Mobilità

Come viaggeranno i turisti francesi tra Italia e Francia dal 3 al 15 giugno

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turisti francesi

Che cosa cambierà per i turisti francesi. L’approfondimento di Enrico Martial

Per i cittadini e turisti francesi, la frontiera italo-francese è sostanzialmente aperta dal 3 giugno. Lo consente infatti dal lato italiano il DPCM del 17 maggio, all’art. 6, per gli spostamenti da e per gli Stati dell’Unione europea, dello spazio Schengen, a cui vanno aggiunti Regno Unito, Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano. Da parte francese, i cittadini francesi possono entrare in Italia e poi rientrare a casa, come indicato dal ministero degli Interni e come ha confermato il primo ministro Edouard Philippe nella conferenza stampa del 28 maggio: “l’Italia non vieta di entrare nel suo territorio e noi non vietiamo l’accesso al nostro territorio ai cittadini francesi”.

In attesa di una meglio coordinata apertura delle frontiere interne dell’Unione europea, si tratta di un sostanziale passo avanti. Finora diverse categorie di persone potevano già muoversi tra i due Paesi: ai frontalieri, agli operatori sanitari e agli autisti di trasporti internazionali si erano aggiunti verso la Francia i lavoratori distaccati, quelli stagionali, le persone in ricongiungimento familiare, per esempio coniugi, o in proseguimento delle attività scolastiche, o in visita a parenti “dipendenti”.

La limitazione di parte francese, dal 3 al 15 giugno, riguarderebbe piuttosto gli ingressi verso il suo territorio, sebbene con minori limitazioni. Tra l’altro, anche i controlli “statici” alla frontiera vengono progressivamente sostituiti con controlli “dinamici”, cioè a campione e non sistematici, non necessariamente alla frontiera. Inoltre, per gli italiani, considerata la similitudine delle situazioni epidemiologiche e la mancanza di restrizioni unilaterali, non è prevista la quarantena di 14 giorni. Una attestazione per l’ingresso è disponibile sul sito del ministero francese degli interni, e non dovrebbe più essere necessaria dal 15 giugno prossimo, nell’ambito della riapertura delle frontiere interne dell’Europa annunciata e auspicata dal primo ministro francese, Edouard Philippe  ma anche da diversi governi europei.

Fino a quella data prevista, tuttavia, i cittadini europei, ad esempio un tedesco o un polacco, che si trovassero in Francia e volessero entrare in Italia e dovessero essere controllati passando dal posto di confine francese dovrebbero appartenere alle categorie a cui è permesso, appunto frontalieri, personale medico, operatori e autisti di trasporto internazionale ecc. A queste persone è anche concesso il transito attraverso la Francia per raggiungere il proprio domicilio.

La Commissione europea, per diverse settimane in posizione di ascolto, ha ripreso l’iniziativa anche nell’ambito degli spostamenti turistici, con una road map diffusa il 13 maggio 2020. Tuttavia, la riunione dei ministri europei del turismo del 20 maggio non ha consentito di trovare una posizione comune sul documento e su una riapertura coordinata. Durante la prima fase di crisi e nell’avvio della fase 2, sono emerse diverse incomprensioni in particolare nella valle Roya per i transiti, anche di lavoro, alla frontiera italo-francese.

Le presenze turistiche francesi di prossimità in Italia, anche per acquisti di beni alimentari, sono di interesse per l’area di Ventimiglia e del ponente ligure, per la Valle d’Aosta e per alcuni valichi in Piemonte. Nel 2018, le presenze di turisti francesi in Italia sono state 14,2 milioni, il 6,6% delle presenze straniere. È una tendenza in crescita, con una spesa di 4,3 miliardi di euro all’anno realizzata soprattutto in Liguria, Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto.

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