Mobilità

Vi racconto come Bmw, Daimler e Volkswagen in Germania ripartiranno

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Germania Covid-19 Bce

Tutti i dettagli su come e quando in Germania le case automobilistiche come Bmw, Daimler e Volkswagen sono pronte a ripartire con il via libera del governo. L’approfondimento di Pierluigi Mennitti da Berlino

Anche in tempi di produzione contingentata, la Bmw ha pensato al futuro, quello più immediato. E nei giorni in cui il coronavirus ha paralizzato i suoi stabilimenti principali, la casa automobilistica bavarese si è adoperata per chiudere un contratto con l’azienda di robotistica Kuka per l’acquisto di oltre 5.000 robot spalmati in diversi anni. Serviranno a irrobustire la produzione automatizzata soprattutto nel reparto delle costruzioni delle carrozzerie, specializzazione in cui i robot della Kuka eccellono particolarmente. La mossa di Bmw lancia due segnali all’intera industria tedesca ed europea. Da un lato ci si prepara con azioni strategiche alla sfida della produzione in sicurezza: i robot più che togliere lavoro agli umani, permetteranno in questo caso di salvarlo, dal momento che possono essere impiegati laddove gli uomini non potrebbero operare per l’impossibilità di garantire le norme di sicurezza anti-contagio (i reparti di carrozzeria sono peraltro già abbondantemente automatizzati). Dall’altro è una testimonianaza concreta di come i grandi gruppi stiano intervenendo finanziariamente a sostegno delle aziende della filiera scivolate in difficoltà per il blocco degli impianti.

ALLA VIGILIA DELLA GRADUALE RIPARTENZA

I nuovi dati sull’evoluzione del contagio in Germania forniti venerdì dal ministro della Salute Jens Spahn e dal presidente del Koch Institut, Lothar Weiler, inducono a un moderato ottimismo: “L’epidemia è di nuovo controllabile e più gestibile di prima”. Con l’indice di riproduzione R sceso sotto l’1% (precisamente allo 0,7, il che significa che il tasso di trasmissione del virus è minore di 1 a 1), la ripartenza economica del paese è ormai questione di ore. È una domenica di vigilia, da domani la vita economica e sociale avvia la sua lenta ripresa. La linea guida del governo e degli esperti che ne consigliano l’azione è sempre orientata alla prudenza e l’effetto del moderato allentamento delle misure restrittive verrà costantemente monitorato e poi valutato dal gabinetto di crisi (governo e Länder) fra due settimane, il lasso di tempo del contagio: se la curva di crescita avrà segnato preoccupanti riprese, non è esclusa la reintroduzione di misure mirate più stringenti. È il metodo della navigazione a vista che contempla una strategia a fisarmonica, flessibile e adattabile all’evoluzione di una pandemia che, come hanno ribadito Spahn e Weiler, è ancora nella sua fase iniziale e non è chiaro come si evolverà.

IN FABBRICA CON MASCHERINE E MISURE DI SICUREZZA

L’aumento dei test a tappeto, l’elaborata nuova app volontaria di tracciamento che sarà pronta fra tre-quattro settimane (per adeguarla agli alti standard della privacy tedesca), il mantenimento delle misure di distanza sociale e di precauzioni igieniche e l’utilizzo di mascherine “fortemente consigliate” sui mezzi pubblici, in negozi e supermercati, dovrebbero contribuire a consolidare il contenimento del contagio nell’ambito delle capacità ospedaliere e rappresenteranno lo stile di vita dei prossimi mesi.

Tali misure saranno obbligatorie anche nei luoghi di lavoro. Nei negozi che in parte riaprono da lunedì, nelle scuole che si riaffolleranno gradualmente di studenti (inizieranno le ultime classi di ogni ciclo) e anche nelle fabbriche, dove peraltro quelle che potevano garantire gli standard di sicurezza non sono state obbligate a chiudere. Molte hanno invece fatto abbondantemente ricorso agli incentivi governativi per la riduzione dell’orario di lavoro.

VOLKSWAGEN RICOMINCIA DALL’AUTO ELETTRICA

Il timing della ripresa degli stabilimenti varia da impresa a impresa. A rimettersi in marcia per prima sarà Volkswagen, che dopo aver ripreso la produzione in Cina riaprirà da giovedì 23 aprile gli stabilimenti di Zwickau (auto elettriche ID3), nella Germania orientale, e Bratislava. A pochi giorni di distanza, lunedì 27, ci sarà la grande ripartenza con le le altre fabbriche tedesche, quelle europee di Portogallo, Russia e Spagna e gli Stati Uniti. Il mese di maggio vedrà invece il completamento con gli stabilimenti in America Latina (Messico, Argentina e Brasile) e in Sud Africa.

Un piano graduale che dovrà fare i conti con le misure di sicurezza, che esigono una riorganizzazione dei reparti e delle catene di montaggio, e con le difficoltà di approvvigionamento dalle catene della filiera, ingolfate dalla chiusura di molti impianti delle aziende fornitrici. Un disagio che riguarda i fornitori interni ma anche europei. Per questo i rappresentanti dell’industria automobilistica avevano contribuito all’appello degli imprenditori tedeschi affinché le imprese italiane riprendessero in tempi rapidi la propria attività. E molti di loro sostengono un maggiore impegno del governo tedesco negli aiuti finanziari all’economia del nostro paese. Ma anche l’afflusso degli aiuti statali decisi dal governo e dai Länder inciderà sulla qualità della ripresa.

DAIMLER RIPARTE DA STOCCARDA

Una ripartenza a pieno organico della produzione è comunque da escludere. Proprio nel settore dell’auto, l’attenzione dei manager è ora rivolta a definire le linee guia che dovranno sostenere la riapertura nelle nuove condizioni di lavoro richieste. La ripresa sarà graduale anche per il gruppo Daimler, che prevede di orientare le aperture alla disponibilità di rifornimento delle filiere ma anche alla capacità di produzione interna di componenti. Così a riaprire i battenti già la prossima settimana saranno gli stabilimenti di Stoccarda-Untertürkheim, Amburgo e Berlino, dove vengono realizzati componenti per il controllo dei motori destinati alle fabbriche cinesi del marchio, che invece hanno riavviato l’attività.

Nessuna indicazione concreta invece su quando le prime Mercedes potranno finalmente tornare a sfilare sulle catene di montaggio. Quel che è certo che il ciclo di produzione riprenderà con un certo ritardo e con sequenzialità: prima nella fabbrica di Sindelfingen, dove si costruisce la Mercedes classe S, poi negli stabilimenti di Brema, da dove escono dieci modelli tra cui l’elettrico EQS.

Infine Audi. Il marchio del gruppo Volkswagen ha fatto sapere, con uno scarno comunicato, che a fine aprile ripartirà con un solo turno di lavoro lo stabilimento della casa madre di Ingolstadt, mentre nessuna indicazione è stata fornita per quello di Neckarsulm.

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