Mobilità

Ecco come il governo Tory rivoluzionerà le ferrovie britanniche

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johnson lockdown

Un nuovo organismo sostituirà Network Rail e sarà una struttura statale centralizzata che stabilirà i prezzi e gli orari dei treni. Gli operatori privati che hanno contratti in essere con Network Rail continueranno a operare fino al 2023. L’articolo di Daniele Meloni

 

Rivoluzione nelle ferrovie britanniche. Parlando a BBC Breakfast questa mattina, il Segretario di Stato ai Trasporti, Grant Shapps, ha annunciano la più ampia riforma del sistema nei tempi moderni, delineando le linee guide che cambieranno totalmente il modo di viaggiare dei pendolari dei treni inglesi.

Servizi più puntuali e biglietti meno costosi. Questi sembrano essere i due fari che hanno guidato il governo Johnson nella ristrutturazione di un settore che, in passato, era stato privatizzato tra mille polemiche da un altro premier Tory, John Major.

Innanzitutto nascerà un nuovo organismo, che dal 2023 sostituirà Network Rail: si chiamerà Great British Railways (GBR) e sarà una struttura statale centralizzata che stabilirà i prezzi e gli orari dei treni e le opere di ammodernamento delle strutture. Gli operatori privati che hanno contratti attualmente in essere con Network Rail continueranno a operare fino al 2023.

Cosa cambierà in concreto per i commuters, i pendolari inglesi? GBR si occuperà della vendita di tutti i biglietti, attualmente acquistabili dalle varie società che operano sulla rete. Ci sarà una maggiore distribuzione di biglietti pay-as-you-go, contactless e digitali e una maggiore flessibilità nell’acquisto di abbonamenti annuali, specialmente per quei viaggiatori che usano il treno per recarsi sul luogo di lavoro. Il sistema funzionerà come quello di Londra, Transport for London, dove diverse società operano sotto l’insegna di un unico logo, che sarà quello di GBR.

Shapps ha affermato che “la riforma andrà a migliorare tutte quelle anomalie che i clienti hanno segnalato alla ferrovie nel corso degli anni: ritardi, affollamenti, problemi con i rimborsi e così via”.

I sindacati hanno già parlato di “trucco per coprire le lacune di un sistema in cui sostanzialmente non cambierà nulla”, ma si tratta di un momento epocale nella storia del primo paese con una rete ferroviaria capillare in Europa.

L’annuncio della riforma avviene 8 mesi dopo che il governo ha mandato in pensione il sistema del franchising nelle ferrovie, che era in vigore sin dai tempi della privatizzazione degli anni ’90.

Il calo dei passeggeri dovuto alla pandemia, nel frattempo, aveva causato problemi a tutti gli operatori del settore che non hanno potuto più contare sul pagamento dei prezzi dei biglietti da parte dei contribuenti britannici.

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