio di fianco allo stabilimento Lamborghini — e consente alla zona di conservare un’area qualificata di Ricerca e Sviluppo che sarà oggetto di significativi investimenti focalizzata sul mercato dei propulsori diesel di ultima generazione a uso industrial, marine e power generation che presenta un trend in significativa crescita nei prossimi anni, e che si sta aprendo a soluzioni ibride ed elettrificate.

La nuova business unit di Cento svilupperà questo tipo di nuove soluzioni portando avanti la tecnologia a idrogeno in cui Stellantis già investe. Per supportare questa crescita industriale l’azienda ha previsto programmi di formazione con l’obiettivo di riqualificare e migliorare le competenze dei propri lavoratori.

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