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Da Copenaghen a Oxford: come cambia l’urbanistica per la lotta all’inquinamento

Dal bando delle auto diesel alla rivoluzione urbanistica delle città: come i Paesi Ue combattono l’inquinamento e provano a rispettare gli accordi di Parigi   A dicembre del 2015 i 190 Paesi partecipanti alle Conferenze sul Clima, dopo più di dieci lunghi anni di negoziati, hanno raggiungo un punto di incontro firmando, il 22 dicembre…

Dal bando delle auto diesel alla rivoluzione urbanistica delle città: come i Paesi Ue combattono l’inquinamento e provano a rispettare gli accordi di Parigi

 

A dicembre del 2015 i 190 Paesi partecipanti alle Conferenze sul Clima, dopo più di dieci lunghi anni di negoziati, hanno raggiungo un punto di incontro firmando, il 22 dicembre 2016, a New York, un accordo sul Clima. Tra questi Paesi firmatari (ben 175) ci sono anche i Paesi membri dell’Unione Europea i quali, facendo seguito a quello che è il secondo dei cinque punti ratificati in sede della Conferenza a Parigi, cioè l’attuazione di obiettivi che aiutino a ridurre efficacemente i gas serra prodotti dalle attività umane, stanno prendendo decisioni coerenti per la lotta contro l’inquinamento.

Generalmente, tutte le città europee stanno concentrando le loro attenzioni sull’urbanistica, con l’obiettivo di favorire l’utilizzo delle biciclette o delle passeggiate a piedi, all’auto di proprietà. Ecco, alcuni piani e progetti.

Mobilità SostenibileParigi ha un nuovo obiettivo: dire addio ridurre a zero la presenza di automobili a benzina da qui al 2040. Obiettivo, questo, confermato giovedì 12 ottobre dal sindaco socialista Anne Hidalgo, la quale aveva già annunciato l’intenzione di rendere l’utilizzo del diesel superfluo entro il 2024.

Copenaghen , invece, si propone di neutralizzare l’uso del carbone entro il 2025. Il Governo della città prevede che l’utilizzo delle biciclette prenderà il sopravvento, aumentando del 50% da qui al 2025 e per ciò la capitale prevede di investire 134 milioni di euro in dieci anni, per garantire servizi complementari all’aumento della presenza di ciclisti: piste ciclabili in periferia, guardrail e cestini della spazzatura inclinati per facilitare l’arduo compito di buttare il pattume direttamente dal proprio sellino. Una rivoluzione anche dal punto di vista intermodale: il trasporto di biciclette è gratuito all’interno dei treni regionali. Completano gli obiettivi il limite di 40 km/h sulle strade e la cancellazione dei parcheggi, mosse elaborate chiaramente per dissuadere gli automobilisti dal muoversi in auto.

La città di Oxford ha già interdetto tutti i veicoli a trazione tradizionale, creando una zona a emissione zero, in una parte del centro. Sei strade saranno chiuse ai veicoli termici da qui al 2020, compresi autobus e taxi e coloro i quali utilizzano veicoli elettrici, pagheranno meno per muoversi all’interno della città. Il costo totale della nuova misura è 7 milioni di sterline, che corrispondono a 7,9 milioni di euro; una somma equivalente sarà spesa per le infrastrutture, soprattutto per l’integrazione di telecamere, grazie alle quali saranno inviate immediatamente delle multe ai trasgressori.

Rimanendo in Gran Bretagna, citiamo l’esempio di Londra in cui i veicoli inquinanti possono accedere al centro, purché paghino 11,50 in sterline (che diventano 12,9 in euro). Questo pedaggio urbano è stato instaurato nel 2003 ed è in vigore ogni giorno dalle 7:00 alle 18:00, dal lunedì al venerdì, con qualche esenzione per le moto, i taxi e chi viaggia con carburanti alternativi. Gli autisti hanno la possibilità di pagare via telefono, utilizzando SMS e internet, o in qualsiasi negozio lo consenta. Anche qui l’osservanza è affidata alle telecamere di sorveglianza, e ogni ritardo nel pagamento comporta un aumento.

BrexitAnche Londra è una capitale in cui la bici è molto utilizzata, tanto che il TfL (Transport for London, il servizio di trasporto pubblico del comune) lavora su una cartina di 25 piste ciclabili. L’intenzione di interdire le macchine a diesel c’è, ed è prevista per il 2040.

Oslo ha annunciato già nel 2015 che sarà interdetto il traffico alle automobili in centro dal 2019. L’interdizione fa parte di un piano di investimenti nel trasporto pubblico, riguardante anche la sostituzione di 56 km di strade con piste ciclabili. A giugno la municipale ha previsto di dissuadere gli automobilisti eliminando la possibilità di parcheggio.

La più grande zona pedonale d’Europa si trova a Bruxelles e si estende su più di 50 ettari di terra. Da giugno 2015, da place De Brouckère fino a place Fontainas è tutto bloccato alla circolazione. La città prosegue verso l’estensione delle sue zone pedonali lanciando anche “settimane della mobilità”, come quella del 2002, per incitare gli abitanti nel favorire mezzi di trasporto alternativi. Secondo L’Echo, saranno 5.000 le automobili diesel vietate l’anno prossimo e 13.000 nel 2019.

In Germania, Amburgo fa da apripista con il progetto “réseau vert”, rete verde, che andrà a rendere le automobili inutili, comprendo le strade con parchi, campi da gioco, sport e cimiteri per il 40%. La città tedesca punta a far diventare il muoversi a piedi e in bici le modalità di trasporto dominanti.

Berlino, ha annunciato un piano di costruzioni urbano riguardante le piste ciclabili, che sarà lanciato a fine anno. Già nel 2008, la capitale tedesca ha creato una zona urbana dove possono accedere veicoli con emissione non superiori a 88 grammi per km2, in centro, che concentra un terzo degli abitanti totali della città. Tutti i veicoli che non rispondono ai criteri stabiliti ne sono interdetti.

Il sindaco di Madrid, Manuela Carmena, ha promesso alla fine del 2016 la pedonizzazione della Gran Via, da qui a maggio 2019, poiché è uno dei simboli della città. Questa strada centrale sarà accessibile solo ai ciclisti, bus e taxi. La decisione fa parte del piano utile a evitare che qualsiasi tipo di autoveicolo acceda al centro città. Attualmente, gli urbanisti lavorano alla trasformazione di 24 strade molto frequentate in zone pedonali. Coloro i quali trasgrediranno alle regole poste dal comune, saranno costretti a elargire ben 90 euro d’ammenda e costretti a pagare anche di più per il parcheggio.

Infine, le automobili estremamente inquinanti, da qui al 2030, non potranno più avere accesso alla città di Amsterdam. Le automobili diesel sono già interdette, soprattutto a chi non ha un permesso per residenza per il parcheggio, che costa 600 euro per anno, e tutte le strade sono già quasi completamente pedonali.

area cNon serve andare, comunque, così lontano. Anche in Italia abbiamo buoni esempi. Si pensi a Milano e all’area C: in centro l’accesso è gratuito per i veicoli elettrici, ciclomotori e motoveicoli (moto, tricicli e quadricicli), per veicoli che trasportano disabili (muniti di contrassegno) oppure persone dirette al pronto soccorso ospedaliero. Fino al 14/10/2019 l’accesso è gratuito anche per i veicoli ibridi (propulsione elettrico-termica). L’accesso è vietato ai veicoli a benzina Euro 0 e a gasolio/diesel Euro 0, 1, 2, 3 e 4, mentre dovranno pagare per accedere tutti gli altri veicoli.

 

 

Giovanni Malaspina

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