Mobilità

Ecco come Fca slalomeggia fra Trump e California

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La guerra sulle emissioni in corso negli Usa divide il mondo dell’automotive. L’articolo di Luciano Mondellini

 

ECCO LA SVOLTA DELLA CALIFORNIA

Una guerra interna tutta statunitense sta dividendo il mondo dell’automobile. La California, lo Stato che vanta il maggior pil all’interno degli Usa, ha lanciato sotto la guida del governatore democratico Gavin Newsom (eletto all’inizio di quest’anno) un patto per la riduzione delle emissioni cui in luglio hanno già aderito colossi come Ford, Honda, Volkswagen e Bmw. Un patto che però non piace al presidente americano Donald Trump la cui iniziativa politica da anni è volta ad allentare le norme sulle emissioni.

CHE COSA FA TRUMP

Non a caso, secondo quanto riportato dal New York Times, il mese scorso l’amministrazione Trump ha convocato alla Casa Bianca gli altri colossi dell’auto che ancora non hanno sottoscritto il patto con l’amministrazione californiana, ovvero Toyota, Fiat Chrysler e General Motors. Il tutto per fare pressione affinché non girino le spalle all’iniziativa del presidente, che punta ad allentare le regole sulle emissioni.

COME SI MUOVE FCA

Insomma il Lingotto, che ha negli Stati Uniti il suo principale mercato di vendita e soprattutto il maggiore contributore al suo margine operativo (l’ebitda ottenuto in Nord America è stato superiore a quello dell’intero gruppo nella seconda trimestrale della casa italo-statunitense), si trova tra due fuochi rappresentati l’uno dal capo della Casa Bianca e l’altro da uno Stato che è uno dei pilastri fondamentali dell’economia a stelle e strisce. E non è detto che la battaglia sarà necessariamente vinta da Washington visto che anche Daimler sta per entrare a far parte dell’alleanza con la California. E visto anche che recentemente Mike Manley, ceo di Fca, ha spiegato che il Lingotto esaminerà molto attentamente il patto lanciato dalla California per decidere sul da farsi.

ECCO LA CONTROMOSSA DI TRUMP RISPETTO ALLA CALIFORNIA

Nel dettaglio, il patto vuole impedire che l’amministrazione Trump modifichi una legge del suo predecessore, Barack Obama, che impone alle auto circolanti negli Stati Uniti di arrivare a un consumo di 54,5 miglia per gallone entro il 2025. In particolare la California, insieme a un altra decina di Stati americani, vorrebbe un ulteriore giro di vite a queste norme, rinvigorendole in senso ecologico. Cosa vista come il fumo negli occhi dall’attuale inquilino della Casa Bianca.

LE QUESTIONI IN BALLO

L’amministrazione Trump punta infatti a stabilizzare le norme sulle emissioni a un livello di 37 miglia per gallone, una misura che viene ritenuta funzionale alla richiesta di tenere bassi i costi di acquisto di nuove automobili, visto che i veicoli ecologici sono di norma più costosi per i produttori. Trump starebbe anche puntando di rescindere la possibilità che la California possa imporre i propri standard sulle emissioni. Ovviamente tutto questo si traduce per i costruttori in un dilemma da cui non è semplice uscire.

 

Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza

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