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Come si sta espandendo l’uso dei droni (non solo anti Covid)

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Con la pandemia si sono moltiplicati nuovi utilizzi dei droni. Fatti, aziende, commenti e analisi

La pandemia da Covid-19 verrà ricordata, probabilmente, anche come data spartiacque per l’avvio di un utilizzo più massiccio dei droni. Dalle consegne mediche al monitoraggio, alle ispezioni remote, in un momento in cui le persone possono essere sia vittime sia fonti di propagazione delle infezioni, le flotte di droni hanno consentito in alcuni casi a mantenere in piedi l’economia. Anche se i sostenitori della libertà civili temono che i veicoli a pilotaggio remoto possano spingere troppo oltre i limiti della sorveglianza.

ZIPLINE SBARCA IN USA PER LA CONSEGNA DI MEDICINALI

Una prima novità di questo periodo è quella della compagnia di droni Zipline, che utilizza la sua flotta aerea telecomandata per consegnare medicinali in Africa da anni, ma ha fatto il suo debutto negli Stati Uniti la scorsa settimana, trasportando forniture COVID-19 negli ospedali della Carolina del Nord gestiti da Novant Health, come racconta TechCrunch.

La missione è stata resa possibile grazie a una deroga della Federal Aviation Administration (FAA). Attualmente è l’operazione di consegna di droni a più lungo raggio effettuata nel paese.

DISTANZIAMENTO SOCIALE E MONITORAGGIO DELLE FOLLE

La consegna di Zipline è solo uno dei numerosi nuovi usi dei droni emersi durante la pandemia. Governi e aziende stanno cercando, infatti, di utilizzare i velivoli in applicazioni che potrebbero altrimenti richiedere la presenza di esseri umani.

In Francia, India e Stati Uniti, ad esempio, i droni sono stati impiegati per monitorare le folle per il distanziamento sociale, mentre in Cina i droni sono stati usati per emettere ordini ai cittadini disobbedienti alle regole della pandemia. E non solo in questi paesi.

Il Marocco, si legge sul portale della logistica logisticsviewpoints, ha lanciato una flotta di droni proprio per combattere il coronavirus. Nelle ultime settimane, il paese ha ampliato la sua flotta per la sorveglianza aerea, gli annunci di servizio pubblico e i servizi igienico-sanitari. Dato che alcuni ordini di blocco venivano ignorati, i droni sono stati anche utilizzati per monitorare e identificare riunioni sospette e inoltrare avvisi. Il dipartimento di aeronautica dell’Università Internazionale di Rabat (UIR) ha offerto le sue strutture, competenze e prototipi alle autorità a marzo, che hanno consentito l’utilizzo di droni con altoparlanti o telecamere a infrarossi in grado di rilevare i movimenti anche di notte.

IL MONITORAGGIO SANITARIO DEI CANADESI DI DRAGNAFLY

Un altro caso d’uso correlato al coronavirus proviene dal produttore di droni canadese Draganfly e dalla sua collaborazione con il Dipartimento della Difesa australiano e l’Università del Sud Australia. Il nuovo drone farà parte di un sistema di telecamere per individuare segni di malattia, come tosse e temperature elevate. Il drone, si legge su logisticsviewpoints, fa parte di un sistema più ampio per raccogliere dati in tempo reale sulla possibile diffusione della malattia. Il progetto si concentrerà inizialmente su “zone calde” per misurare i tassi di infezione e individuare persone con alte temperature.

WING HA COLLABORATO CON WALGREENS PER EFFETTUARE CONSEGNE

Wing, la compagnia di consegne tramite droni di proprietà del ‘genitore’ di Google Alphabet, ha ricevuto la prima approvazione FAA per la consegna di pacchi nell’aprile 2019. Ma durante la pandemia la società ha collaborato con Walgreens per effettuare consegne su prescrizione alle persone in quarantena, come si legge su Cnbc.

I PROBLEMI NELL’UTILIZZO DEI DRONI

Insomma, commenta Axios, “c’è sicuramente molto interesse per i droni” ma al momento “i regolamenti negli Stati Uniti rendono ancora in salita” l’utilizzo di questi mezzi. “Le aree densamente popolate rendono le consegne di droni incredibilmente difficili. Ma, nelle zone rurali, i camion di consegna dotati di droni per effettuare una consegna simultanea sono un’opzione molto più allettante. Per ora siamo ancora nelle prime fasi per capire come funzionerà. Ma la consegna di medicine e articoli essenziali è chiaramente la punta dell’iceberg”.

LA FAA HA STABILITO I REQUISITI TECNICI PER FAR VOLARE I DRONI GRAIZE AD AIRBUS, AIRMAP, AMAZON, INTEL, ONESKY, SKYWARD, T-MOBIL E WING

Nel frattempo la FAA ha selezionato otto compagnie per aiutare a stabilire i requisiti tecnici per l’ID remoto, un protocollo che i droni dovranno seguire per trasmettere i dati di identificazione e posizione durante il volo. L’ID remoto richiede ai produttori di droni di rendere i loro prodotti in grado di inviare codici ID e dati di localizzazione durante il funzionamento nello spazio aereo nazionale. I droni senza il sistema di identificazione remota possono essere pilotati solo all’interno di zone designate dalla FAA, di solito negli stessi luoghi in cui volano i modellini di aeroplani. Le compagnie selezionate sono Airbus, AirMap, Amazon, Intel, OneSky, Skyward, T-Mobil e Wing.

IL MONITORAGGIO DEI SITI DI LAVORO

Un uso meno noto dei droni durante la pandemia è stato il monitoraggio da remoto di siti di lavoro che altrimenti sarebbero stati in gran parte chiusi ai lavoratori a causa del blocco.

La piattaforma software leader DroneDeploy è stata utilizzata per far volare droni su fattorie e cantieri, per ricevere dati in streaming e produrre mappe in tempo reale di aree troppo grandi per essere facilmente percorribili a piedi o in auto. E infatti ha visto un aumento del 90% nell’uso dei droni tra i topografi e un aumento del 56% nel settore delle costruzioni.

“COVID-19 sta accelerando l’introduzione di questa tecnologia in tutti i settori”, ha affermato Michael Winn, CEO di DroneDeploy ad Axios. “Non sta cambiando completamente le cose, ma sta rendendo più rapida la transizione”.

L’UTILIZZO NEI PORTI E SULLE NAVI

Un’altra area in cui i droni hanno dimostrato di essere stati usati è nei porti. I droni sono stati utilizzati sia dagli operatori portuali sia da quelli delle navi. Per gli operatori portuali, i droni offrono un modo rapido per esaminare l’intera struttura, che può estendersi per migliaia di metri. I droni consentono agli operatori portuali di assicurarsi che tutto stia funzionando come dovrebbe e anche di gestire meglio la quantità di carico disponibile.

Per gli operatori navali, i droni sono stati utilizzati per trasportare le forniture dal molo alle navi in ​​mare. Negli ultimi anni, Maersk ha eseguito numerosi test per rifornire le navi in ​​mare senza dover utilizzare navi più piccole. L’obiettivo è ridurre i costi. La scorsa settimana, il porto più trafficato d’Europa, Rotterdam, ha avviato un processo di consegna di droni per portare anche parti e forniture alle navi. I droni possono anche monitorare le navi in ​​mare e aiutare nel rilevamento di problemi e riparazioni, ha evidenziato logisticsviewpoints.

IL PROBLEMA DELLO ‘SMOG-ROBOT’ E DELLA SORVEGLIANZA

Ma per ogni aspetto positivo esiste anche un rovescio della medaglia. “I droni onnipresenti potrebbero aiutare ad alleviare la congestione del camion delle consegne nelle città affollate ma potrebbero anche creare quello che il professore di robotica Illah Nourbakhsh ha definito ‘smog robot’, l’inquinamento acustico e visivo senza precedenti”, si legge su Axios.

“Lo stesso monitoraggio remoto che sembrerebbe benigno se usato in una fattoria o foresta vuota potrebbe essere visto come sinistro se impiegato dalle forze di polizia che estendono la sorveglianza passiva nelle città. Nonostante le lamentele degli attivisti per i diritti civili, l’anno scorso i droni sono stati approvati per l’uso da parte del LAPD in determinate situazioni”.

La Electronic Frontier Foundation ha avvertito che se “la polizia inizia a usare i droni per identificare le persone che stanno violando la quarantena e che vanno in giro in pubblico dopo essere risultate positivi al COVID-19, potrà facilmente utilizzare gli stessi droni per identificare i partecipanti alle proteste o agli scioperi quando la crisi sarà finita”.

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