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Come e perché il Trasporto pubblico locale ferroviario deve essere rivisto

Trasporto Pubblico Ferroviario

L’intervento di Marco Foti

 

La Liguria, una volta raggiunto lo “status” di Zona Bianca, è stata la prima regione italiana ad estendere la capacità dei mezzi (treni regionali, bus, metro) all’80% della capienza massima. Altri Enti locali hanno seguito le indicazioni adottate dalla Regione Liguria e dalla Conferenza delle Regioni.

Ma questo oggi non basta più. Specialmente se si parla di trasporto ferroviario nelle principali località turistiche italiane.

Prendiamo ad esempio la regione Liguria. Dalla chiusura delle scuole il trasporto ferroviario regionale è stata presa d’assalto dai tanti vacanzieri che raggiungono le riviere liguri di ponente e di levante. Le criticità si moltiplicano nei fine settimana, momento in cui il contingentamento previsto comporta significativi problemi di sicurezza. I treni a lunga percorrenza, la cui programmazione è in capo al MIMS, continuano a viaggiare contingentati, seppur il paragone con il sistema degli aerei rimanda ad altre considerazioni.

Il contingentamento oggi deve essere annullato per diversi motivi e ripristinare la totalità del carico a bordo di treni e bus è possibile.

Concetti che non sono espressi sulla base di elementi discrezionali ma che si rifanno alle considerazioni di Asstra, che ricordo essere l’Associazione che raggruppa le aziende pubbliche di TPL, in merito alle analisi condotte dai Nas lo scorso inverno attraverso le quali è stato accettato che nel 96% del campione costituita da 732 verifiche su tutto il territorio nazionale, non sono stati accertati agenti virali Covid-19 a bordo dei mezzi di trasporto, a riprova della sicurezza dei mezzi e dell’efficacia delle sanificazioni e igienizzazione che quotidianamente svolgono le aziende del sistema del Tpl in Italia.

A questo si aggiungano gli studi presentati negli ultimi mesi dalle diverse università nel mondo (compresa l’Italia con l’Università di Genova) in cui si evidenzia la bassa probabilità di contagio all’interno dei mezzi se in presenza di una persona contagiata.

Da più parti viene lanciato un grido di allarme: senza un aumento della capacità di carico dei bus e dei treni si avranno difficoltà, soprattutto nelle città metropolitane e nelle aree ad alto afflusso turistico, a soddisfare le esigenze della mobilità delle persone. Il riferimento particolare è indirizzato alle grandi Città dove si utilizza il servizio ferroviario al pari dei servizi con metropolitana.

Autobus e treni regionali all’80% con orario estivo ridotto e permanenza dei servizi aggiuntivi (quello turistici trasformati in servizi di linea) con esclusivi posti a sedere potranno soddisfare le esigenze di mobilità? Impossibile.

Le evidenze sono all’ordine del giorno. Roma, Milano, Genova ne sono la prova.

Che fare quindi? Presto detto.

Riabilitare i mezzi pubblici (bus e treni) alla totalità della capacità di carico, prevedendo sempre a bordo la presenza dei dispositivi di sicurezza (mascherina).

Annullare il contingentamento, che non si presenta in altri Paesi Europei.

Potenziare i servizi nazionali laddove i servizi regionali faticano a soddisfare la domanda di mobilità turistica (il caso lampante della Liguria è sotto gli occhi di tutti).
Il MIMS deve intervenire.

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