Mobilità

Come sgommeranno Enel, Terna e Fiat per le batterie finanziate dall’Europa

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Tutte le aziende italiane come Enel, Terna e non solo al centro del progetto europeo per le batterie elettriche. Ecco le ultime novità

 

L’alleanza europea per le batterie accelera. Obiettivo: ripartire in modo sostenibile dopo il coronavirus e creare 1 milioni di posti di lavoro per 200 miliardi di nuovi affari.

Martedì 19 maggio, il vicepresidente della Commissione Ue Maros Sefcovic e il vicepresidente della Bei Andrew McDowell, insieme a 12 ceo di alcune aziende (tra cui Basf, Edf e Volkswagen) hanno fatto il punto sulla situazione e promesso nuove risorse economiche (1 miliardo dalla Bei).

Anche l’Italia sta in partita, con aziende e centri di ricerca.

Tutti i dettagli.

IL CONTESTO

Partiamo dal contesto. La crisi sanitaria innescata dalla pandemia di Coronavirus e il lockdown deciso di conseguenza da diversi governi ha fatto crollare le vendite delle auto a combustione tradizionale. Tengono, invece, le immatricolazioni delle vetture elettriche ed ibride, il cui calo nel 2020, stima l’Alleanza Europea delle batterie, dovrebbe essere contenuto, ad una sola cifra.

OBIETTIVO: ACCELERARE

In un mercato che tiene e su cui le più grandi case auto (ma non solo) stanno scommettendo, è necessario ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto. Su questo l’Europa è a lavoro dal 2017, da quanto è nata l’Alleanza Europea delle batterie: ad oggi il partenariato è arrivato a coinvolgere 400 realtà tra aziende, centri di ricerca, consorzi e associazioni. Ma ora serve fare più in fretta.

La Cina detiene, infatti, gran parte del mercato di batterie: la produzione europea di batterie agli ioni di litio è pari a 49 Gwh (pari agli Usa), contro i 447 Gwh della Cina. Numeri che pesano se si pensa che il mercato dovrebbe raggiungere i 250 miliardi di euro all’anno entro il 2025.

1 MILIONE DI POSTI DI LAVORO

Mettere il piede sull’acceleratore per dare nuovo impulso al mercato potrebbe portare “1 milione di nuovi posti di lavoro e 200 miliardi di euro di nuovi affari per l’Europa nei prossimi 30 mesi, a partire da giugno 2020”, ha dichiarato Diego Pavia, Ceo di EIT InnoEnergy, organizzatore della videoconferenza di ieri.

L’ESTRAZIONE DEL LITIO

Tra i primi fronti su cui l’Alleanza si impegna è l’approvvigionamento del litio, indispensabile nella realizzazione degli accumulatori energetici. Secondo quanto spiega la stessa Alleanza, entro il 2025, l’Europa potrebbe soddisfare in house fino all’80% della domanda, a patto che si semplifichi la burocrazia, si investa sull’innovazione e sulla conversione delle materie prime.

DALLA BEI 1 MILIARDO DI EURO PER IL 2020

E sul fronte degli investimenti arriva in soccorso la Bei (Banca europea per gli investimenti), che prevede di aumentare il proprio sostegno ai progetti relativi alle batterie a oltre 1 miliardo di euro di finanziamenti nel 2020. In pratica, in un solo anno, la Bei mette sul piatto quanto offerto nell’ultimo decennio: dal 2010, i finanziamenti sulle batterie arrivati dalla Bei sono ammontati a 950 milioni di euro, per costi complessivi dei progetti pari a 4,7 miliardi di euro.

ANCHE L’ITALIA E’ IN PARTITA

In questa partita anche l’Italia ci sarà. Le aziende italiane impegnate nell’alleanza sono Enel, tramite Enel X; Faam; il consorzio Cobat; Lithops; Marposs; Fpt. Coinvolte anche Terna, Enea (capofila del progetto Battery2030+), Rse, Federchimica, Art-Er; l’Istituto italiano di tecnologia; il Politecnico di Milano e il centro ricerche Fiat.

COVID: SERVE RAFFORZARE STRATEGIA EUROPA

Creare un mercato forte e importante delle batterie in Europa è una priorità che l’emergenza Covid ha sottolineato: “La crisi del Coronavirus ha ulteriormente messo in luce l’importanza della filosofia principale che sta alla base della Battery Alliance dell’UE, ovvero la necessità di rafforzare la resilienza e l’autonomia strategica dell’Europa in settori industriali critici e in tecnologie chiave che cambiano i giochi”, ha affermato il commissario europeo Maros Sefcovi, aggiungendo: “Sono lieto di constatare che, nonostante la pandemia, l’Alleanza batteria dell’UE è sulla buona strada per il raggiungimento dei suoi obiettivi”.

PICCOLI PASSI IN AVANTI

Qualche piccolo passo in avanti, dal 2017, comunque, è stato fatto: sono stati avviati numerosi investimenti nell’estrazione e lavorazione del litio e sono stati lanciati progetti pilota di riciclaggio industriale mentre gli OEM hanno sviluppato un impressionante portafoglio di veicoli elettrici (EV), spiega l’Alleanza.

L’intero settore delle batterie dell’UE impiega oltre 30.000 persone in 14 paesi ed entro il prossimo anno dovremmo assistere anche ad un balzo dei modelli batterie offerti nel Vecchio Continente: dagli attuali 98 si passerà a circa 214.

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