Mobilità

Che fine hanno fatto i Piani di Trasporto per gli studenti?

di

Mit Conte Tpl

La quasi totalità delle Regioni ha posticipato il rientro a scuola degli studenti che frequentano le superiori perchè mancano i Piani di Trasporto. Ecco qualche domanda per il ministero dei Trasporti… L’intervento di Marco Foti

 

Che fine hanno fatto i Piani di Trasporto previsti per soddisfare gli spostamenti degli studenti alla ripresa delle lezioni in presenza?

I Piani di Trasporto, previsti per il rientro a scuola degli studenti che frequentano le superiori, sono paragonabili al Piano Anticovid italiano: tutti ne parlano e nessuno lo mostra.

La prova provata è il posticipo della quasi totalità delle Regioni, e non certo per colpa loro, della ripresa delle lezioni in presenza per gli studenti delle scuole superiori prevista in origine il prossimo 11 gennaio.

Se prendiamo ad esempio il caso della capitale si apprende che Atac a Roma propone un incremento di corse giornaliere mantenendo la capienza dei bus al 50%. Ma si apprende anche che l’azienda romana ha affidato temporaneamente (sei mesi?) a privati la gestione di alcune linee Tpl e di collegamenti dedicati al servizio scolastico. Entrando nel dettaglio però si rileva che a regime le corse giornaliere aggiuntive considerano anche quelle originate dal subaffidamento del dicembre scorso.

C’è molta confusione, non c’è che dire. I cittadini romani, e non solo, si chiedono come dovranno comportarsi a partire dal giorno della ripresa delle attività scolastiche in presenza, e non certo da lunedì 11 gennaio, ad eccezione di poche Regioni.

Il caso del Piano Trasporti messo a punto a Roma è un esempio della “sintesi” diffusa nelle diverse città italiane:
• ingresso degli studenti distribuito su due fasce orario, 8.00 – 10.00;
• Orario lezioni di 50’, in sostanza programma di 5 giorni distribuito su 6;
• impegno significativo di risorse del governo nazionale, regionale e locale.

Nient’altro. Sarà l’approccio condiviso sul territorio italiano? Può darsi. Per cui le domande che si pongono i genitori degli studenti sono tante e proviamo ad elencarle:

• innanzitutto, quali sono le risorse economiche messe a disposizione per i servizi aggiuntivi e quanto hanno speso le diverse Regioni?
• A quale corrispettivo chilometrico sono stati affidati i servizi aggiuntivi erogati dalle aziende private;
• Quanti mezzi in più sono previsti per la ripartenza considerando le corse aggiuntive che le aziende metteranno a disposizione?
• Come funzionerà il Piano Trasporti, se esiste davvero o si limita ad essere un documento (slide) di linee generali, tenendo in considerazione il load factor dei mezzi ridotto al 50%?
• Quali saranno i nodi strategici della rete tenuto conto dell’articolazione complessa nelle città?
• Come avverrà il monitoraggio real time della domanda soddisfatta e dell’offerta in linea? Con quali strumenti?
• Quali contromisure sono state adottate in caso di over user dei mezzi, alla luce anche delle continue lamentele degli utenti che utilizzano i diversi servizi di TPL?

Sono alcune delle domande che si pongono i cittadini e che giriamo al Ministro dei Trasporti.

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